Dalle armi alle automobili di lusso
Prima di essere un costruttore di automobili, Hotchkiss è un nome storico dell'industria bellica europea. La fabbrica fondata da Benjamin Hotchkiss a Saint-Denis rifornisce per anni l'esercito francese di armamenti, e proprio da questa competenza meccanica nasce la divisione automobilistica.
Il passaggio alle quattro ruote avviene in modo graduale: prima con la produzione di componenti per altri costruttori pionieri, poi con motori propri, fino alla prima vettura completa del 1903. Questa origine industriale, solida e orientata alla precisione, resterà un tratto distintivo delle Hotchkiss anche nei decenni successivi.
Fondazione azienda madre
1867 (Hotchkiss et Cie)
Il periodo tra le due guerre
Negli anni Venti e Trenta Hotchkiss consolida la propria posizione tra i costruttori di riferimento del lusso francese, affiancando ai modelli a quattro cilindri come le serie 411 e 413 le più prestigiose sei cilindri, tra cui la 620 e la celebre 686, quest'ultima prodotta in diverse varianti fino ai primi anni Cinquanta.
È proprio con la 686, nella sua declinazione sportiva Grand Sport a doppio carburatore, che Hotchkiss costruisce gran parte della propria reputazione, vincendo il Rally di Monte Carlo nel 1932, 1933, 1934 e 1939, risultati che confermano l'affidabilità e le doti dinamiche delle sue vetture anche in condizioni estreme.
Prima automobile
1903
Il dopoguerra e la sfida della Grégoire
Nel secondo dopoguerra Hotchkiss aggiorna la propria gamma con modelli come l'Anjou, berlina quattro porte disponibile con motore quattro cilindri 2.312 cc o sei cilindri 3.485 cc, e con la variante cabriolet Anthéor, prodotta in appena una quarantina di esemplari. Nello stesso periodo il marchio conquista ancora il Rally di Monte Carlo, nel 1949 e nel 1950.
Il capitolo più originale del dopoguerra è però la Hotchkiss-Grégoire, presentata tra il 1951 e il 1952 su progetto dell'ingegnere Jean-Albert Grégoire: trazione anteriore, motore boxer quattro cilindri da 2.180 cc e telaio alleggerito grazie a un ampio impiego di alluminio. Una vettura tecnicamente avanzata, che però non trova successo commerciale a causa del prezzo elevato, quasi il doppio di una Citroën Traction 15 di pari categoria, e di una tassazione francese penalizzante per le auto di grossa cilindrata: la produzione si ferma a soli 247 esemplari.
Fine produzione auto
1955
Il declino e la fine del marchio
I numeri di produzione del dopoguerra raccontano da soli le difficoltà dell'azienda: meno di 100 vetture l'anno nel 1946 e nel 1947, un picco di circa 2.700 unità nel 1951 grazie soprattutto all'Anjou, per poi crollare nuovamente. Nel luglio 1954 Hotchkiss si fonde con Delahaye, ma la produzione automobilistica si interrompe definitivamente nel 1955.
Il marchio sopravvive ancora per qualche anno nel settore dei veicoli commerciali e militari, con la produzione di camion fino al 1970, prima di confluire attraverso una serie di fusioni industriali in quello che diventerà il gruppo Thales.
