Dal Landbaumotor al primo Bulldog
Prima di diventare sinonimo di trattore, Lanz era già un nome noto nella meccanica agricola tedesca: fin dal 1879 l'azienda di Mannheim produceva trebbiatrici stazionarie a vapore. La svolta arrivò nel 1921, quando l'ingegner Fritz Huber progettò per Lanz un motore agricolo semovente battezzato HL, presentato ufficialmente alla fiera della DLG di Lipsia.
Il nome Bulldog non derivava da un richiamo alla robustezza dell'animale, ma dall'aspetto del dispositivo di accensione a testa incandescente, che ricordava il muso schiacciato di un bulldog. Del modello HL, prodotto fino al 1927, furono realizzati oltre 6.000 esemplari.
Anni di produzione
1921 - fine anni '50
Il motore a testa calda: una meccanica fuori dagli schemi
Il cuore di ogni Lanz Bulldog era un motore monocilindrico a due tempi con accensione a testa calda, montato orizzontalmente e privo di carburatore. Questa soluzione permetteva di bruciare gasolio, benzina e persino oli combustibili di scarsa qualità, un vantaggio enorme in un'epoca in cui il carburante pregiato era costoso e poco disponibile in ambito rurale.
- Avviamento tramite riscaldamento della testa calda con una fiamma esterna, seguito dalla rotazione manuale del volano tramite il volante di guida
- Possibilità di far girare il motore in entrambi i sensi di rotazione, eliminando la necessità di un cambio con retromarcia tradizionale nei primi modelli
- Cilindrate disponibili, secondo le versioni, comprese tra 2.256 e 10.338 cm³
Erede del marchio
John Deere Lanz, dal 1956
Dal Großbulldog ai modelli diesel del dopoguerra
Nella seconda metà degli anni Venti Lanz introdusse la serie HR, meglio conosciuta come Großbulldog: il modello HR2, prodotto tra il 1926 e i primi anni Trenta, erogava 22 CV costanti (28 CV massimi) da un monocilindrico di 10.332 cm³, con un peso di circa 4.000 kg. Ne furono realizzati oltre 7.000 esemplari, disponibili sia con ruote in ferro per il lavoro nei campi sia con gomme piene per l'uso su strada.
Negli anni Trenta arrivò la serie D, con il D 9506 prodotto dal 1934 al 1955 (con un'interruzione forzata nel 1945): oltre 3.800 unità costruite, un motore da 10,3 litri capace di circa 28 kW e un cambio a tre rapporti con sei marce avanti e due retromarce. Con gli anni Cinquanta il Bulldog evolse ulteriormente verso motorizzazioni diesel a piena combustione (Volldiesel), fino agli ultimi modelli come il D 4016.
L'arrivo di John Deere e la fine del marchio Lanz
La Seconda guerra mondiale colpì duramente gli stabilimenti Lanz di Mannheim, distrutti per circa il 90% dai bombardamenti alleati. L'azienda si riprese nel dopoguerra, ma nel 1956 fu acquisita dall'americana Deere & Company, che iniziò a commercializzare la gamma con il marchio John Deere Lanz.
La produzione del Bulldog continuò ancora per alcuni anni sotto la nuova proprietà, fino a quando il nome Lanz venne progressivamente abbandonato a favore del solo marchio John Deere. In totale, tra il 1921 e la fine della produzione, furono costruiti oltre 220.000 esemplari di Bulldog, che restano oggi tra i trattori storici più diffusi nei raduni e nelle collezioni Oldtimer europee.
Il Lanz Bulldog oggi tra collezionismo e mercato dell'usato
Grazie alla semplicità costruttiva e alla robustezza del monocilindrico a testa calda, molti Lanz Bulldog sono sopravvissuti fino a oggi e circolano regolarmente su piattaforme dedicate ai trattori d'epoca. Gli esemplari restaurati e funzionanti, come alcuni modelli di fine anni Cinquanta comparsi sul mercato dell'usato, possono partire da poco più di 10.000 euro, con quotazioni che salgono sensibilmente per le versioni più rare o per gli esemplari con documentazione storica completa.
- Valore fortemente legato allo stato di conservazione della meccanica originale
- Grande disponibilità di ricambi per le serie più diffuse, meno per i modelli di nicchia
- Community internazionale di appassionati attiva in fiere e raduni di trattori storici
