Scheda modello

Oldtimer Lagonda

Lagonda è uno dei marchi più singolari del panorama automobilistico britannico: nato come costruttore indipendente a inizio Novecento, è diventato celebre per la berlina a cuneo firmata William Towns e oggi vive sotto l'ala di Aston Martin, tra rinascite sporadiche e ambizioni di lusso elettrico.

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Perché sì

  • Design radicale e riconoscibile, tra i cunei più estremi mai messi in produzione
  • Pedigree sportivo autentico, con una vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans 1935
  • Tecnologia di bordo pionieristica per l'epoca, con strumentazione digitale anticipatrice
  • Estrema rarità: numeri di produzione bassissimi che ne fanno pezzi da collezione
  • Legame diretto con Aston Martin, garanzia di pedigree meccanico e sportivo

Da valutare

  • Affidabilità elettronica storicamente problematica, in particolare i cruscotti a LED e a tubo catodico
  • Consumi molto elevati per gli standard anche dell'epoca
  • Ricambi rari e costosi, complice la produzione in piccolissime serie
  • Assistenza specialistica difficile da reperire per via della discontinuità del marchio nel tempo
  • Valori d'acquisto e di manutenzione elevati, coerenti con un prodotto di nicchia esclusivo

In sintesi

Paese d'origine
Regno Unito
Fondazione
1906, a Staines, Middlesex, a opera di Wilbur Gunn
Segmento
Berline e coupé di lusso ad alte prestazioni
Casa madre attuale
Aston Martin Lagonda, dal 1947
Modello più noto
Lagonda a cuneo disegnata da William Towns (1976-1990)
Esemplari V8 Lagonda a cuneo
645 unità in quattro serie
Motorizzazioni storiche
4 cilindri, 6 cilindri, V12 e V8, a seconda del periodo

Tutto comincia nel 1906 a Staines, nel Middlesex, quando l'americano Wilbur Gunn, ex cantante d'opera trasferitosi in Inghilterra, fonda un'azienda che battezza con il nome di un torrente della sua città natale, Springfield, in Ohio. Da costruttore di motociclette di successo, Gunn passa alle automobili nel 1907, costruendo una reputazione fatta di affidabilità e prestazioni in prove su strada dell'epoca. Nei decenni successivi Lagonda attraversa fasi alterne, passando per il capolavoro sportivo M45 e per il motore V12 firmato da W.O. Bentley, fino all'acquisizione da parte di David Brown nel 1947 che la lega per sempre al destino di Aston Martin. È però negli anni Settanta, con la berlina disegnata da William Towns, che il nome Lagonda raggiunge la sua massima notorietà, diventando sinonimo di audacia stilistica e di un'elettronica di bordo tanto pionieristica quanto capricciosa.

Dalle motociclette alla vittoria di Le Mans

Prima di dedicarsi alle automobili, Wilbur Gunn costruiva motociclette con discreto successo agonistico. La svolta arriva nel 1907 con la prima vettura Lagonda, seguita da una crescita costante nella gamma durante gli anni Venti e Trenta.

  • 14/60: il primo modello sportivo del marchio, con motore quattro cilindri a doppio albero a camme
  • M45: berlina sportiva da 4,5 litri capace di sfiorare i 160 km/h
  • M45R Rapide: la versione da competizione che conquista una vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans del 1935

Poco dopo, in un momento di difficoltà finanziarie, l'ingresso in società di Alan P. Good porta in azienda un nome storico dell'ingegneria britannica, W.O. Bentley, che firma il raffinato V12 di fine anni Trenta.

Fondazione

1906, a Staines, Middlesex, a opera di Wilbur Gunn

L'era Aston Martin: dalla Rapide alla svolta

Nel 1947 David Brown rileva Lagonda e la trasferisce a Feltham, intrecciandone per sempre le sorti con Aston Martin. Dopo alcune berline eleganti ma di impostazione classica, il nome torna protagonista nel 1961 con la Rapide, una quattro porte costruita su base Aston Martin DB4.

Realizzata in appena 55 esemplari, la Rapide anticipa un concetto che diventerà il marchio di fabbrica di Lagonda nei decenni successivi: una berlina dalle prestazioni sportive, pensata per una clientela ristrettissima e disposta a pagare un premio importante per l'esclusività.

