Scheda modello

Oldtimer Hudson

Hudson è stata una casa automobilistica americana di Detroit, attiva dal 1909 al 1957, ricordata soprattutto per l'innovativa carrozzeria step-down e per la Hornet, la berlina a sei cilindri che dominò le prime stagioni della NASCAR.

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Perché sì

  • Design step-down innovativo, con baricentro ribassato e tenuta di strada superiore alla media per l'epoca
  • Motore sei cilindri Twin H-Power potente e robusto, capace di competere con i primi V8 della concorrenza
  • Palmares sportivo NASCAR ineguagliato per una vettura di serie nei primi anni Cinquanta
  • Abitabilità e comfort generosi, tipici delle grandi berline americane del dopoguerra
  • Ingresso nel collezionismo ancora relativamente accessibile rispetto ad altre icone americane coeve

Da valutare

  • Consumi elevati, coerenti con la cilindrata generosa dei motori a sei cilindri dell'epoca
  • Reperibilità dei ricambi originali complicata fuori dagli Stati Uniti
  • Marchio scomparso già nel 1957, con una cultura e una rete di appassionati meno diffuse rispetto a Ford o Chevrolet d'epoca
  • Struttura a telaio perimetrale del design step-down che richiede restauri specialistici in caso di corrosione

In sintesi

Paese d'origine
Stati Uniti (Detroit, Michigan)
Fondazione
20 febbraio 1909
Anni di attività
1909-1957
Modello simbolo
Hudson Hornet (1951-1957)
Carrozzeria distintiva
Step-Down (1948-1954)
Motore Hornet
6 cilindri in linea 5.0 L (308 cu in), fino a 170 CV con Twin H-Power
Fine indipendenza
Fusione con Nash-Kelvinator nel 1954 (nasce American Motors Corporation)
Ultimo esemplare Hudson
25 giugno 1957, stabilimento di Kenosha

Nata a Detroit nel 1909 dall'iniziativa di un gruppo di imprenditori guidati da Roy D. Chapin e finanziata dal magnate dei grandi magazzini Joseph L. Hudson, che diede il nome all'azienda, Hudson crebbe rapidamente fino a diventare negli anni Venti uno dei principali costruttori statunitensi. Passò dai modelli economici come la Twenty ai marchi di volume Essex e Terraplane, per poi affermarsi negli anni Cinquanta con la rivoluzionaria carrozzeria step-down e con la Hornet, capace di imporsi nelle corse nonostante il solo motore a sei cilindri. La crisi del mercato costrinse Hudson a fondersi nel 1954 con Nash-Kelvinator per dare vita alla American Motors Corporation, e il marchio sopravvisse fino al 1957 prima di essere assorbito definitivamente dalla linea Rambler.

Dalla Twenty alla terza casa automobilistica d'America

La Hudson Motor Car Company nacque a Detroit il 20 febbraio 1909 per iniziativa di otto imprenditori locali, guidati da Roy D. Chapin Sr., già collaboratore di Ransom E. Olds. Il capitale iniziale arrivò da Joseph L. Hudson, fondatore dell'omonima catena di grandi magazzini, che diede il proprio nome alla nuova azienda.

Il primo modello, la Hudson Twenty, uscì dalla linea produttiva il 3 luglio 1909 e si impose subito come una delle vetture a basso prezzo di maggior successo del mercato americano. La crescita fu rapidissima: già nel 1926 la produzione superò le 244.000 unità (Hudson ed Essex insieme), e nel 1929 il gruppo raggiunse quota 300.000 veicoli, diventando il terzo costruttore statunitense per volumi.

  • Essex (1919-1932): marchio pensato per competere sul segmento economico con Ford e Chevrolet
  • Terraplane (1932-1938): erede dell'Essex, lanciato il 21 luglio 1932 con una campagna promozionale che coinvolse anche l'aviatrice Amelia Earhart, poi rinominato Hudson 112
  • Hudson Eight (dal 1930): motore flathead otto cilindri in linea da 3,6 litri e 80 CV, ammiraglia della gamma prebellica

Motore Hornet

6 cilindri in linea 5.0 L (308 cu in), fino a 170 CV con Twin H-Power

Il design Step-Down: l'idea che cambiò Hudson

Nel 1948 Hudson introdusse una soluzione costruttiva destinata a segnare un'epoca: la carrozzeria step-down, in cui l'abitacolo veniva incassato all'interno del perimetro del telaio anziché appoggiarvisi sopra. I passeggeri sedevano così più in basso, circondati dalla struttura portante della vettura.

Il vantaggio non era solo estetico: il baricentro più basso migliorava sensibilmente tenuta di strada e stabilità rispetto alle berline concorrenti, anticipando di fatto il concetto di telaio a struttura perimetrale che sarebbe poi diventato uno standard dell'industria. La soluzione rimase in produzione fino al 1954, caratterizzando i modelli Commodore e, soprattutto, la futura Hornet.

Fondazione

20 febbraio 1909

Hudson Hornet: il sei cilindri che umiliava i primi V8

Presentata nel 1951, la Hornet ereditava la carrozzeria step-down e montava un motore a sei cilindri in linea a testa piatta da 5,0 litri (308 cu in), il più grande sei cilindri di serie dell'epoca per un'auto da turismo. Nella versione base erogava già 145 CV, una cifra che reggeva il confronto con i primi V8 Rocket di Oldsmobile.

