Dalle motociclette alla vittoria di Le Mans
Prima di dedicarsi alle automobili, Wilbur Gunn costruiva motociclette con discreto successo agonistico. La svolta arriva nel 1907 con la prima vettura Lagonda, seguita da una crescita costante nella gamma durante gli anni Venti e Trenta.
- 14/60: il primo modello sportivo del marchio, con motore quattro cilindri a doppio albero a camme
- M45: berlina sportiva da 4,5 litri capace di sfiorare i 160 km/h
- M45R Rapide: la versione da competizione che conquista una vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans del 1935
Poco dopo, in un momento di difficoltà finanziarie, l'ingresso in società di Alan P. Good porta in azienda un nome storico dell'ingegneria britannica, W.O. Bentley, che firma il raffinato V12 di fine anni Trenta.
Fondazione
1906, a Staines, Middlesex, a opera di Wilbur Gunn
L'era Aston Martin: dalla Rapide alla svolta
Nel 1947 David Brown rileva Lagonda e la trasferisce a Feltham, intrecciandone per sempre le sorti con Aston Martin. Dopo alcune berline eleganti ma di impostazione classica, il nome torna protagonista nel 1961 con la Rapide, una quattro porte costruita su base Aston Martin DB4.
Realizzata in appena 55 esemplari, la Rapide anticipa un concetto che diventerà il marchio di fabbrica di Lagonda nei decenni successivi: una berlina dalle prestazioni sportive, pensata per una clientela ristrettissima e disposta a pagare un premio importante per l'esclusività.
Casa madre attuale
Aston Martin Lagonda, dal 1947
Il cuneo di William Towns: la Lagonda più celebre
Nel 1976 debutta il modello che ha reso Lagonda un'icona di stile: una berlinona dalle linee squadrate disegnata da William Towns, costruita sulla meccanica della Aston Martin V8 e capace di distinguersi in mezzo alle wedge car dell'epoca.
- Motore V8 5,3 litri, con potenze che nelle prime versioni sfioravano i 320 CV
- Cruscotto digitale, dapprima a LED e poi a tubo catodico, tra le prime applicazioni del genere su un'auto di serie
- Produzione complessiva di 645 esemplari distribuiti in quattro serie, dal 1974 al 1990
Proprio l'elettronica di bordo, all'epoca rivoluzionaria, si rivelò il tallone d'Achille del modello: la stampa internazionale la ricorda ancora oggi come un esempio di ambizione tecnologica non sempre supportata da un'affidabilità adeguata.
Modello più noto
Lagonda a cuneo disegnata da William Towns (1976-1990)
Rinascite intermittenti e futuro elettrico
Il nome Lagonda non ha mai avuto una continuità commerciale lineare: dopo la fine della produzione della berlina a cuneo, il marchio è rimasto dormiente per lunghi periodi, tornando alla ribalta solo in occasioni sporadiche, come la breve serie su base Virage dei primi anni Novanta o la lussuosissima Taraf, berlina a tiratura limitata con motore V12 presentata a metà degli anni Dieci.
Più di recente Aston Martin ha scelto Lagonda come piattaforma per un possibile futuro fatto di elettrificazione e lusso estremo, confermando la vocazione del marchio a rimanere un laboratorio di idee più che un costruttore a produzione continua.
