Scheda modello

Oldtimer Horch

Horch è stato il marchio automobilistico tedesco di punta nel segmento del lusso e della rappresentanza tra gli anni Venti e Trenta, fondato da August Horch e poi confluito in Auto Union insieme a DKW, Wanderer e Audi. Le sue vetture a otto e dodici cilindri, spesso carrozzate su misura, competevano direttamente con Mercedes-Benz.

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Perché sì

  • Tra i primi motori a otto cilindri in linea di serie della storia automobilistica tedesca
  • Livello costruttivo e qualità dei materiali paragonabili ai migliori concorrenti dell'epoca, Mercedes-Benz in testa
  • Ampia disponibilità di carrozzerie speciali realizzate dai migliori carrozzieri tedeschi del tempo
  • Origine storica del nome e del logo Audi, con un legame diretto con le origini di Auto Union
  • Estrema rarità odierna, che rende gli esemplari sopravvissuti pezzi di grande valore collezionistico

Da valutare

  • Marchio scomparso come costruttore indipendente già a ridosso della Seconda guerra mondiale
  • Consumi molto elevati tipici delle grandi ammiraglie a 8 e 12 cilindri dell'epoca
  • Ricambi ed esemplari originali oggi praticamente introvabili sul mercato
  • Storia del marchio inevitabilmente legata anche all'uso che ne fecero alti gerarchi del regime nazista

In sintesi

Paese di origine
Germania
Fondazione
1899 a Colonia, sede a Zwickau dal 1904
Segmento
Lusso e rappresentanza
Motorizzazioni principali
8 cilindri in linea, V8, V12
Anni di produzione come marchio di lusso
1900-1940
Ultima produzione (come Sachsenring)
1953-1959
Erede odierno
Audi, tramite Auto Union (1932)

Tutto comincia nel 1899 a Colonia, quando l'ingegnere August Horch, dopo un'esperienza professionale accanto a Karl Benz, fonda la propria officina di costruzione automobili. Nel 1904 l'attività si trasferisce a Zwickau, in Sassonia, città che diventerà per decenni sinonimo del marchio. Nel 1909, in seguito a un contrasto con i soci, Horch lascia la sua stessa azienda e ne avvia una seconda con lo stesso cognome nel nome: una causa legale intentata dai vecchi soci gli impedisce però di riutilizzare il proprio nome come marchio, costringendolo nel 1910 a ribattezzare la società Audi, traduzione latina del verbo tedesco horchen, cioè ascoltare. Nel 1932, travolte dalla crisi economica, Horch, Audi, DKW e la divisione automobilistica di Wanderer si fondono nella nuova Auto Union, il cui celebre logo a quattro anelli intrecciati simboleggia proprio questa unione. All'interno del gruppo, Horch diventa il marchio destinato alla clientela più facoltosa, mentre gli altri tre coprono segmenti via via più accessibili. La produzione delle grandi Horch di lusso si interrompe con la Seconda guerra mondiale: lo stabilimento di Zwickau finisce in zona di occupazione sovietica e viene nazionalizzato, prima riconvertito alla produzione di autocarri e poi, a metà degli anni Cinquanta, utilizzato per un'ultima ammiraglia di rappresentanza che assume presto il nome Sachsenring, fino alla chiusura definitiva del capitolo Horch come costruttore.

Come Horch diventò Audi

La vicenda che lega Horch ad Audi è tra le più curiose della storia dell'automobile tedesca. Dopo aver lasciato l'azienda che portava il suo cognome in seguito a un dissidio con i soci, August Horch ne fondò una nuova nella stessa città, Zwickau, continuando a usare il proprio nome.

  • I vecchi soci, proprietari del marchio Horch, fecero causa e la vinsero
  • Ad August Horch fu vietato di utilizzare ancora il proprio cognome come marchio
  • Nel 1910 la nuova società fu ribattezzata Audi, dal latino ascolta, traduzione del tedesco horchen

Il nuovo nome nacque, secondo la ricostruzione più accreditata, durante una discussione in famiglia con uno dei soci: fu il figlio di quest'ultimo, alle prese con i compiti di latino, a suggerire la traduzione che sarebbe diventata uno dei marchi più noti al mondo.

Fondazione

1899 a Colonia, sede a Zwickau dal 1904

Gli anni d'oro: dagli otto cilindri al lusso assoluto

Nella seconda metà degli anni Venti Horch si affermò come uno dei costruttori più raffinati di Germania. Il modello Horch 8, presentato nel 1926, fu tra le prime vetture di serie tedesche con un motore a otto cilindri in linea, capostipite di una lunga famiglia di modelli prodotta fino al 1935 in circa 12.000 esemplari complessivi, con cilindrate comprese tra 3 e 5 litri e potenze salite fino a 100 CV.

Al vertice della gamma arrivò poi la Horch 12, dotata di un motore V12 di circa sei litri da 120 CV, prodotta in appena una manciata di decine di esemplari e riservata a una clientela ristrettissima. Negli anni Trenta la produzione si allargò con le famiglie Horch 830, ad otto cilindri a V, e Horch 850/851/853/855/951, con motore otto cilindri in linea da quasi cinque litri capace di 120 CV nelle versioni più spinte: berline Pullman, cabriolet e coupé sportivi carrozzati su misura da atelier come Voll & Ruhrbeck e Gläser.

