Dall'industria ferroviaria alla prima automobile
La storia di Lorraine-Dietrich comincia lontano dalle corse e dai saloni dell'automobile, nell'industria ferroviaria della famiglia de Dietrich attiva in Alsazia. Quando la regione passò sotto il controllo tedesco, la famiglia scelse di aprire un nuovo stabilimento a Lunéville, sul territorio rimasto francese, per continuare a servire il mercato nazionale.
È da questa base industriale che, sul finire dell'Ottocento, l'azienda decise di allargare la propria attività alla costruzione di automobili, affiancando un know-how meccanico già solido a un settore allora ancora agli albori.
Anni di produzione automobili
1896-1935
Il contributo di Ettore Bugatti e i primi successi in gara
Nei primi anni del Novecento l'azienda affidò lo sviluppo di nuovi propulsori a un giovanissimo Ettore Bugatti, che disegnò un quattro cilindri con distribuzione a valvole in testa destinato a sostituire i motori su licenza utilizzati fino a quel momento.
Le vetture del marchio iniziarono presto a farsi notare anche in competizione, con piazzamenti di rilievo in gare pionieristiche come la Parigi-Madrid del 1903 e affermazioni corali, come il tripletta ottenuto al Circuit des Ardennes nel 1906.
Origine societaria
Evoluzione della De Dietrich et Cie, azienda ferroviaria fondata nel 1884
Il trionfo alla 24 Ore di Le Mans
Il momento più alto della storia sportiva di Lorraine-Dietrich arriva negli anni Venti, quando le vetture della gamma 15 CV, equipaggiate con motori sei cilindri di 3.445 cc e testa cilindri emisferica, si impongono alla 24 Ore di Le Mans per due edizioni consecutive, nel 1925 e nel 1926.
Questo risultato rese Lorraine-Dietrich la prima casa automobilistica a vincere la manifestazione per due anni di fila, un primato che consolidò la reputazione tecnica del marchio in un periodo di grande sviluppo delle vetture da granturismo europee.
Massimo risultato sportivo
Due vittorie consecutive alla 24 Ore di Le Mans, 1925 e 1926
Il declino commerciale e la riconversione industriale
Nonostante i successi sportivi, la seconda metà degli anni Venti fu segnata da crescenti difficoltà commerciali. Nel 1928 la famiglia de Dietrich cedette le proprie quote e l'azienda proseguì con la sola denominazione Lorraine.
L'insuccesso di mercato del modello 20 CV portò infine, nel 1935, alla chiusura definitiva della produzione automobilistica. L'attività industriale proseguì tuttavia nel settore dei veicoli militari e dei motori aeronautici, fino alla nazionalizzazione della fine degli anni Trenta e al successivo assorbimento in un più ampio gruppo motoristico francese durante i primi anni Quaranta.