Casa madre attuale

Aston Martin Lagonda, dal 1947

Il cuneo di William Towns: la Lagonda più celebre

Nel 1976 debutta il modello che ha reso Lagonda un'icona di stile: una berlinona dalle linee squadrate disegnata da William Towns, costruita sulla meccanica della Aston Martin V8 e capace di distinguersi in mezzo alle wedge car dell'epoca.

  • Motore V8 5,3 litri, con potenze che nelle prime versioni sfioravano i 320 CV
  • Cruscotto digitale, dapprima a LED e poi a tubo catodico, tra le prime applicazioni del genere su un'auto di serie
  • Produzione complessiva di 645 esemplari distribuiti in quattro serie, dal 1974 al 1990

Proprio l'elettronica di bordo, all'epoca rivoluzionaria, si rivelò il tallone d'Achille del modello: la stampa internazionale la ricorda ancora oggi come un esempio di ambizione tecnologica non sempre supportata da un'affidabilità adeguata.

Modello più noto

Lagonda a cuneo disegnata da William Towns (1976-1990)

Rinascite intermittenti e futuro elettrico

Il nome Lagonda non ha mai avuto una continuità commerciale lineare: dopo la fine della produzione della berlina a cuneo, il marchio è rimasto dormiente per lunghi periodi, tornando alla ribalta solo in occasioni sporadiche, come la breve serie su base Virage dei primi anni Novanta o la lussuosissima Taraf, berlina a tiratura limitata con motore V12 presentata a metà degli anni Dieci.

Più di recente Aston Martin ha scelto Lagonda come piattaforma per un possibile futuro fatto di elettrificazione e lusso estremo, confermando la vocazione del marchio a rimanere un laboratorio di idee più che un costruttore a produzione continua.

Le generazioni della Lagonda

110anni di storia

1906—193529 anni

Le origini indipendenti

Dai primi modelli monocilindrici alla gamma sportiva degli anni Venti, con vetture come la 14/60 e la M45 che costruiscono la reputazione sportiva del marchio.

1935—19405 anni

Il V12 di W.O. Bentley

Sotto la guida di Alan P. Good, Lagonda affida la progettazione al leggendario ingegnere W.O. Bentley, che firma un raffinato motore V12 presentato al Salone di New York del 1939.

1948—195810 anni

Le berline dell'era David Brown

Dopo l'acquisizione da parte di David Brown nel 1947, Lagonda produce berline eleganti con motori sei cilindri, rimanendo un marchio distinto ma sempre più vicino ad Aston Martin.

1961—19643 anni

Rapide

Berlina quattro porte costruita su base Aston Martin DB4, con motore sei cilindri quasi 4 litri e appena 55 esemplari prodotti.

1974—199016 anni

La Lagonda a cuneo di William Towns, Serie 1-4

La celebre berlinona dal design squadrato, motore V8 5,3 litri e cruscotto digitale, prodotta in 645 esemplari complessivi tra quattro serie successive.

1993—201623 anni

Rinascite recenti: Virage, Taraf e progetti elettrici

Una manciata di esemplari su base Virage a metà anni Novanta, seguita dalla Taraf a tiratura limitata con motore V12 e, più di recente, dai progetti di lusso elettrico portati avanti da Aston Martin.

Domande frequenti sulla Lagonda

Che rapporto c'è tra Lagonda e Aston Martin?

Lagonda nasce come marchio indipendente nel 1906, ma dal 1947 è di proprietà di David Brown e quindi legato ad Aston Martin, di cui oggi fa parte a tutti gli effetti come sotto-marchio per progetti di lusso.

Qual è il modello Lagonda più famoso?

La berlina disegnata da William Towns nel 1976, dalla caratteristica linea a cuneo e dal cruscotto digitale, prodotta fino al 1990 in 645 esemplari complessivi.

La Lagonda ha mai vinto gare importanti?

Sì, la M45R Rapide ottenne una vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans nel 1935, uno dei momenti sportivi più prestigiosi della storia del marchio.

È vero che la Lagonda a cuneo aveva problemi di affidabilità?

Il cruscotto digitale, prima a LED e poi a tubo catodico, fu tanto innovativo quanto problematico, ed è ricordato come uno dei punti deboli più noti della vettura.

Il marchio Lagonda è ancora attivo oggi?

Il nome ha conosciuto diversi periodi di inattività nel tempo ed è stato più volte rilanciato da Aston Martin, che lo considera oggi una possibile piattaforma per futuri progetti di lusso elettrico.

Fonti

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