La nascita: quattro soci e un nome, il 1969
March Engineering prende forma nel 1969 a Bicester grazie a quattro soci le cui iniziali compongono l'acronimo del nome: Max Mosley, che curava la parte commerciale, Alan Rees alla guida del reparto corse, Graham Coaker responsabile della produzione e Robin Herd, progettista tecnico. Fin dal primo anno l'azienda si presentò con un'ambizione fuori dal comune: fornire telai clienti contemporaneamente per Formula 1, Formula 2, Formula 3, Formula Ford e Can-Am, oltre a schierare squadre ufficiali proprie.
- Il telaio 701 fu affidato anche alla Tyrrell per Jackie Stewart
- La prima vittoria in Formula 1 arrivò già nel 1970, al Gran Premio di Spagna
- Nello stesso anno March correva in parallelo in più categorie con modelli diversi
Anni di attività
1969 - 1992
Gli anni Settanta: vittorie, innovazione e il monoposto a sei ruote
Nel corso degli anni Settanta March Engineering costruì gran parte della propria reputazione nelle formule propedeutiche più che in Formula 1: Ronnie Peterson conquistò il campionato europeo di Formula 2 nel 1971, mentre nel massimo campionato le vittorie arrivarono comunque, con Vittorio Brambilla nel Gran Premio d'Austria del 1975 e lo stesso Peterson a Monza l'anno successivo. Il 1977 fu anche l'anno della sperimentale March 2-4-0, un'insolita monoposto a sei ruote pensata per ridurre la resistenza aerodinamica anteriore.
Al termine di quella stagione il team ufficiale lasciò temporaneamente la Formula 1, continuando comunque a fornire telai clienti alle altre squadre.
Gli anni Ottanta: il dominio in IndyCar e nei prototipi Gruppo C
Se in Formula 1 il palmarès rimase limitato, negli Stati Uniti March Engineering visse la sua stagione più brillante. I telai March motorizzati Cosworth vinsero la 500 Miglia di Indianapolis per cinque edizioni consecutive, dal 1983 al 1987, imponendosi come riferimento tecnico del campionato CART/IndyCar. Parallelamente, i prototipi sportivi del marchio si aggiudicarono anche la 24 Ore di Daytona nel 1984, confermando la versatilità di un costruttore capace di eccellere sia nei monoposto sia negli endurance.
Il ritorno in Formula 1 con Leyton House e la chiusura
Dopo anni di assenza dai gran premi, March rientrò in Formula 1 nel 1987 grazie alla sponsorizzazione del gruppo giapponese Leyton House, che nel 1989 acquisì direttamente la squadra. La monoposto 881 del 1988, disegnata da Adrian Newey, portò punti importanti al team, e l'anno successivo Ivan Capelli sfiorò la vittoria in Portogallo con la 881 aggiornata. La crisi finanziaria di Leyton House travolse però il progetto: la squadra proseguì con budget sempre più ridotti fino al ritiro definitivo dalla Formula 1 nel 1992, che segnò di fatto la fine dell'attività della casa.
Da costruttore da corsa a icona dell'Oldtimer
Con la chiusura delle attività agonistiche, i telai March sono diventati progressivamente oggetti da collezione. Avendo superato ampiamente i trent'anni dalla prima immatricolazione o omologazione sportiva, rientrano nella definizione tedesca di Oldtimer: veicoli conservati in condizioni sostanzialmente originali e riconosciuti come testimonianza della cultura tecnica motoristica. Oggi le March storiche partecipano a raduni e gare di regolarità per vetture d'epoca e vengono scambiate tra collezionisti attraverso case d'asta e rivenditori specializzati in auto da competizione storiche.
