Scheda modello

Oldtimer Lloyd

Lloyd è stato un marchio automobilistico tedesco di Brema, parte del gruppo Borgward, celebre nel dopoguerra per utilitarie economiche come la LP 300 e la Lloyd 600, fino al più ambizioso modello Arabella a trazione anteriore.

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Perché sì

  • Consumi molto contenuti grazie a motori piccoli e leggeri, ideali per la mobilità economica del dopoguerra
  • Buona diffusione e assistenza negli anni Cinquanta, con Lloyd stabilmente tra i primi marchi tedeschi per immatricolazioni
  • Carrozzeria interamente in acciaio dai modelli successivi al 300/400, più robusta e semplice da riparare grazie ai pannelli imbullonati al telaio
  • Soluzioni tecniche avanzate per l'epoca sull'Arabella, come la trazione anteriore e le sospensioni a ruote indipendenti
  • Solidi risultati sportivi in gare di durata e regolarità, tra cui affermazioni alla 12 Ore di Hockenheim e buoni piazzamenti al Rallye di Monte Carlo

Da valutare

  • Sui primi modelli LP 300 la carrozzeria in legno compensato rivestita di similpelle si deteriorava rapidamente con umidità e urti
  • Motori a due tempi di cilindrata minima, rumorosi e con prestazioni molto limitate rispetto alla concorrenza
  • Cambio a tre marce non sincronizzato sulle prime versioni, poco pratico nella guida quotidiana
  • Problemi di tenuta agli agenti atmosferici sulla Lloyd Arabella, che soffriva di infiltrazioni d'acqua nell'abitacolo nei giorni di pioggia
  • Sviluppo affrettato dell'Arabella, lanciata sul mercato con difetti di gioventù che ne danneggiarono la reputazione commerciale

In sintesi

Paese
Germania
Sede
Brema
Gruppo di appartenenza
Borgward
Rilancio del marchio
1950
Fine produzione
1963
Segmento
Utilitarie e microvetture
Modelli principali
LP 300, LP 400, Lloyd 600, Alexander, Arabella
Unità prodotte complessive
Circa 356.000 veicoli

Il nome Lloyd nasce a Brema all'inizio del Novecento legato alla compagnia di navigazione Norddeutscher Lloyd, ma è nel secondo dopoguerra che il marchio trova la sua identità più nota. Rilevato e rilanciato da Carl F. W. Borgward, Lloyd Motoren Werke torna a costruire automobili nel 1950 puntando su vetture piccole, leggere ed economiche, pensate per una Germania che doveva rimettersi in moto con pochi mezzi. Nel giro di un decennio il marchio passa da semplice controllata del gruppo Borgward a terzo produttore tedesco per immatricolazioni, prima di chiudere bruscamente i battenti insieme all'intero gruppo nei primi anni Sessanta.

Dalle navi alle automobili: le origini del nome Lloyd

Il nome Lloyd compare nell'industria automobilistica tedesca già all'inizio del Novecento, quando una società legata alla compagnia armatoriale Norddeutscher Lloyd avvia a Brema la costruzione di veicoli a motore, dapprima elettrici su licenza e poi a benzina. Nel 1914 questa realtà si fonde con Hansa dando vita a Hansa-Lloyd, un costruttore mai del tutto solido dal punto di vista finanziario. Quando nel 1929 Carl F. W. Borgward ne acquisisce il controllo, il marchio Lloyd smette per lungo tempo di comparire su vetture proprie, restando assorbito nelle attività del gruppo Borgward.

Rilancio del marchio

1950

La LP 300 e il soprannome "Leukoplastbomber"

È solo nel 1950 che Borgward decide di far rinascere Lloyd come marchio autonomo, dedicato a una fascia di mercato più popolare rispetto alle Borgward vere e proprie. Il primo modello, la LP 300, monta un piccolo bicilindrico a due tempi da 293 cc e appena 10 CV, sufficienti per una velocità massima intorno ai 75 km/h. La caratteristica più singolare è però la carrozzeria: un telaio in legno compensato ricoperto da un rivestimento in similpelle, scelta dettata dalla scarsità di lamiera d'acciaio nella Germania del primo dopoguerra. Questa soluzione costruttiva vale all'auto il soprannome ironico di "Leukoplastbomber", il bombardiere al cerotto, per l'aspetto del rivestimento che ricordava le fasciature adesive.

Con l'evoluzione nella LP 400 la struttura in legno viene progressivamente sostituita da lamiera d'acciaio sottile, pur mantenendo elementi lignei in alcune parti della scocca fino alla metà degli anni Cinquanta.

