Dalle mietitrebbie alla motorizzazione rurale
International Harvester nasce come gigante dell'industria agricola, ma la sua esperienza nella meccanica applicata ai campi la spinge ben presto a guardare anche al trasporto su ruote. Nel 1907, appena cinque anni dopo la fondazione, l'azienda presenta l'Auto Buggy, pensato non per competere con le automobili di lusso dell'epoca ma per offrire ad agricoltori e piccoli commercianti un mezzo motorizzato capace di sostituire il calesse trainato dai cavalli.
La scelta di puntare su un pubblico rurale, anziché sulla clientela urbana che stava già scoprendo le prime vetture, definisce fin da subito l'identità di questo veicolo: robusto, semplice, pensato per le strade di campagna più che per i viali cittadini.
Potenza
18-20 CV
Una meccanica pensata per le strade di campagna
Il cuore dell'Auto Buggy e della successiva Auto Wagon è un motore bicilindrico contrapposto raffreddato ad aria, con alesaggio e corsa di circa 127 mm ciascuno per una cilindrata intorno ai 3,2 litri, capace di erogare tra i 18 e i 20 CV. La potenza veniva scaricata alle ruote posteriori tramite una trasmissione a catena, con appena due marce avanti e una retromarcia.
- Ruote anteriori da 36 pollici e posteriori da 38 pollici, con pneumatici pieni in gomma
- Assetto rialzato per garantire luce da terra sufficiente sui terreni sconnessi
- Sedute a panca per quattro persone, con tettuccio in tela come optional
Questa impostazione, più vicina a un carro a motore che a un'automobile, rendeva il veicolo particolarmente adatto a un uso agricolo e commerciale leggero.
Anni di produzione
1907-1917
Dall'Auto Buggy all'Auto Wagon: le evoluzioni del progetto
Nel 1908 arriva l'Auto Wagon, variante con cassone e panche pensata per il trasporto di merci leggere, che affianca e in parte sostituisce l'Auto Buggy originale. Negli anni successivi la gamma si arricchisce di ulteriori varianti, distinte da sigle come Model A, Model B e, dal 1912, le serie MA, MW e MAX, capaci di trasportare carichi tra le 800 e le 1.500 libbre.
Il 1917 segna un ultimo, significativo aggiornamento con il Model F, che abbandona la trasmissione a catena e il raffreddamento ad aria in favore di un motore a quattro cilindri raffreddato ad acqua e di ruote più basse, avvicinando finalmente il veicolo agli standard automobilistici del tempo.
Perché IHC abbandonò le automobili
Nonostante il buon riscontro commerciale dell'Auto Wagon, in particolare nel 1909, International Harvester decide di interrompere la produzione dell'Auto Buggy già nel 1912 per concentrare le risorse sullo sviluppo dei camion, un segmento in cui l'azienda intravede maggiori prospettive industriali. L'Auto Wagon sopravvive fino al 1917, ma da quel momento in avanti IHC si dedica quasi esclusivamente ai veicoli commerciali pesanti, dando origine nei decenni successivi a linee come i camion K, L, R e, più avanti, ai celebri Scout e Travelall.
Il valore da Oldtimer oggi
Proprio per la sua brevissima parentesi produttiva e per il fatto di rappresentare l'anello di congiunzione tra il calesse e il veicolo commerciale moderno, un IHC Auto Buggy o Auto Wagon sopravvissuto è oggi un pezzo raro e ricercato dai collezionisti di storia automobilistica americana. Gli esemplari restaurati arrivano spesso da recuperi fortunosi in Europa o negli Stati Uniti e vengono seguiti da club di ex dipendenti e appassionati del marchio, a conferma di come questi mezzi siano ormai considerati testimonianze storiche a tutti gli effetti più che semplici automobili d'epoca.
