Le origini: da Warwick alla prima Healey
La Donald Healey Motor Company nasce ufficialmente nel febbraio 1946, ma il progetto prende forma già l'anno prima, quando Donald Healey, ex direttore tecnico di Triumph e pilota di rally affermato, decide di mettersi in proprio insieme a due colleghi conosciuti durante la guerra: lo specialista di telai Achille Sampietro e il carrozziere Ben Bowden.
La sede viene ricavata in un vecchio capannone aeronautico alla periferia di Warwick. La scelta meccanica ricade sul quattro cilindri Riley da 2443 cc, un propulsore già collaudato e capace di erogare buone prestazioni anche in configurazione di serie, montato su un telaio leggero disegnato per privilegiare maneggevolezza e velocità.
Motori
Riley Big Four 2,4 litri; Alvis; Nash 3,8-4,1 litri sei cilindri
I modelli a motore Riley: Elliott, Westland e Silverstone
Le prime vetture a debuttare sono la berlina Elliott e la roadster Westland, entrambe presentate nel 1946: con oltre 100 mph di velocità massima in configurazione di serie, sono tra le auto più veloci disponibili in Gran Bretagna in quegli anni.
- Healey Elliott: berlina due porte, 101 esemplari prodotti tra il 1946 e il 1950.
- Healey Westland Roadster: 64 esemplari nello stesso periodo.
- Healey Silverstone: presentata nel luglio 1949, roadster scoperta a due posti pensata anche per le competizioni, con telaio accorciato e sospensioni più rigide; ne vengono costruiti circa 105 esemplari fino al 1950.
La Silverstone, in particolare, si distingue in pista e su strada: vince la classe alle Mille Miglia 1949 e coglie affermazioni nei rally alpini, contribuendo a costruire la reputazione sportiva del marchio.
Fondazione
1946, Warwick
L'avventura americana: la Nash-Healey
Nel dicembre 1949 un incontro casuale a bordo del transatlantico Queen Elizabeth tra Donald Healey e il presidente di Nash-Kelvinator, George Mason, porta a una delle collaborazioni più originali dell'epoca: la Nash-Healey, presentata al Salone di Parigi 1950 e lanciata ufficialmente l'anno successivo a Chicago.
La vettura unisce meccanica americana, il sei cilindri Nash da 3,8 litri poi portato a 4,1 litri, a una carrozzeria realizzata inizialmente in Inghilterra e, dal 1952, ridisegnata e prodotta da Pininfarina a Torino. Tra il 1951 e il 1954 ne vengono assemblati complessivamente 506 esemplari, con alcune versioni alleggerite impegnate anche a Le Mans, dove la Nash-Healey coglie un quarto posto assoluto nel 1950 e un terzo assoluto, primo di classe, nel 1952.
Anni di produzione (era Healey)
1946-1954
Dalla Healey all'Austin-Healey: la nascita di un mito
Nel 1952 Donald Healey presenta al salone di Londra un nuovo prototipo, la Healey Hundred, che colpisce Leonard Lord, a capo della Austin. Dall'incontro nasce un accordo che nel 1953 dà vita all'Austin-Healey 100, prodotta su scala molto più ampia rispetto alle Healey originarie e destinata a diventare una delle sportive inglesi più celebri del dopoguerra.
Da quel momento la piccola casa di Warwick smette progressivamente di costruire vetture a proprio marchio e si concentra sullo sviluppo tecnico per Austin-Healey, dando in seguito vita anche a modelli come lo Sprite e la 3000, prima di un'ulteriore collaborazione, negli anni '70, con Jensen per la Jensen-Healey.
Esito successivo
Confluita in Austin-Healey dal 1953
Il valore storico e collezionistico oggi
Proprio per i numeri di produzione estremamente contenuti, ogni singola serie prodotta dalla Donald Healey Motor Company è oggi considerata rara: parliamo di poche centinaia di esemplari complessivi divisi tra Elliott, Westland, Silverstone, Tickford, Abbott, G-Type e Nash-Healey.
Si tratta di vetture apprezzate dai collezionisti non solo per la rarità, ma anche per il ruolo storico di anello di congiunzione verso l'Austin-Healey, elemento che le rende particolarmente ricercate presso appassionati e club di auto d'epoca britanniche.
