Scheda modello

Oldtimer LMX

La LMX Sirex è una rara coupé sportiva italiana della fine degli anni '60, nata a Milano dall'incontro tra il design di Franco Scaglione, il telaio firmato da Gioacchino Colombo e un accessibile motore Ford V6. Prodotta in pochissimi esemplari, oggi è una vera rarità da collezione.

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Perché sì

  • Design originale e proporzioni sportive, con la carrozzeria attribuita a Franco Scaglione
  • Telaio a spina centrale leggerissimo, appena 74 kg, progettato da Gioacchino Colombo
  • Peso complessivo molto contenuto, circa 950 kg, grazie alla carrozzeria in vetroresina
  • Meccanica Ford semplice e facile da mantenere rispetto alle rivali con motori più esotici
  • Rarità estrema, che oggi la rende un pezzo ambito dai collezionisti di auto storiche

Da valutare

  • Potenza del motore non sempre all'altezza del prezzo di listino, paragonabile a rivali più blasonate
  • Le versioni sovralimentate soffrivano di scarsa affidabilità del sistema turbo
  • Rete commerciale debole, aggravata da un debutto senza stand ufficiale al Salone di Torino
  • Vita commerciale breve, con la cessazione delle attività di LMX dopo appena cinque anni
  • Reperibilità di ricambi originali oggi quasi nulla, vista la produzione artigianale in pochi esemplari

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva / Gran Turismo compatta
Casa produttrice
LMX Automobile S.r.l. (poi SAMAS)
Anni di produzione
1968-1974
Carrozzeria
Coupé 2 porte / Roadster 2 porte
Motore
V6 Ford Taunus 2,3 litri (2296 cc)
Potenza
126 CV di serie, fino a circa 210 CV nelle versioni turbo
Trazione
Posteriore
Cambio
Manuale a 4 rapporti
Peso a vuoto
Circa 950 kg
Esemplari prodotti
Circa 70 (50 LMX + 20 SAMAS)

La storia della LMX Sirex nasce a Milano a metà degli anni Sessanta dall'incontro tra l'ingegnere francese Michel Liprandi, esperto di materiali compositi, e l'imprenditore Giovanni Mandelli. Insieme fondano LMX Automobile S.r.l. - Linea Moderna Executive - con l'obiettivo di realizzare una coupé sportiva dal carattere italiano ma dal cuore meccanico semplice e accessibile. Il debutto avviene al Salone dell'Auto di Torino del novembre 1968, dove la vettura viene esposta fuori dal padiglione perché i due soci non possono permettersi uno stand ufficiale.

Dalla vetroresina al Salone di Torino: la nascita della Sirex

LMX Automobile nasce dall'ambizione di due soci con competenze complementari: Michel Liprandi porta l'esperienza nella lavorazione dei materiali compositi, Giovanni Mandelli l'iniziativa imprenditoriale. Il progetto prende forma attorno a un telaio a spina centrale disegnato dall'ingegnere Gioacchino Colombo, già noto per il suo lavoro sui motori Ferrari, realizzato in lamiera forata per ridurre il peso fino a soli 74 kg.

La carrozzeria, in vetroresina, viene attribuita a Franco Scaglione e adotta linee filanti che richiamano lo stile sportivo americano dell'epoca, rivisitato con un gusto tipicamente italiano. La vettura debutta al Salone dell'Auto di Torino nel novembre 1968, ma viene mostrata all'esterno del padiglione espositivo perché i fondatori non possono permettersi uno stand ufficiale.

Motore

V6 Ford Taunus 2,3 litri (2296 cc)

Il motore Ford e la meccanica della Sirex

Sotto il cofano trova posto un motore V6 Ford Taunus di 2,3 litri (2296 cc), capace di erogare 126 CV a 5.600 giri e 187 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a quattro marce e trazione posteriore. La scelta di una meccanica Ford, semplice e diffusa, permetteva una manutenzione più economica rispetto alle rivali con motori esotici, pur senza garantire prestazioni al vertice della categoria.

