Dalle carrozzerie su misura alla propria casa automobilistica
Prima di diventare un costruttore a tutti gli effetti, Jensen operava come carrozzeria specializzata, realizzando corpi vettura per marchi terzi e commesse su misura per clienti facoltosi. Questo know-how artigianale rimase il tratto distintivo del marchio anche quando i fratelli Jensen iniziarono a firmare modelli propri.
- Motori acquistati da fornitori come Ford, Austin e, soprattutto, Chrysler
- Carrozzerie spesso disegnate o rifinite da carrozzieri italiani
- Produzione sempre limitata, quasi da manifattura, mai su grande scala
Motorizzazioni principali
V8 Chrysler 6,3-7,2 litri
La Interceptor, l'auto simbolo del marchio
Presentata al Motor Show di Londra nel 1966, la Interceptor univa una linea disegnata in Italia a un possente V8 Chrysler, prima da 6,3 e poi da 7,2 litri. Il grande lunotto posteriore avvolgente, diventato il tratto più riconoscibile della vettura, le valse il soprannome informale di "Goldfish Bowl".
Nel corso dei suoi undici anni di carriera la gamma si arricchì di varianti: la SP con sei carburatori, la convertibile e la coupé a tiratura limitatissima, fino alla tarda Series 4 prodotta in pochissimi esemplari tra il 1988 e il 1993 con un motore Chrysler più contenuto.
Fondazione
1934 (come Jensen Motors Limited)
La FF, la pioniera della trazione integrale
Derivata dalla Interceptor ma tecnicamente molto più avanzata, la Jensen FF fu la prima automobile non fuoristradistica di serie dotata di trazione integrale, grazie al sistema Ferguson Formula da cui prende il nome. Montava inoltre il sistema antibloccaggio meccanico Dunlop Maxaret, fino ad allora impiegato solo su aerei, mezzi pesanti e vetture da competizione.
Nonostante l'indubbio valore ingegneristico, la FF ebbe una diffusione molto limitata a causa del prezzo elevato e della disponibilità solo con guida a sinistra, fattore che ne penalizzò le vendite nel mercato britannico.
Anni di produzione (era classica)
1934-1976
Dal declino alla rinascita del nome Jensen
La crisi petrolifera del 1973 colpì duramente le vendite della Interceptor, mentre lo sforzo produttivo eccessivo e la perdita di importanti commesse per conto terzi indebolirono i conti dell'azienda. Nel settembre 1975 fu nominato un amministratore controllore e nel 1976 la produzione si fermò definitivamente.
Il nome Jensen non è però scomparso: tra il 1998 e il 2002 fu prodotta in pochi esemplari la Jensen S-V8, e più recentemente realtà come Jensen International Automotive hanno avviato programmi di restauro approfondito e reinterpretazione moderna della Interceptor, mantenendo viva l'eredità del marchio.
