Scheda modello

Oldtimer Innocenti

Innocenti è la storica azienda milanese nata dalla lavorazione dei tubi in acciaio e diventata celebre prima con lo scooter Lambretta e poi con la produzione automobilistica, culminata nella Mini di Lambrate, fino alla chiusura dello stabilimento nel 1993.

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Perché sì

  • Qualità costruttiva e rifiniture spesso superiori alle omologhe britanniche, in particolare sulla Mini prodotta su licenza
  • Design curato da grandi nomi della carrozzeria italiana come Ghia, Pininfarina e Bertone
  • Soluzioni tecniche all'avanguardia per l'epoca, come le frecce verticali agli angoli anteriori introdotte dalla Nuova Mini
  • Motorizzazioni Daihatsu di seconda serie più affidabili, con un netto calo dei guasti in garanzia rispetto ai motori British Leyland
  • Modelli oggi ricercati dal collezionismo, come la 950/1100 Spider e le versioni De Tomaso della Mini

Da valutare

  • Storia societaria travagliata, con continui cambi di proprietà che ne hanno condizionato strategie e continuità industriale
  • Alcuni modelli, come la Regent derivata dall'Austin Allegro, furono flop commerciali con vendite molto limitate
  • Negli ultimi anni di attività il marchio fu usato solo per vendere in Italia vetture Fiat di produzione estera, perdendo una propria identità tecnica
  • Reperibilità di ricambi e assistenza oggi limitata, trattandosi di un marchio cessato da decenni
  • Alcuni modelli storici scontano una qualità delle plastiche e delle finiture interne modesta, tipica delle derivazioni Fiat di fascia economica

In sintesi

Fondatore
Ferdinando Innocenti
Sede e stabilimento
Lambrate, Milano
Anno di avvio dello stabilimento
1933
Ingresso nel settore auto
1959, su licenza BMC
Anni di produzione automobilistica
1960-1997
Segmento
Utilitarie e vetture compatte, con alcune sportive
Carrozzerie prodotte
Berlina 2/4 porte, spider, station wagon, furgone
Chiusura dello stabilimento di Lambrate
31 marzo 1993
Fine commercializzazione del marchio
1997
Proprietà finale
Fiat

Prima di essere un marchio di automobili, Innocenti è una storia industriale milanese che parte da lontano: dalla lavorazione dei tubi in acciaio brevettata da Ferdinando Innocenti negli anni Venti, allo stabilimento di Lambrate costruito nel 1933, fino al grande successo del dopoguerra con lo scooter Lambretta. È solo alla fine degli anni Cinquanta che l'azienda entra nel mondo delle quattro ruote, prima come produttore su licenza per la British Motor Corporation e poi, dopo diversi cambi di proprietà, come casa capace di firmare modelli originali disegnati dai grandi carrozzieri italiani. Una parabola fatta di successi tecnici, ridisegni firmati da Ghia, Pininfarina e Bertone, e infine di un lento declino commerciale che portò alla chiusura della fabbrica di Lambrate nel 1993 e alla scomparsa del marchio dai listini pochi anni dopo.

Dai tubi in acciaio alla Lambretta: le origini industriali

La storia di Innocenti nasce lontano dalle automobili. Ferdinando Innocenti sviluppa fin dagli anni Venti una tecnologia di giunti tubolari per ponteggi che porta il suo nome, e nel 1933 costruisce a Lambrate, nella periferia est di Milano, il grande stabilimento che diventerà il cuore dell'azienda. Danneggiato dai bombardamenti bellici, il sito viene riconvertito nel dopoguerra per lanciare un prodotto pensato per la mobilità economica di massa: lo scooter Lambretta, disegnato dall'ingegner Pierluigi Torre e presentato nel 1947.

Il nome, scelto alla fine del 1946, richiama il fiume Lambro che attraversava la fabbrica. Il successo della Lambretta, ispirata anche agli scooter militari visti in Italia durante la guerra, rende Innocenti un nome noto ben oltre i confini nazionali e pone le basi finanziarie e industriali per il successivo ingresso nel settore automobilistico.

Anno di avvio dello stabilimento

1933

L'ingresso nell'auto: la licenza British Motor Corporation

Nel luglio 1959 Luigi Innocenti, figlio di Ferdinando, firma con la British Motor Corporation un accordo settennale per produrre su licenza l'Austin A40, la prima vettura a marchio Innocenti, commercializzata dal 1960 con motore quattro cilindri da 948 cc. È l'inizio di una collaborazione che porterà, nel 1963, anche alla produzione italiana della berlina media nota come IM3, con un frontale ridisegnato da Pininfarina rispetto alla base inglese.

Il primo vero modello originale, però, arriva già nel 1960 con la 950 Spider, presentata al Salone di Torino: meccanica derivata dall'Austin-Healey Sprite ma carrozzeria disegnata da Ghia, in gran parte costruita negli stabilimenti OSI di Torino. È il segno che Innocenti non vuole restare un semplice assemblatore su licenza, ma un costruttore capace di proporre modelli con una propria identità stilistica.