  • Peso a vuoto contenuto in circa 950 kg
  • Pneumatici 185-14 su tutte e quattro le ruote
  • Passo di 2.300 mm per un assetto agile

Con il passaggio della produzione a SAMAS, alcuni esemplari vennero sovralimentati tramite un compressore volumetrico Constantin, in seguito sostituito da un turbocompressore May-Bosch, con potenze dichiarate fino a circa 210 CV.

Potenza

126 CV di serie, fino a circa 210 CV nelle versioni turbo

Il declino, il passaggio a SAMAS e l'eredità di oggi

Nonostante un prezzo di listino paragonabile a quello di un'Alfa Romeo 1750 Coupé Veloce o di una Lancia Fulvia, le prestazioni della Sirex non riuscirono a competere con queste rivali più blasonate. Le vendite rimasero contenute e, nel 1973, LMX cessò l'attività dopo aver realizzato circa cinquanta esemplari.

I diritti di produzione passarono quindi alla svizzera SAMAS, che costruì un'ulteriore ventina di vetture destinate soprattutto al mercato elvetico, sperimentando anche le versioni sovralimentate. Per decenni la Sirex è rimasta pressoché dimenticata, fino a una recente riscoperta che l'ha portata in mostra al Museo dell'Automobile di Torino e alla nascita di un registro storico dedicato a censire e preservare i pochi esemplari superstiti.

Le generazioni della LMX

6anni di storia

1968—19735 anni

LMX Sirex

Versione originale prodotta a Milano da LMX Automobile, con motore Ford V6 2,3 litri aspirato da 126 CV, disponibile in carrozzeria coupé o roadster su telaio a spina centrale firmato Gioacchino Colombo.

1973—19741 anno

Sirex SAMAS

Dopo la chiusura di LMX, la società svizzera SAMAS rileva la produzione realizzando circa venti esemplari aggiuntivi, sperimentando la sovralimentazione tramite compressore Constantin e, successivamente, turbocompressore May-Bosch, con potenze fino a circa 210 CV.

Domande frequenti sulla LMX

Quanti esemplari di LMX Sirex sono stati prodotti?

Tra il 1968 e il 1973 LMX Automobile realizzò circa cinquanta esemplari della Sirex; dopo la chiusura dell'azienda, la svizzera SAMAS ne costruì altri venti circa, per un totale stimato attorno alle settanta unità, di cui oggi sopravvive solo una piccola parte.

Che motore montava la LMX Sirex?

La Sirex utilizzava un motore V6 Ford Taunus di 2,3 litri (2296 cc) da 126 CV, abbinato a cambio manuale a quattro rapporti e trazione posteriore. Alcuni esemplari successivi, costruiti da SAMAS, adottarono la sovralimentazione con compressore Constantin o turbocompressore May-Bosch, arrivando fino a circa 210 CV.

Chi ha disegnato la LMX Sirex?

La carrozzeria è attribuita a Franco Scaglione, mentre il telaio a spina centrale, particolarmente leggero, porta la firma dell'ingegnere Gioacchino Colombo, noto per il suo lavoro sui motori Ferrari.

Perché la LMX Sirex non ebbe successo commerciale?

Nonostante un prezzo competitivo con vetture come l'Alfa Romeo 1750 Coupé Veloce o la Lancia Fulvia, le prestazioni della Sirex non erano all'altezza di queste rivali più blasonate, e una rete commerciale ridotta contribuì a vendite molto contenute fino alla chiusura di LMX nel 1973.

La LMX Sirex è considerata un'auto d'epoca (Oldtimer)?

Sì: essendo stata immatricolata per la prima volta oltre trent'anni fa e conservata in esemplari sostanzialmente originali, la Sirex rientra pienamente nella definizione di Oldtimer ed è oggi documentata da un registro storico dedicato ai pochi esemplari superstiti.

Fonti

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