Scheda modello

Oldtimer Honda

Honda è entrata nel mercato delle automobili solo nel 1963, dopo essersi affermata come costruttore di motociclette, ma in pochi decenni ha creato una serie di modelli oggi entrati di diritto nella categoria Oldtimer: dalle piccole sportive S500 e S800 alla rivoluzionaria Civic, fino alla supercar NSX, capace di sfidare le blasonate rivali europee con soluzioni tecniche all'avanguardia.

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Perché sì

  • Meccanica solida, con motori progettati per girare ad alti regimi mantenendo un'affidabilità elevata anche a decenni di distanza
  • Soluzioni tecniche avanzate per l'epoca, come la testata CVCC della Civic, il VTEC e la scocca in alluminio della NSX
  • Peso contenuto e baricentro basso su gran parte dei modelli sportivi, che li rendono ancora oggi piacevoli da guidare
  • Valore in crescita sul mercato del collezionismo, soprattutto per S800, CR-X, NSX e Beat
  • Programmi Honda dedicati al recupero e alla conservazione dei modelli storici più iconici

Da valutare

  • Carrozzerie dei modelli anni '60-'70 non sempre protette a dovere dalla ruggine
  • Ricambi originali difficili da reperire o molto costosi per gli esemplari più rari come la S800 o la Beat
  • Alcuni modelli, come la Beat o le prime N360, sono stati venduti solo in Giappone e quindi si trovano perlopiù con guida a destra
  • Interni, plastiche e componenti elettrici d'epoca delicati, soggetti a usura sui grandi chilometraggi

In sintesi

Paese d'origine
Giappone
Fondazione Honda
1948
Ingresso nel mercato auto
1963
Segmento
Sportive, utilitarie e supercar storiche
Modelli simbolo
S500, S600, S800, N360, Civic, Prelude, CR-X, NSX, Beat
Soglia Oldtimer nel 2026
Veicoli immatricolati fino al 1996

Honda nasce nel 1948 a Tokyo per volontà di Soichiro Honda, che insieme a Takeo Fujisawa trasforma una piccola produzione di motori ausiliari per biciclette in uno dei più grandi costruttori di motociclette al mondo. Il salto nel settore automobilistico arriva solo nel 1963, con il debutto quasi contemporaneo del piccolo autocarro T360 e della roadster sportiva S500: un ingresso atipico, che privilegia il piacere di guida e gli alti regimi motore rispetto alle soluzioni più convenzionali degli altri costruttori giapponesi dell'epoca. Da quel momento Honda costruisce una gamma capace di alternare utilitarie rivoluzionarie, coupé sportive e persino una supercar, molte delle quali hanno ormai superato la soglia dei trent'anni che le rende, a tutti gli effetti, Oldtimer.

Dalle due ruote alle quattro: la nascita dell'auto Honda

Prima di diventare un costruttore di automobili, Honda si è affermata negli anni '50 e '60 come uno dei principali produttori mondiali di motociclette. Il debutto nel mondo dell'auto arriva nel 1963, quando l'azienda lancia quasi in contemporanea il piccolo autocarro T360 e la roadster S500, la prima vettura di serie del marchio.

Fin da subito Honda sceglie una strada diversa rispetto agli altri costruttori giapponesi: invece di puntare solo su affidabilità ed economia, propone motori capaci di girare a regimi altissimi, quasi da moto, montati su vetture leggere e maneggevoli.

Fondazione Honda

1948

S500, S600, S800: la stirpe delle piccole sportive

La S500 del 1963 viene seguita nel 1964 dalla S600 e poi, nel 1966, dalla S800, prodotta fino al 1970. Quest'ultima monta un quattro cilindri da 791 cc capace di erogare 70 CV a 8.000 giri, con un regime di rottura fissato a 8.500 giri, tra i più alti mai visti su un'auto sportiva stradale del periodo.

  • Lunghezza di 3.335 mm e peso di circa 782 kg
  • Disponibile in versione roadster e coupé a due porte
  • Velocità massima superiore ai 160 km/h

Questi numeri, uniti alla rarità degli esemplari sopravvissuti, hanno reso la S800 uno dei modelli Honda più ricercati dai collezionisti.

Ingresso nel mercato auto

1963

N360 e Civic: la rivoluzione delle piccole Honda

Nel 1967 arriva la N360, una kei car con motore bicilindrico raffreddato ad aria da 354 cc e 31 CV, lunga meno di tre metri e pesante appena 508 kg. Fu il primo modello Honda esportato ufficialmente negli Stati Uniti, nel 1970, e pose le basi per il successo delle vetture per passeggeri del marchio.

