Scheda modello

Oldtimer Lamborghini

Con il termine Oldtimer si indicano oggi le Lamborghini che hanno superato i trent'anni di vita e sono considerate testimonianza storica del marchio di Sant'Agata Bolognese: dalla 350 GT che ha aperto la strada nel 1964 fino alle prime Diablo degli anni Novanta, passando per icone assolute come Miura e Countach.

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Perché sì

  • Design senza tempo, firmato in gran parte da Marcello Gandini per Bertone, capace di anticipare di decenni i canoni della supercar moderna
  • Meccanica nobile: motori V12 (e V8 su Urraco, Silhouette e Jalpa) progettati per l'uso sportivo, spesso più longevi di quanto la fama da auto esotica lasci pensare
  • Rarità autentica: produzioni limitate, da poche decine a poco più di duemila esemplari per modello, che rendono ogni auto un pezzo da collezione
  • Valore in costante apprezzamento per i modelli più iconici, utile tanto come bene da custodire quanto come auto da guidare
  • Significato storico riconosciuto: la Miura è considerata l'apripista del layout a motore centrale-posteriore che ha definito la supercar contemporanea

Da valutare

  • Costi di manutenzione elevati, con officine specializzate limitate e ricambi non sempre reperibili a listino
  • Guida impegnativa per gli standard moderni: comandi pesanti, visibilità ridotta e, sulle prime serie, nessun aiuto elettronico
  • Criticità di gioventù note su alcuni modelli, come l'instabilità aerodinamica della Miura P400 originale o la delicatezza del primo Diablo prima della trazione integrale
  • Rischio corrosione su carrozzeria e telaio in modelli come l'Urraco, da controllare con attenzione prima dell'acquisto
  • Mercato poco liquido per i modelli meno celebrati, come Jarama, Islero o Silhouette, con tempi di rivendita più lunghi

In sintesi

Segmento
Gran turismo e supercar da collezione
Carrozzeria
Coupé, coupé 2+2 e targa a seconda del modello
Anni di produzione
1963-1998 (modelli oggi ultratrentennali)
Motori
V12 da 3,5 a 6,0 litri; V8 da 2,0 a 3,5 litri su Urraco, Silhouette e Jalpa
Design
Prevalentemente Marcello Gandini per Bertone
Fondazione del marchio
1963, Sant'Agata Bolognese, Ferruccio Lamborghini
Modello più raro
Silhouette, 53 esemplari prodotti più due prototipi

Lamborghini nasce nel 1963 a Sant'Agata Bolognese per volontà di Ferruccio Lamborghini, imprenditore che aveva già costruito fortuna con i trattori fin dal 1948. Secondo il racconto dello stesso fondatore, l'idea di produrre auto sportive nacque da un contrasto diretto con Enzo Ferrari, a cui Ferruccio aveva segnalato problemi alle frizioni delle proprie vetture ricevendo in cambio una risposta sprezzante. Da quella sfida personale nasce un marchio che debutta al Salone di Torino del 1963 con la 350 GTV e che, nel giro di tre decenni, mette in fila una serie di modelli, dalla 350 GT alla Diablo, oggi considerati veri e propri Oldtimer, capaci di raccontare l'evoluzione del gran turismo e della supercar italiana.

Le origini: da un contrasto con Ferrari nasce un mito

Prima di diventare un costruttore di automobili, Ferruccio Lamborghini era già un imprenditore affermato: dal 1948 produceva trattori agricoli, un'attività che gli aveva garantito capitali ed esperienza meccanica. Il passo verso le auto sportive arriva nel 1963, con la fondazione di Automobili Ferruccio Lamborghini a Sant'Agata Bolognese.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Ferruccio, la scintilla fu un episodio personale: insoddisfatto delle frizioni delle sue Ferrari, ne parlò direttamente con Enzo Ferrari, che lo liquidò come un semplice costruttore di trattori. Da quell'incontro nacque la determinazione a costruire una gran turismo capace di competere alla pari con Maranello.