Con l'opzione Twin H-Power, che aggiungeva un secondo carburatore, la potenza salì fino a 170 CV nel 1954, mentre la rara variante da competizione 7-X superava i 210 CV. Fu proprio questo propulsore a rendere la Hornet un fenomeno sportivo: nella sola stagione 1952 vinse 27 delle 34 gare del campionato NASCAR Grand National, con un bilancio complessivo di 40 successi su 48 gare disputate tra i piloti del team, un rendimento dell'83% mai più eguagliato da una vettura di serie in quel periodo. Tra i protagonisti al volante figurarono Herb Thomas, Marshall Teague, Dick Rathmann, Al Keller e Tim Flock.

Anni di attività

1909-1957

Hudson Italia: quando Detroit incontrò Milano

Tra il 1953 e il 1954 Hudson diede vita a un progetto fuori dagli schemi: la Italia, una coupé sportiva a due posti costruita in collaborazione con la Carrozzeria Touring di Milano su disegno di Frank Spring, con il contributo di Carlo Felice Bianchi Anderloni. Presentata il 14 gennaio 1954, montava un sei cilindri L-head da 3,3 litri e 114 CV con doppio carburatore.

Il progetto restò una parentesi di nicchia: a fronte di un centinaio di ordini previsti, ne arrivarono meno di venti, e la produzione complessiva si fermò a 26 esemplari. Il prezzo di listino, 4.800 dollari franco fabbrica a Detroit, superava persino quello di una Cadillac Coupe de Ville dell'epoca.

Modello simbolo

Hudson Hornet (1951-1957)

La fusione con Nash e la fine del marchio

Il calo delle vendite nella prima metà degli anni Cinquanta, insieme alla concorrenza sempre più aggressiva di Ford, Chevrolet e Plymouth, spinse Hudson a fondersi il 1° maggio 1954 con Nash-Kelvinator, dando origine alla American Motors Corporation (AMC). La produzione nello stabilimento storico di Detroit si fermò a fine 1954, mentre le Hudson successive vennero realizzate nell'ex fabbrica Nash di Kenosha, in Wisconsin, condividendo sempre più meccanica e pianale con i modelli Nash.

L'ultima vettura a marchio Hudson uscì dalla linea di Kenosha il 25 giugno 1957: il presidente AMC George W. Romney scelse di concentrare le risorse sul marchio Rambler, che stava riscuotendo un successo di vendite ben maggiore, decretando così la fine sia di Hudson sia di Nash come marchi autonomi.

Le generazioni della Hudson

48anni di storia

1909—192920 anni

Le origini e la Super Six

Dalla Twenty, la prima vettura a basso prezzo del marchio, fino al Super Six del 1916 con il suo albero motore bilanciato, un'innovazione che consolidò la reputazione tecnica di Hudson negli anni Venti, il decennio del picco produttivo con circa 300.000 veicoli nel 1929.

1919—193819 anni

Essex e Terraplane, la spinta sui grandi numeri

I marchi Essex prima e Terraplane poi permisero a Hudson di competere nel segmento economico contro Ford e Chevrolet, ampliando la gamma anche con il flathead Eight a otto cilindri lanciato nel 1930.

1948—19546 anni

L'era Step-Down e la Hornet

L'introduzione della carrozzeria step-down nel 1948 rinnovò l'intera gamma Hudson, culminando nel 1951 con la Hornet e il suo sei cilindri da 5,0 litri, protagonista assoluta della NASCAR dei primi anni Cinquanta.

1955—19572 anni

Gli ultimi anni sotto American Motors

Dopo la fusione con Nash-Kelvinator, le Hudson vennero prodotte a Kenosha condividendo pianali e componenti con le Nash, fino all'adozione dei motori V8 Packard e AMC, prima della chiusura definitiva del marchio nel 1957.

Domande frequenti sulla Hudson

Perché la Hudson Hornet riusciva a vincere in NASCAR pur avendo solo un sei cilindri?

Il segreto era la combinazione tra il motore da 5,0 litri, particolarmente robusto e capace con il doppio carburatore Twin H-Power di erogare fino a 170 CV, e il baricentro basso garantito dalla carrozzeria step-down, che assicurava una tenuta di strada superiore alla concorrenza dell'epoca.

Cosa si intende per design step-down?

È la soluzione costruttiva introdotta da Hudson nel 1948, in cui il pavimento dell'abitacolo veniva incassato all'interno del perimetro del telaio anziché appoggiato sopra di esso, abbassando il baricentro e migliorando stabilità e tenuta di strada.

Che fine ha fatto il marchio Hudson?

Nel 1954 Hudson si fuse con Nash-Kelvinator dando vita alla American Motors Corporation. Il marchio sopravvisse fino al 1957, quando AMC decise di concentrare tutte le risorse sul più redditizio marchio Rambler, ponendo fine sia a Hudson sia a Nash.

Cos'è la Hudson Italia?

È una coupé sportiva a due posti realizzata tra il 1953 e il 1954 dalla Carrozzeria Touring di Milano su disegno di Frank Spring, su base meccanica Hudson. Ne furono costruiti solo 26 esemplari, oggi estremamente rari e ricercati dai collezionisti.

È difficile trovare oggi una Hudson d'epoca?

Le Hudson, in particolare la Hornet, circolano ancora sul mercato del collezionismo internazionale, sebbene in numeri contenuti rispetto ad altre icone americane coeve; la reperibilità dei ricambi originali resta però più limitata fuori dagli Stati Uniti.

Fonti

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