Ingresso nel settore auto

1959, su licenza BMC

La Mini italiana e i molti cambi di proprietà

Dal 1965 Innocenti avvia la produzione su licenza della Mini, il modello che diventerà il più diffuso della sua storia, con motori BMC da 848, 998 e 1.275 cc e rifiniture spesso superiori a quelle delle versioni inglesi. Ma sono anni turbolenti sul piano societario: nel 1972 il controllo passa alla British Leyland, che nel 1975 mette l'azienda in liquidazione dopo mesi di occupazione della fabbrica.

Nel 1976 interviene Alejandro De Tomaso, che rilancia l'azienda come Nuova Innocenti e nel novembre 1974 presenta al Salone di Torino la Nuova Mini disegnata da Marcello Gandini per Bertone: fu la prima utilitaria a montare indicatori di direzione verticali agli angoli anteriori, soluzione poi ripresa da altri costruttori. Dopo la scadenza dell'accordo sui motori British Leyland, dal 1982 la gamma passa a propulsori Daihatsu, tra cui un tre cilindri diesel da 993 cc che al debutto fu presentato come il più piccolo diesel per automobili al mondo. Il cambio di fornitore riduce sensibilmente i guasti in garanzia, ma non basta a invertire il calo delle vendite rispetto ai volumi di fine anni Settanta.

Anni di produzione automobilistica

1960-1997

Il passaggio a Fiat e la fine del marchio

Tra il 1985 e il 1990 Innocenti viene assorbita nelle vicende societarie di Maserati, fino a passare interamente sotto il controllo di Fiat. Lo stabilimento di Lambrate chiude definitivamente il 31 marzo 1993, ma il marchio sopravvive ancora per qualche anno su modelli che nulla hanno più a che vedere con la produzione storica: la Elba, derivata dalla Fiat Duna Weekend brasiliana, e la Mille, versione rimarchiata della Fiat Uno prodotta in Brasile e poi in Polonia.

Il marchio Innocenti viene utilizzato fino al 1997 per commercializzare in Italia queste vetture di origine Fiat costruite all'estero, chiudendo così, in sordina, quasi quarant'anni di storia automobilistica iniziata con l'Austin A40 su licenza.

Le generazioni della Innocenti

37anni di storia

1960—19677 anni

Austin A40 Innocenti

Prima vettura a marchio Innocenti, prodotta su licenza British Motor Corporation con motore quattro cilindri da 948 cc, praticamente identica all'originale inglese.

1961—19687 anni

Innocenti 950 Spider e 1100 Spider

Spider due posti con meccanica derivata dall'Austin-Healey Sprite e carrozzeria disegnata da Ghia, primo modello con una propria identità stilistica costruito in gran parte a Torino.

1963—197411 anni

Innocenti IM3, I4 e I5

Berline medie derivate dalla piattaforma BMC ADO16, prodotte in diverse varianti con motorizzazioni e rifiniture differenziate, tra cui un frontale ridisegnato da Pininfarina.

1965—19749 anni

Innocenti Mini, prima serie su licenza

Versione italiana della Mini britannica con motori BMC da 848, 998 e 1.275 cc, apprezzata per una qualità costruttiva superiore alle omologhe inglesi.

1974—19751 anno

Innocenti Regent

Berlina quattro porte derivata dall'Austin Allegro, con sospensioni Hydragas, prodotta per soli 18 mesi con appena 11.213 esemplari venduti.

1974—199319 anni

Nuova Mini, Mini 90/120 e De Tomaso

Erede firmata da Marcello Gandini per Bertone, inizialmente con motori British Leyland da 998 e 1.275 cc e poi, dal 1982, con propulsori Daihatsu tra cui un diesel 993 cc e versioni turbo De Tomaso. Complessivamente furono realizzate circa 350.000 unità.

1991—19976 anni

Innocenti Koral, Elba e Mille

Ultima fase del marchio sotto controllo Fiat, con modelli rimarchiati derivati da Zastava Yugo, Fiat Duna brasiliana e Fiat Uno, fino alla cessazione delle vendite nel 1997.

Domande frequenti sulla Innocenti

Che cos'è la Innocenti e da dove nasce il marchio?

Innocenti è una storica azienda milanese fondata da Ferdinando Innocenti, nata dalla lavorazione dei tubi in acciaio e diventata famosa nel dopoguerra con lo scooter Lambretta, prima di entrare nel settore automobilistico alla fine degli anni Cinquanta.

Quando ha smesso di produrre auto la Innocenti?

Lo stabilimento di Lambrate ha chiuso definitivamente il 31 marzo 1993, mentre il marchio è rimasto sui listini fino al 1997 per vendere in Italia modelli Fiat di produzione estera.

Qual è il modello Innocenti più famoso?

Il modello più noto è la Mini di produzione italiana, sia nella prima serie su licenza British Motor Corporation sia nella Nuova Mini disegnata da Marcello Gandini per Bertone, prodotta fino al 1993.

Chi ha disegnato le auto Innocenti?

Diversi grandi nomi della carrozzeria italiana hanno firmato modelli Innocenti: Ghia per la 950/1100 Spider, Pininfarina per il frontale della IM3 e Bertone, con lo stile di Marcello Gandini, per la Nuova Mini.

Le ultime Innocenti come la Elba erano auto originali?

No, negli anni Novanta il marchio, ormai di proprietà Fiat, fu usato per rimarchiare vetture di produzione estera come la Elba, derivata dalla Fiat Duna brasiliana, e la Mille, versione della Fiat Uno.

Fonti

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