Le origini: da carrozzeria di lusso a costruttore di sportive
La Carrozzeria Francis Lombardi nacque a Vercelli nel 1947 per iniziativa di Carlo "Francis" Lombardi, aviatore nella Prima guerra mondiale e successivamente imprenditore nel settore automobilistico. Dopo una breve parentesi nella progettazione aeronautica, l'attività si concentrò dal 1950 esclusivamente sulle automobili.
Nei primi anni l'azienda si specializzò in coupé su base Fiat 1100 e 1400, station wagon con fiancate in legno e limousine a sei posti allestite per un uso rappresentativo o ministeriale. Tra i lavori più noti figura la vettura commissionata dal Vaticano nel 1963, una Fiat 2300 con tetto panoramico in vetro realizzata per Papa Paolo VI, considerata la prima vera papamobile della storia.
Motore di base
843 cc, 4 cilindri, 47 CV DIN
La nascita della Grand Prix
Sul finire degli anni Sessanta, Francis Lombardi decise di affiancare alla produzione di berline e limousine una piccola sportiva capace di attirare un pubblico più giovane. Nacque così la Grand Prix, presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1968: una coupé a motore posteriore costruita sul pianale della Fiat 850, con una carrozzeria interamente disegnata in casa da Giuseppe Rinaldi.
La linea, con muso basso e fari a scomparsa, coda tronca in stile Kammback e un unico grande tergicristallo, richiamava apertamente lo stile della Maserati Ghibli, riproposto in scala ridotta su una base meccanica molto più modesta. La scocca era in acciaio, con l'eccezione del cofano posteriore in alluminio e di alcuni pannelli, come le porte e la coda, realizzati in vetroresina per contenere il peso.
Motori più potenti
Giannini 1000 Bialbero, 994 cc, 104 CV SAE
Motorizzazioni e varianti: Giannini, OTAS e Abarth Scorpione
La versione originale montava il quattro cilindri Fiat da 843 cc con circa 47 CV DIN, sufficiente per una velocità massima dichiarata di 160 km/h grazie al peso contenuto della vettura, poco più di 630 kg. Nel corso della produzione la gamma si arricchì di numerose varianti realizzate da altri preparatori che utilizzarono la stessa base:
- La Giannini 1000, con motore maggiorato a 982 cc e circa 84 CV SAE
- La Giannini 1000 Bialbero, dotata di una testata bialbero propria da 994 cc capace di 104 CV SAE a 7.500 giri
- L'OTAS 820, versione da 817 cc pensata per rispettare le normative anti-inquinamento del mercato statunitense
- L'Abarth Scorpione, che abbandonava la meccanica 850 per il quattro cilindri Fiat 124 da 1.280 cc, proposto in versione base da 75 CV DIN e in variante SS con doppi carburatori Weber e potenza superiore
Questa proliferazione di varianti spiega perché la stessa vettura sia stata commercializzata con nomi diversi a seconda del mercato e del preparatore coinvolto.
Anni di produzione
1968-1972
Perché oggi è un Oldtimer da collezione
La breve vita commerciale della Grand Prix, unita ai volumi di produzione molto contenuti, ha reso questa vettura una rarità già pochi anni dopo la sua uscita di scena. La Carrozzeria Francis Lombardi chiuse definitivamente i battenti nel 1973, un anno dopo la fine della produzione della Grand Prix, lasciando in eredità un piccolo numero di esemplari sparsi tra Europa e Stati Uniti, dove arrivò una quota di OTAS 820 destinate al mercato americano.
Proprio questa combinazione di design originale, meccanica derivata da un'utilitaria di grande diffusione e numeri di produzione ridotti rende oggi la Lombardi Grand Prix un tipico esempio di Oldtimer: un'auto che, superata la soglia dei trent'anni dalla prima immatricolazione, viene apprezzata non per le prestazioni ma come testimonianza di un modo di costruire automobili artigianale e ormai scomparso.
