La nascita: due uomini, un solo progetto
Henry J. Kaiser aveva costruito la propria fortuna nell'edilizia, nell'acciaio e nella cantieristica navale, distinguendosi durante la Seconda Guerra Mondiale per la costruzione in serie delle Liberty Ship. Joseph W. Frazer, al contrario, veniva dall'industria dell'auto, avendo guidato Graham-Paige e, in precedenza, Willys-Overland. Insieme fondarono nel 1945 la Kaiser-Frazer Corporation, rilevando nel 1947 anche gli asset industriali di Graham-Paige.
Nel 1946 l'azienda presentò al pubblico, nella cornice del Waldorf Astoria di New York, i prototipi delle sue due vetture: la Kaiser, pensata inizialmente con trazione anteriore, e la Frazer, più tradizionale e posizionata su una fascia di prezzo superiore. Il progetto a trazione anteriore fu però abbandonato per vincoli di costi e tempi di sviluppo, e le due vetture furono lanciate con un'unica scocca a quattro porte e meccanica convenzionale a trazione posteriore.
Fondazione
25 luglio 1945
Kaiser e Frazer: una scocca, due anime
Le prime Kaiser e Frazer del 1947 condividevano la stessa scocca, distinguendosi per allestimenti e posizionamento di prezzo: la Frazer, con le sue serie Standard e Manhattan, costava tra i 200 e i 600 dollari in più rispetto alla corrispondente Kaiser. Entrambe montavano un sei cilindri in linea Continental Red Seal da 226 pollici cubi (circa 3.700 cm³), la cui potenza crebbe fino a 115 CV negli ultimi anni di produzione della Frazer.
Tra le carrozzerie più originali spiccava la Vagabond, una berlina con portellone posteriore ribaltabile che anticipava concettualmente le moderne station wagon a due volumi, e la Frazer Manhattan cabriolet a quattro porte, rimasta l'ultima decappottabile americana a quattro porte fino alla Lincoln Continental del 1961.
Il 1948 fu l'anno del boom, con oltre 300.000 vetture prodotte complessivamente, ma già l'anno successivo le vendite complessive scesero a circa 58.000 unità, complice il ritorno alla normalità della concorrenza di Detroit con modelli finalmente rinnovati.
Anni di produzione USA
1946 - 1955
Henry J e Kaiser Darrin: la piccola economica e la sportiva in vetroresina
Per intercettare la fascia di mercato più economica, Kaiser-Frazer lanciò nel settembre 1950 la Henry J, una compatta con motore a quattro cilindri Willys da 134 pollici cubi (68 CV) o sei cilindri da 161 pollici cubi (80 CV), entrambi a valvole laterali. Nonostante un peso contenuto di circa 1.040 kg e consumi favorevoli, la Henry J si rivelò più cara di Ford e Chevrolet a parità di categoria e con meno equipaggiamento, un handicap che ne compromise il successo commerciale nonostante il buon comportamento su strada riscontrato dai test dell'epoca.
Nel 1954 arrivò invece la Kaiser Darrin, disegnata dallo stilista Howard 'Dutch' Darrin: la prima vettura sportiva statunitense di serie con carrozzeria interamente in vetroresina, con le caratteristiche portiere scorrevoli che si infilavano nei parafanghi anteriori. Basata meccanicamente sulla Henry J e mossa da un sei cilindri Willys F-head da 90 CV, ne furono vendute appena 435 unità a un prezzo di 3.668 dollari, superiore a quello della rivale Corvette.
Produzione complessiva
Circa 760.000 veicoli (1946-1955)
Il declino e la fusione con Willys-Overland
- Nel 1949 Joseph Frazer lasciò la presidenza dell'azienda, sostituito da Edgar F. Kaiser, figlio di Henry.
- Il marchio Frazer fu ritirato dal mercato nel 1951, dopo un ultimo restyling che aveva raccolto oltre 50.000 ordini ma portato alla produzione di sole 10.214 vetture.
- Nel 1953 Kaiser rilevò la Willys-Overland, soprattutto per acquisirne il marchio Jeep, fondendo le attività sotto la sigla Kaiser-Willys Corporation.
- La produzione delle vetture passeggeri Kaiser negli Stati Uniti si interruppe nel 1955, mentre la struttura confluita in Willys Motors sarebbe diventata Kaiser Jeep nel 1963.
La produzione di berline Kaiser proseguì tuttavia fuori dagli Stati Uniti: in Argentina, dove nel 1958 nacque la Industrias Kaiser Argentina che avrebbe prodotto la Kaiser Carabela (rielaborazione della Manhattan), e in Brasile, dando al marchio una seconda vita in Sud America ben oltre la chiusura della produzione americana.