Anni di produzione come marchio di lusso

1900-1940

La fusione in Auto Union e la fine del marchio

Nel 1932 la crisi economica seguita al crollo di Wall Street mise in ginocchio le quattro case automobilistiche sassoni: Audi, DKW, Horch e la divisione auto di Wanderer si unirono così in un unico gruppo, Auto Union AG, il cui logo a quattro anelli intrecciati rappresenta ancora oggi quella fusione. All'interno del nuovo gruppo, Horch mantenne il proprio nome e la propria identità, diventando il marchio di punta destinato alla clientela più facoltosa, mentre Audi si posizionava un gradino sotto, Wanderer nella media cilindrata e DKW nelle utilitarie e nelle moto.

La Seconda guerra mondiale segnò la fine di questo capitolo: lo stabilimento di Zwickau si trovò in zona di occupazione sovietica e fu nazionalizzato, riconvertito dapprima alla costruzione di autocarri. Solo a metà degli anni Cinquanta il nome Horch tornò brevemente sulle grandi ammiraglie di rappresentanza della Germania Est, prima che il marchio confluisse definitivamente in Sachsenring sul finire del decennio, chiudendo la sua storia come costruttore.

Ultima produzione (come Sachsenring)

1953-1959

Auto di rappresentanza, auto del potere

Il prestigio delle grandi Horch degli anni Trenta ne fece anche le vetture prescelte da alti ufficiali e gerarchi del regime nazista, che ne commissionavano esemplari unici ai migliori carrozzieri tedeschi in occasione dei saloni dell'automobile. Un'eredità scomoda che convive, nella storia del marchio, con il suo indiscusso valore ingegneristico e con la rarità odierna: degli esemplari più prestigiosi, come alcune Pullman-cabriolet, sopravvivono oggi solo poche unità, custodite in collezioni e musei.

Le generazioni della Horch

  • Horch 8 (Typ 303/350/430/470/500B) — Prodotta dal 1926 al 1935 in circa 12.000 esemplari complessivi, fu tra le prime vetture di serie tedesche con motore a otto cilindri in linea, con cilindrate tra 3 e 5 litri e potenze cresciute nel tempo da 60 a 100 CV.
  • Horch 12 (Typ 670/600) — Prodotta tra il 1931 e il 1934 in pochissimi esemplari, montava un motore V12 di circa sei litri da 120 CV ed era la vettura più esclusiva della gamma, disponibile come cabriolet o berlina di rappresentanza.
  • Horch 830 — Prodotta dal 1933 al 1940 in oltre 11.000 esemplari, era equipaggiata con motori V8 tra 3 e 3,8 litri e potenze comprese tra 70 e 92 CV, offerta in configurazioni roadster, limousine e cabriolet.
  • Horch 850/851/853/855/951 — Famiglia di ammiraglie prodotta dal 1935 al 1940 in circa 2.200 esemplari, con motore otto cilindri in linea da quasi cinque litri e potenza salita fino a 120 CV, disponibile in berline Pullman, cabriolet e coupé sportivi su carrozzerie speciali.
  • Horch P240 / Sachsenring P240 — Ultima ammiraglia sviluppata nello stabilimento storico di Zwickau nella Germania Est, prodotta tra il 1953 e il 1959 in circa 1.382 esemplari con un motore a sei cilindri di 2.407 cc, prima che il nome Horch confluisse definitivamente nel marchio Sachsenring.

Domande frequenti sulla Horch

Perché il marchio Horch è diventato Audi?

Nel 1909 August Horch lasciò la propria azienda dopo un contrasto con i soci e ne fondò una nuova con lo stesso cognome. I vecchi soci, proprietari del marchio Horch, fecero causa e la vinsero, obbligandolo nel 1910 a rinominare la società Audi, traduzione latina del tedesco horchen, cioè ascoltare.

Che fine ha fatto Horch dopo la Seconda guerra mondiale?

Lo stabilimento di Zwickau si trovò in zona di occupazione sovietica e fu nazionalizzato, riconvertito prima alla produzione di autocarri. Una nuova ammiraglia di lusso portò ancora il nome Horch a metà degli anni Cinquanta, ma entro la fine del decennio il marchio confluì definitivamente in Sachsenring.

Qual è stato il motore più potente mai montato su una Horch?

Il vertice della gamma fu la Horch 12, con un motore V12 di circa sei litri e 120 CV, prodotta in pochissimi esemplari tra il 1931 e il 1934 e riservata a una clientela estremamente ristretta.

Che rapporto c'è tra Horch e il logo Audi a quattro anelli?

I quattro anelli intrecciati del logo Audi rappresentano l'unione, avvenuta nel 1932, tra Audi, DKW, Horch e la divisione automobilistica di Wanderer, confluite tutte in Auto Union AG.

Quante Horch d'epoca esistono ancora oggi?

Il numero è molto ridotto: la produzione complessiva dei modelli di lusso, già limitata all'origine, è stata falcidiata da guerra e decenni di storia, e degli esemplari più pregiati, come alcune Pullman-cabriolet, sopravvivono oggi solo poche unità conservate in collezioni e musei.

Fonti

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