Dai mulini ai motori: la nascita del marchio
Marmon affonda le radici in un'attività lontanissima dall'automobile: la Nordyke Marmon & Company, produttrice di impianti per la macinazione del grano fin dal 1851. È in questo ambiente industriale, abituato alla precisione meccanica su larga scala, che Howard Carpenter Marmon inizia a sperimentare con i motori a scoppio.
- Le prime vetture, costruite a partire dal 1902, montano motori sperimentali V-twin raffreddati ad aria
- Seguono i primi tentativi con architetture V4, V6 e V8, insolite per l'epoca
- Il primo Marmon offerto al pubblico arriva nel 1904, in produzione molto limitata
Solo in seguito l'azienda si orienta verso motori a cilindri in linea più convenzionali, ponendo le basi per i modelli che le daranno fama nel decennio successivo.
Motorizzazione più celebre
V16 490,8 cu in (8,0 litri), 200 CV
La Marmon Wasp e la prima 500 Miglia di Indianapolis
Il momento che consegna Marmon alla storia dell'automobile arriva il 30 maggio 1911, quando la Marmon Wasp, derivata dal Model 32, taglia per prima il traguardo della primissima edizione della 500 Miglia di Indianapolis, guidata da Ray Harroun.
La vettura, partita dalla ventottesima posizione, punta su una guida regolare e su un numero minimo di soste ai box, evitando forature laddove altri concorrenti ne pagano numerose. La sua carrozzeria monoposto con abitacolo carenato e coda affusolata è tra le prime a rinunciare al meccanico di bordo, reso superfluo da una soluzione destinata a diventare uno standard su ogni automobile: lo specchietto retrovisore.
Anni di attività
1902-1933
L'era dell'alluminio e la crescita industriale
Con il Model 34, presentato nel 1916, Marmon porta all'estremo la propria filosofia costruttiva: il blocco motore a sei cilindri con distribuzione a valvole in testa, la scatola del cambio, il differenziale, i parafanghi e il cofano sono realizzati in alluminio, con un deciso beneficio in termini di leggerezza rispetto ai concorrenti.
Il successo commerciale è concreto: la produzione passa da poche centinaia di unità l'anno precedente a oltre 1.750 vetture nel solo 1916, per superare le 11.000 unità complessive entro il 1920. Il Model 34, con gli aggiornamenti confluiti nei successivi Model 74 e 75, resta in listino fino al 1928.
Esemplari Marmon Sixteen
390 unità (1931-1934)
Roosevelt e Sixteen: due strategie opposte alla vigilia della crisi
Alla fine degli anni Venti Marmon prova due strade completamente diverse per affrontare un mercato in evoluzione. Nel 1929 lancia la Roosevelt, la prima automobile statunitense con motore otto cilindri in linea offerta a un prezzo inferiore ai 1.000 dollari: un successo immediato, con circa 24.500 esemplari venduti nel primo anno.
In parallelo, l'azienda lavora al progetto opposto: un motore V16 a 45 gradi, interamente in alluminio con canne cilindro in acciaio, capace di 200 CV a 3.400 giri. Montato sulla Marmon Sixteen, disegnata da Walter Dorwin Teague e prodotta in soli 390 esemplari tra il 1931 e il 1934, questo propulsore viene indicato dalla Society of Automotive Engineers come il traguardo tecnico più significativo del 1932.
Azienda successore
Marmon-Herrington (dal 1933)
Il fallimento e l'eredità del marchio
Le difficoltà finanziarie, già presenti a metà degli anni Venti, si aggravano irrimediabilmente dopo il crcollo di Wall Street del 1929. Nonostante gli sforzi rappresentati da Roosevelt e Sixteen, nel maggio 1933 la Marmon Automobile Company dichiara fallimento e cessa la produzione di automobili.
Il marchio non scompare del tutto: dalle sue ceneri nasce nel 1933 la Marmon-Herrington, specializzata in veicoli industriali e militari, mentre il nome Marmon viene successivamente ceduto nel 1964 a una società di Denton, in Texas, attiva nella produzione di camion.