Il vero salto di qualità arriva però nel 1972 con la prima Civic, spinta da un motore 1.169 cc che dal dicembre 1973 può montare la testata CVCC: una soluzione che permetteva di rispettare i severi limiti antinquinamento americani senza bisogno della marmitta catalitica. Il tempismo si rivelò perfetto, perché la crisi petrolifera del 1973 spinse molti automobilisti verso vetture piccole e parsimoniose come la Civic.

Soglia Oldtimer nel 2026

Veicoli immatricolati fino al 1996

Coupé e muscoli leggeri: Prelude, CR-X e Beat

Nel 1978 debutta la prima Honda Prelude, una coupé quattro posti dal profilo basso con un quattro cilindri 1,6 litri da 80 CV e un ampio tettuccio panoramico in vetro, elemento raro per l'epoca.

Nel 1983 è la volta della CR-X, presentata in Giappone come Honda Ballade Sports CR-X: derivata dalla Civic, monta un 1.488 cc da 100 CV a 5.800 giri, pesa circa 825 kg e raggiunge i 190 km/h, diventando un'icona delle piccole sportive giapponesi leggere.

Chiude idealmente questa famiglia la Beat del 1991, kei car roadster con motore posteriore-centrale tricilindrico da 656 cc e 63 CV, disegnata dalla Pininfarina e venduta esclusivamente in Giappone fino al 1996, per un totale di circa 33.600 esemplari.

NSX: la supercar che sfidò Ferrari

Presentata nel 1990, la NSX resta il modello più ambizioso della storia Honda: prima vettura di serie al mondo con una scocca semi-monoscocca interamente in alluminio, montava un V6 3.0 litri con tecnologia VTEC, poi portato a 3,2 litri nel 1997. Nello sviluppo dell'assetto contribuì anche Ayrton Senna, che fornì indicazioni dirette al team di ingegneri guidato da Shigeru Uehara.

Furono prodotti meno di 20.000 esemplari della prima generazione, pensata per competere con le supercar V8 italiane offrendo però l'affidabilità tipica di una Honda di serie. Le unità immatricolate entro il 1996 sono ormai a tutti gli effetti delle Oldtimer, mentre la sportiva successiva, la S2000 del 1999 con il suo motore F20C capace di 9.000 giri, si avvicina anno dopo anno alla stessa soglia.

Le generazioni della Honda

42anni di storia

1963—19707 anni

S500 / S600 / S800

Le prime roadster sportive Honda, con motori ad alto regime derivati dall'esperienza motociclistica del marchio.

1967—19725 anni

N360 / N600

Kei car leggere con motore bicilindrico raffreddato ad aria, alla base del successo Honda nel segmento delle piccole vetture.

1972—198311 anni

Civic, prima e seconda serie

L'utilitaria che ha reso celebre Honda in tutto il mondo, protagonista della risposta alla crisi petrolifera grazie alla tecnologia CVCC.

1978—199113 anni

Prelude e CR-X

Coupé leggere e sportive, apprezzate per la guidabilità e le soluzioni tecniche d'avanguardia come il grande tettuccio in vetro della Prelude.

1990—200515 anni

NSX, prima generazione

La supercar con scocca in alluminio e motore V6 VTEC che ha sfidato le rivali italiane restando fedele all'affidabilità Honda.

1991—19965 anni

Beat

Kei car roadster con motore centrale-posteriore disegnata da Pininfarina, venduta esclusivamente sul mercato giapponese.

Domande frequenti sulla Honda

Quali Honda possono già essere immatricolate come Oldtimer nel 2026?

Tutti i modelli con prima immatricolazione fino al 1996, quindi S500, S600, S800, N360, le prime generazioni di Civic, la Prelude, la CR-X, la Beat e gli esemplari più datati della prima NSX.

Perché la Honda S800 è considerata così importante nella storia del marchio?

Perché ha dimostrato, già a metà degli anni '60, la capacità di Honda di applicare all'automobile la cultura degli alti regimi tipica delle sue motociclette, con un quattro cilindri da 791 cc capace di girare fino a 8.500 giri.

È vero che la Honda NSX aveva una scocca interamente in alluminio?

Sì, la NSX del 1990 è stata la prima vettura di produzione al mondo con una struttura semi-monoscocca interamente in alluminio, una scelta pensata per contenere il peso e migliorare la dinamica di guida.

La Honda Beat è mai stata venduta fuori dal Giappone?

No, la Beat è rimasta un modello esclusivo del mercato giapponese dal 1991 al 1996, per questo gli esemplari circolanti altrove sono quasi sempre importazioni con guida a destra.

In che modo la Civic del 1972 ha aiutato Honda durante la crisi petrolifera?

Grazie al motore CVCC introdotto nel 1973, capace di rispettare i limiti antinquinamento americani senza catalizzatore, la Civic si è imposta come risposta credibile alla domanda di vetture efficienti nata dopo lo shock petrolifero di quell'anno.

Fonti

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