Scheda modello

Oldtimer Hino

Prima che diventasse sinonimo di camion e autobus, Hino Motors ha attraversato un capitolo dimenticato ma affascinante: quello delle vetture passeggeri, culminato nella Contessa disegnata da Giovanni Michelotti. Un'esperienza breve, chiusa a fine anni Sessanta, che oggi rende questi modelli autentiche rarità da Oldtimer.

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Perché sì

  • Rarità estrema: pochissimi esemplari sono sopravvissuti fino a oggi, specialmente della coupé Contessa 1300
  • Design curato da Giovanni Michelotti, con soluzioni stilistiche poi riprese anche da altri marchi europei
  • Base meccanica derivata dalla Renault 4CV, semplice e collaudata su larga scala
  • Storia unica come uno dei primi accordi di licenza automobilistica tra Europa e Giappone del dopoguerra
  • Buoni risultati in pista con la Contessa coupé nelle gare del team BRE di Pete Brock a metà anni Sessanta

Da valutare

  • Ricambi originali praticamente introvabili in Europa, con rete di specialisti molto limitata
  • Produzione totale contenuta, che rende difficile trovare esemplari in vendita
  • Documentazione tecnica e storica frammentaria, spesso reperibile solo in fonti giapponesi
  • Uscita di scena precoce del marchio dal mercato auto, che ha limitato lo sviluppo di una vera community di appassionati in Occidente

In sintesi

Paese d'origine
Giappone
Anni di produzione vetture passeggeri
1953-1969
Modelli principali
Hino Renault 4CV, Hino Contessa 900, Hino Contessa 1300
Carrozzerie
Berlina e coupé
Layout meccanico
Motore posteriore, trazione posteriore
Designer
Giovanni Michelotti (Contessa)
Fine produzione auto
1967-1969, dopo l'accordo con Toyota

Nel 1953 il costruttore giapponese Hino, nato undici anni prima come divisione specializzata in motori diesel e autocarri pesanti, firma un accordo con Renault per assemblare su licenza la 4CV, prima in kit CKD e poi con produzione integralmente locale. È l'inizio di una parentesi automobilistica che porterà Hino, nel giro di un decennio, a sviluppare una vettura interamente propria, la Contessa, prima di abbandonare per sempre il segmento delle auto private in favore dei veicoli commerciali su cui aveva costruito la sua identità originaria.

La Hino Renault 4CV: un'auto francese con passaporto giapponese

Tutto comincia nel 1953, quando Hino avvia in Giappone l'assemblaggio su licenza della Renault 4CV, ribattezzata Hino Renault e siglata internamente PA. Il piccolo quattro cilindri posteriore da 748 cc e circa 21 CV viene progressivamente adattato agli standard locali: le versioni successive alla PA53 crescono in lunghezza fino a superare i 3,8 metri, soglia che secondo le norme di circolazione giapponesi consentiva di viaggiare a velocità più elevate.

  • Produzione dal 1953 al 1963, per un totale di circa 34.850 esemplari
  • Versioni Standard, Luxury, Taxi e Police per rispondere a usi diversi
  • Sola carrozzeria berlina quattro porte, priva di varianti coupé o cabriolet

Modelli principali

Hino Renault 4CV, Hino Contessa 900, Hino Contessa 1300

La Contessa: la prima vettura originale firmata Hino

Nel 1961 Hino presenta la Contessa 900, il primo modello sviluppato con una propria identità stilistica pur ereditando gran parte della meccanica dalla 4CV Renault. Il motore posteriore da 893 cc eroga 35 CV nella versione di serie, saliti a 45 CV nell'allestimento Sprint capace di superare i 140 km/h.

Nel 1964 arriva la svolta: la seconda generazione, la Contessa 1300, viene affidata al designer italiano Giovanni Michelotti, già noto per collaborazioni con Ferrari e Maserati. Il nuovo motore da 1.251 cc porta la potenza a 55 CV in versione berlina e fino a 65 CV nella coupé, con una linea che richiama apertamente la Chevrolet Corvair di prima serie e che Michelotti riproporrà, con soluzioni simili, anche sulla Triumph 1300.