Fine produzione

1963

Il successo della Lloyd 600 e della famiglia Alexander

Il salto di qualità arriva nel 1955 con la Lloyd 600, dotata finalmente di una carrozzeria interamente in acciaio e di un motore a quattro tempi bicilindrico da 596 cc e 19 CV, con distribuzione monoalbero a catena. È il modello che porta Lloyd al suo massimo successo commerciale: nel solo 1955 la fabbrica di Brema sfiora le 58.000 vetture prodotte, terzo risultato in Germania dopo Volkswagen e Opel. Le varianti Alexander e Alexander TS, introdotte tra il 1957 e il 1958, aggiungono un cambio a quattro marce e, nella versione TS, un carburatore maggiorato che porta la potenza a circa 23-25 CV e la velocità massima oltre i 100 km/h.

Il successo di questa gamma non si limita alla vendita: nella seconda metà degli anni Cinquanta le Lloyd si fanno notare anche in competizioni di durata come la 12 Ore di Hockenheim e nel Rallye di Monte Carlo, oltre a una lunga serie di record di velocità nella propria classe di cilindrata.

L'Arabella e la fine del marchio

Nel 1959 Lloyd tenta il salto verso un segmento superiore con la Arabella, una berlina completamente nuova con motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad acqua da 897 cc, trazione anteriore, sospensioni indipendenti su entrambi gli assi e sterzo a cremagliera: soluzioni tecniche insolitamente moderne per una utilitaria tedesca dell'epoca. Sviluppata in meno di due anni per rispondere in fretta alla concorrenza, l'Arabella esce sul mercato con difetti di gioventù, tra cui infiltrazioni d'acqua nell'abitacolo nei giorni di pioggia, che le fanno guadagnare il soprannome poco lusinghiero di "Aquabella" e ne compromettono l'immagine commerciale.

I costi di sviluppo elevati e le vendite inferiori alle attese contribuiscono in modo diretto alla crisi finanziaria dell'intero gruppo Borgward, che dichiara fallimento nel 1961. La produzione delle vetture Lloyd si esaurisce quasi del tutto entro il 1963, chiudendo la storia del marchio come costruttore di automobili.

Lloyd oggi: un'Oldtimer di nicchia

Uscita dal mercato da oltre sei decenni, la Lloyd rientra a pieno titolo nella categoria delle vetture Oldtimer: un pezzo di storia industriale tedesca del dopoguerra, testimone del passaggio dalla ricostruzione all'epoca del boom economico. Le vetture superstiti, in particolare gli esemplari 600 e Arabella arrivati fino a oggi in buone condizioni, sono ricercate soprattutto da collezionisti e appassionati di microvetture europee del dopoguerra, mentre gli esemplari più rari della prima LP 300 in legno rappresentano oggi una vera rarità da club e raduni specializzati.

Le generazioni della Lloyd

13anni di storia

1950—19522 anni

LP 300 / LC 300

Primo modello del marchio rinato, con carrozzeria in legno compensato rivestita di similpelle e motore bicilindrico a due tempi da 293 cc e 10 CV.

1953—19574 anni

LP 400

Evoluzione della 300 con motore a due tempi portato a 386 cc e 13 CV e passaggio graduale a una carrozzeria in lamiera d'acciaio.

1955—19616 anni

Lloyd 600 / Alexander / Alexander TS

Modello di maggior successo commerciale, con scocca interamente in acciaio e motore a quattro tempi da 596 cc; le varianti Alexander introducono il cambio a quattro marce e, nella TS, prestazioni superiori.

1959—19634 anni

Lloyd Arabella / Arabella de Luxe / Arabella Coupé

Berlina di fascia superiore con motore boxer a quattro cilindri da 897 cc, trazione anteriore e sospensioni indipendenti; disponibile anche in versione de Luxe più potente e in una rara coupé firmata Frua.

Domande frequenti sulla Lloyd

Perché la prima Lloyd veniva chiamata "Leukoplastbomber"?

Il soprannome nasce dalla carrozzeria della LP 300, realizzata su un telaio in legno compensato rivestito di similpelle: un materiale che ricordava esteticamente le fasciature adesive, da cui il nome ironico "bombardiere al cerotto".

Che tipo di motore montava la Lloyd Arabella?

La Arabella utilizzava un motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad acqua da 897 cc, montato longitudinalmente davanti all'asse anteriore, abbinato a trazione anteriore e cambio manuale a quattro marce.

Perché la Lloyd Motoren Werke ha chiuso la produzione?

I costi elevati di sviluppo della Arabella, unita a difetti di gioventù e vendite sotto le attese, aggravarono la crisi finanziaria del gruppo Borgward, che fallì nel 1961 trascinando con sé la produzione di automobili Lloyd, esaurita quasi del tutto entro il 1963.

Quante Lloyd sono state prodotte complessivamente?

Sommando tutti i modelli, dalla LP 300 alla Arabella, la produzione complessiva di Lloyd Motoren Werke si aggira intorno alle 356.000 unità nell'arco di poco più di un decennio.

La Lloyd è considerata oggi un'auto Oldtimer?

Sì: essendo uscita di produzione da decenni e non più costruita, ogni esemplare Lloyd sopravvissuto rientra pienamente nella categoria Oldtimer, apprezzata da collezionisti di microvetture tedesche del dopoguerra.

Fonti

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