Il debutto pubblico avviene al Salone di Torino del 1963 con la 350 GTV, a cui segue la prima vettura di serie, la 350 GT, realizzata in appena 135 esemplari tra il 1964 e il 1966 con carrozzeria Touring Superleggera e un V12 firmato Giotto Bizzarrini.

Motori

V12 da 3,5 a 6,0 litri; V8 da 2,0 a 3,5 litri su Urraco, Silhouette e Jalpa

Il linguaggio Bertone: la firma di Marcello Gandini

Per quasi vent'anni, il volto delle Lamborghini storiche porta una sola firma stilistica: quella di Marcello Gandini, disegnatore della Carrozzeria Bertone. A lui si devono Miura, Espada, Jarama, Urraco, Silhouette, Jalpa e Countach, un filo conduttore che spiega la coerenza delle linee squadrate e a cuneo tipiche degli anni Settanta.

Le eccezioni sono i primissimi modelli: la 350 GT e la 400 GT, costruite da Touring Superleggera su un disegno che parte da Franco Scaglione, e la Islero, firmata da Federico Formenti con carrozzeria realizzata da Marazzi.

  • La Miura (1966-1973) introduce il layout con motore V12 centrale-posteriore trasversale, oggi considerato l'atto di nascita della supercar moderna.
  • La Countach (1974-1990) porta al debutto le celebri porte ad apertura verticale, diventate da allora un tratto distintivo del marchio.
  • L'Espada (1968-1978) è la prima Lamborghini pensata per quattro persone vere, non solo per due passeggeri di fortuna.

Anni di produzione

1963-1998 (modelli oggi ultratrentennali)

Dodici e otto cilindri: l'ingegneria dei modelli storici

Il cuore delle Lamborghini Oldtimer è quasi sempre un motore V12, impostato fin dalla 350 GT su cilindrate comprese tra 3,5 e 4,0 litri e portato, generazione dopo generazione, fino ai 5,7-6,0 litri delle prime Diablo, capaci di superare i 570 CV nelle versioni più spinte.

Dal 1972, con l'Urraco, il marchio affianca al dodici cilindri un V8 più compatto, pensato per una gamma di accesso: la stessa base meccanica, evoluta nella cilindrata e nella potenza, torna sulla Silhouette e sulla Jalpa fino alla seconda metà degli anni Ottanta.

Un capitolo a parte riguarda la trazione: fino al 1990 tutte le Lamborghini stradali scaricano la potenza solo al posteriore; è con la Diablo VT, introdotta nel 1993, che debutta per la prima volta in casa Lamborghini la trazione integrale, pensata per rendere più gestibile un motore già difficile da domare.

Fondazione del marchio

1963, Sant'Agata Bolognese, Ferruccio Lamborghini

Vivere una Lamborghini d'epoca oggi: mercato e attenzioni

Le quotazioni dei modelli storici Lamborghini seguono logiche molto diverse da modello a modello. Miura e Countach, le due icone più fotografate del marchio, sono ormai considerate vere e proprie opere da collezione, con valori in costante crescita per gli esemplari meglio conservati e con storia documentata. Modelli meno celebrati come Jarama, Islero o Silhouette restano invece più accessibili, ma anche meno liquidi in caso di rivendita.

Chi valuta l'acquisto di una Lamborghini Oldtimer deve però mettere in conto alcuni aspetti pratici:

  • manutenzione impegnativa, affidata a un numero ristretto di officine specializzate e a ricambi non sempre reperibili a listino;
  • guida lontana dagli standard moderni, con comandi pesanti, visibilità ridotta e, sulle prime serie, nessun aiuto elettronico alla guida;
  • alcune criticità di gioventù note, come l'instabilità aerodinamica della Miura P400 originale o la delicatezza del primo Diablo prima dell'arrivo della trazione integrale;
  • attenzione alla corrosione di carrozzeria e telaio su modelli come l'Urraco, da verificare sempre con cura prima dell'acquisto.

Proprio per questo, più che in altre categorie di auto d'epoca, il valore di una Lamborghini Oldtimer dipende in larga parte dallo stato di conservazione e dall'originalità delle componenti meccaniche e di carrozzeria.