Anni di produzione vetture passeggeri

1953-1969

Numeri di produzione e mercati di esportazione

Tra la serie PC (1961-1964) e la serie PD (1964-1969) la Contessa raggiunge complessivamente oltre 100.000 esemplari prodotti, di cui appena 3.868 nella carrozzeria coupé disegnata da Michelotti: un dato che oggi rende quella versione particolarmente ricercata dai collezionisti.

  • Esportazioni verso Australia, Svizzera, Paesi Bassi
  • Assemblaggio locale in Nuova Zelanda, con circa 600 unità montate sul posto
  • Oltre 8.000 esemplari, tra Contessa e il pick-up Briska, assemblati in Israele tra il 1964 e il 1968

Fine produzione auto

1967-1969, dopo l'accordo con Toyota

La fine della produzione e l'eredità di un marchio scomparso

Il capitolo automobilistico di Hino si chiude in modo repentino: nel 1966 l'azienda firma un accordo di partnership con Toyota Motor, che nel giro di pochi anni la porta ad abbandonare del tutto la produzione di vetture private. La produzione in serie della Contessa si ferma nel marzo 1967, con la liquidazione delle ultime scorte fino all'ottobre 1969, prima che Hino tornasse a concentrarsi esclusivamente su camion, autobus e motori diesel come sussidiaria del gruppo Toyota.

Proprio questa uscita di scena precoce, unita ai bassi volumi produttivi, spiega perché oggi la Hino Renault 4CV e soprattutto la Contessa coupé siano considerate vere rarità nel panorama delle Oldtimer di provenienza giapponese, apprezzate da un ristretto ma appassionato pubblico di collezionisti internazionali.

Le generazioni della Hino

  • Hino Renault 4CV (PA) - 1953-1963 — Versione su licenza della Renault 4CV, assemblata prima da kit importati e poi con produzione interamente locale. Motore posteriore 748 cc da 21 CV, sola carrozzeria berlina, adattata nel tempo alle normative giapponesi sulla lunghezza dei veicoli.
  • Hino Contessa 900 (PC) - 1961-1964 — Prima vettura interamente sviluppata da Hino, con motore posteriore 893 cc da 35 CV, portato a 45 CV nella variante Sprint. Base meccanica ancora derivata dall'esperienza Renault.
  • Hino Contessa 1300 (PD) - 1964-1969 — Restyling firmato da Giovanni Michelotti, con motore 1.251 cc da 55 CV in berlina e 65 CV in coupé. La versione coupé, prodotta in soli 3.868 esemplari, è oggi il modello Hino più ricercato dai collezionisti.

Domande frequenti sulla Hino

La Hino Contessa è davvero imparentata con la Renault 4CV?

Sì. Hino iniziò la propria attività automobilistica assemblando su licenza la Renault 4CV a partire dal 1953, e la meccanica di quell'esperienza ha influenzato anche la Contessa, la prima vettura sviluppata con una propria identità stilistica dal costruttore giapponese.

Quanti esemplari di Hino Contessa coupé sono stati prodotti?

La versione coupé della Contessa 1300, disegnata da Giovanni Michelotti, fu prodotta in appena 3.868 esemplari su un totale di oltre 55.000 unità della serie PD, rendendola una delle Oldtimer giapponesi più rare in assoluto.

Perché Hino ha smesso di produrre automobili passeggeri?

Nel 1966 Hino strinse un accordo di partnership con Toyota Motor che, nel giro di pochi anni, portò l'azienda ad abbandonare la produzione di vetture private per concentrarsi esclusivamente su camion, autobus e motori diesel.

Dove venivano esportate le vetture Hino?

Oltre al mercato giapponese, la Contessa raggiunse Australia, Svizzera e Paesi Bassi, con assemblaggio locale anche in Nuova Zelanda e Israele, dove furono montati diverse migliaia di esemplari tra Contessa e il pick-up derivato Briska.

Fonti

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