Dal compensato di un bombardiere alla pista di Le Mans
Il nome Marcos nasce dalla fusione dei cognomi dei due fondatori: Marsh e Costin. Jem Marsh arriva dal mondo delle tuning parts con la sua Speedex, mentre Frank Costin porta in dote un'esperienza da aerodinamico maturata lavorando sui caccia bombardieri de Havilland Mosquito, dove il legno veniva impiegato per strutture leggere e resistenti.
- I primissimi modelli, come la Xylon, adottano uno chassis monoscocca in compensato marino laminato, assemblato da centinaia di pezzi incollati tra loro.
- Dopo l'uscita di Costin, i fratelli Dennis e Peter Adams disegnano la Marcos GT, una coupé bassissima con motori Volvo, Ford ed Essex.
- Nel 1965 arriva la Mini Marcos, una carrozzeria monoscocca in vetroresina montata su meccanica Mini, che nel 1966 diventa l'unica vettura britannica a tagliare il traguardo della 24 Ore di Le Mans, classificandosi 15ª assoluta.
Le difficoltà finanziarie legate all'export negli Stati Uniti e ai costi della nuova sede portano però l'azienda al fallimento nel 1971-1972.
Fondazione
1959
La rinascita con il V8 Rover: Mantula e Mantara
Jem Marsh riacquista il marchio nel 1976 e nel 1981 rilancia la produzione, prima in forma di kit-car e poi come vetture complete. Nasce così la Mantula, evoluzione della GT con motore Rover V8 3,5 litri, capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 5,7 secondi restando sotto i 900 kg di peso.
Nel 1992 la gamma si rinnova con la Mantara, che introduce sospensioni anteriori MacPherson al posto di quelle derivate dalla Triumph, passaruota allargati e cofano ridisegnato. Le versioni con V8 3,9 e 4,6 litri portano la potenza fino a 230 CV, con velocità massime intorno ai 225 km/h, e la Mantara coglie anche successi nel campionato britannico GT durante gli anni Novanta.
Periodi di produzione
1959-1972, 1981-2000, 2002-2007
L'ultima era e il destino incerto del marchio
Dopo un nuovo fallimento nel 2000, l'imprenditore canadese Tony Stelliga rileva Marcos nel 2002, avvicinando l'azienda a tecnici provenienti dalla concorrente TVR. Nascono modelli come la Marcasite TS250/TS500 e la TSO, spinta da un V8 Chevrolet 5,7 litri, oltre a varianti estreme come la Mantis GT sovralimentata, accreditata di oltre 500 CV e uno 0-100 km/h sotto i 4 secondi.
Il 9 ottobre 2007 Marcos cessa nuovamente la produzione e viene messa in liquidazione volontaria. Negli anni successivi il marchio cambia più volte proprietario: dal 2010 con l'ingegnere Tony Brown, fino a due distinte iniziative annunciate a metà anni Venti, che si contendono i diritti sul nome Marcos tra progetti di continuazione della Mini Marcos e nuove supercar ispirate all'eredità del marchio.
Perché la Marcos piace ancora oggi
Al di là delle vicende societarie, le Marcos restano apprezzate da un pubblico ristretto ma appassionato di auto d'epoca proprio per la loro filosofia costruttiva: pesi ridotti, carrozzerie in vetroresina che non temono la corrosione e un assetto pensato per il puro piacere di guida più che per il comfort quotidiano.
Si tratta però di vetture da conoscere bene prima dell'acquisto: la produzione frammentata in più ere rende ogni esemplare un caso a sé, e la reperibilità dei ricambi dipende spesso dai club di proprietari e da piccoli specialisti, più che da una rete di assistenza ufficiale strutturata.