Le generazioni della Lamborghini

34anni di storia

1964—19684 anni

350 GT / 400 GT

Prime Lamborghini di serie: la 350 GT (135 esemplari) e l'erede 400 GT (273 esemplari). Carrozzeria Touring Superleggera, V12 da 3.464 cc a 270 CV nella 350 GT, cresciuto a 3.929 cc e 320 CV nella 400 GT, con debutto della variante 2+2.

1966—19737 anni

Miura

763 esemplari complessivi tra le versioni P400, S e SV. Prima vettura stradale di serie con motore V12 centrale-posteriore trasversale, design di Marcello Gandini per Bertone, potenza da 350 a 385 CV.

1968—19691 anno

Islero

225 esemplari tra GT e GTS, con V12 da 4,0 litri e 320 o 350 CV. Linea firmata da Federico Formenti, carrozzeria costruita da Marazzi.

1968—197810 anni

Espada

1.217 esemplari prodotti in tre serie, prima Lamborghini a quattro posti veri. V12 3.929 cc con potenze crescenti da 325 a 375 CV, design di Gandini per Bertone.

1970—19766 anni

Jarama

327 unità con V12 anteriore da 3.929 cc, 325 o 350 CV nella versione S. Design di Gandini per Bertone, tra i modelli storici meno diffusi del marchio.

1972—19797 anni

Urraco

791 esemplari, prima Lamborghini con motore V8, da 2,0 a 3,0 litri e potenze tra 182 e 265 CV. Disegnata da Gandini per Bertone, ha aperto la strada a una gamma più accessibile rispetto ai V12.

1974—199016 anni

Countach

2.049 esemplari complessivi nelle varie serie, dalla LP400 alla 25° Anniversario rivista da Horacio Pagani. Introduce le porte a forbice e un V12 che cresce da 3.929 a 5.167 cc, fino a 455 CV.

1976—19793 anni

Silhouette

Versione targa dell'Urraco, appena 53 esemplari più due prototipi. Monta il V8 3,0 litri da 260 CV ed è oggi tra i modelli storici Lamborghini più rari.

1981—19887 anni

Jalpa

Erede dell'Urraco, 416 unità con V8 3,5 litri da 255 CV. Carrozzeria realizzata da Silver Car a Torino su design Gandini per Bertone.

1990—19988 anni

Diablo, prime serie

Versioni base, VT a trazione integrale e SE30, con V12 da 5,7 a 6,0 litri fino a 575 CV nella variante GT. Disegnata da Gandini e rifinita dal centro stile Chrysler, introduce nel 1993 la prima trazione integrale Lamborghini con la VT.

Domande frequenti sulla Lamborghini

Cosa si intende esattamente per Oldtimer applicato a una Lamborghini?

Il termine, di origine tedesca, indica un veicolo immatricolato da almeno trent'anni e conservato in condizioni sostanzialmente originali: applicato a Lamborghini comprende quindi i modelli dalla 350 GT del 1964 fino alle prime Diablo di metà anni Novanta.

Qual è stata la prima Lamborghini prodotta in serie?

È la 350 GT, costruita in appena 135 esemplari tra il 1964 e il 1966 con carrozzeria Touring Superleggera e un motore V12 progettato da Giotto Bizzarrini.

Perché la Miura è considerata la prima vera supercar?

Perché è la prima vettura stradale di serie a montare un motore V12 centrale-posteriore disposto trasversalmente, una soluzione tecnica che ha definito il concetto stesso di supercar moderna.

Le Lamborghini d'epoca sono difficili da mantenere?

Sì: richiedono manutenzione affidata a officine specializzate, ricambi spesso non standard e, sulle versioni più datate, comandi pesanti e assenza di aiuti elettronici alla guida.

Quando debuttano le celebri porte a forbice Lamborghini?

Nel 1974, con l'arrivo della Countach, che le rende da allora un tratto distintivo riconoscibile del marchio.

Fonti

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