Dal campo di battaglia alla vita civile
La storia del Jeep Oldtimer comincia con un mezzo militare. All'inizio degli anni '40, con la Seconda Guerra Mondiale ormai alle porte, l'esercito statunitense cercava un veicolo leggero da ricognizione a trazione integrale. Tra i costruttori coinvolti nel progetto, Willys-Overland di Toledo si impose con la MB, equipaggiata con il quattro cilindri Go-Devil da 2,2 litri, capace di circa 60 CV.
Terminato il conflitto, Willys trasformò quel mezzo bellico in un veicolo per uso civile e agricolo: nacque così la CJ, sigla che sta per Civilian Jeep. Il marchio Jeep venne registrato ufficialmente nel 1950, sancendo la nascita di uno dei nomi più iconici dell'automobilismo mondiale.
Periodo Oldtimer
1941-1995 circa
La dinastia CJ: quattro decenni di fuoristrada universale
La CJ-2A, in vendita dal 1945, fu il primo Jeep pensato per il grande pubblico e rimase in produzione fino al 1949 con oltre 200.000 esemplari costruiti. Le seguì la CJ-3A, con sospensioni rinforzate per l'uso agricolo, e poi la CJ-3B, riconoscibile dal cofano rialzato necessario a ospitare il nuovo motore Hurricane.
Nel 1954 arrivò la CJ-5, il modello più longevo della famiglia, prodotto fino al 1983 in oltre 600.000 unità e affiancato dalla versione a passo lungo CJ-6, destinata soprattutto ai mercati di esportazione. Nel 1976 debuttò la CJ-7, con passo allungato e porte incernierate, seguita dalla variante pick-up CJ-8 Scrambler. Nel corso degli anni le motorizzazioni si arricchirono con i sei cilindri e i V8 di origine AMC, oltre a una versione diesel Isuzu diffusa soprattutto in Europa.
- CJ-2A/CJ-3A: le prime Jeep civili, derivate direttamente dalla MB militare
- CJ-3B/CJ-5/CJ-6: l'espansione della gamma tra anni '50 e '70
- CJ-7/CJ-8: l'ultima generazione CJ, prodotta fino al 1986
Modello che ha chiuso l'era CJ
Jeep Wrangler YJ (1987-1995)
Wrangler YJ, l'ultimo capitolo prima dell'era moderna
Nel 1987 la sigla CJ lasciò il posto alla Wrangler YJ, riconoscibile per i fari anteriori quadrati, una scelta stilistica molto discussa all'epoca ma diventata poi un dettaglio distintivo di questa generazione. Meccanicamente restava fedele all'impostazione classica, con telaio a longheroni e trazione integrale inseribile, ma offriva un assetto e una guidabilità più moderni rispetto alla CJ-7.
Tra i motori disponibili si segnalano il quattro cilindri 2.5 litri e i sei cilindri 4.2 e, dal 1991, il più moderno 4.0 litri. Prodotta fino al 1995 in oltre 630.000 esemplari, la Wrangler YJ rappresenta oggi l'ultimo tassello della famiglia Jeep che può essere considerato a pieno titolo un Oldtimer, prima del passaggio alla generazione TJ.
Perché un Jeep d'epoca è un investimento da collezionisti
Le Jeep CJ e i primi esemplari di Wrangler stanno vivendo una seconda giovinezza nel mercato del collezionismo. La semplicità costruttiva li rende relativamente facili da restaurare e mantenere, mentre la disponibilità di ricambi, sostenuta da una filiera aftermarket molto attiva, facilita la ricerca di componenti anche per i modelli più datati.
Sul mercato dell'usato i prezzi variano molto in base allo stato di conservazione: si va dagli esemplari da restaurare, più accessibili, fino ai modelli certificati e perfettamente conservati, che possono raggiungere valutazioni ben più elevate. Per gli appassionati italiani, il riconoscimento come veicolo storico da parte di enti come l'ASI rappresenta spesso il passo successivo alla semplice acquisizione, con vantaggi anche sul fronte assicurativo e fiscale.
