Dalle locomotive all'automobile: le origini industriali
Le radici di Hanomag affondano nel 1835, quando Georg Egestorff avviò a Hannover una fonderia poi confluita, nel 1871, nella Hannoversche Maschinenbau Actien-Gesellschaft, da cui deriva l'acronimo che ha reso celebre il marchio. Per decenni l'azienda costruì locomotive esportate in tutta Europa, oltre a macchine a vapore e, dai primi anni Venti, trattori agricoli come il modello WD.
Solo nel 1924 Hanomag decise di affacciarsi al mercato dell'automobile, portando nel nuovo settore la stessa impostazione industriale rigorosa che l'aveva contraddistinta nella meccanica pesante.
Anni di produzione automobili
1924-1941
Il Kommissbrot, la prima vera utilitaria tedesca
Il debutto automobilistico avvenne con la 2/10 PS, presentata al salone di Berlino del 1924 su progetto di Fidelis Böhler e Carl Pollich. Le forme arrotondate della carrozzeria, che ricordavano il pane da campo dell'esercito tedesco, le valsero subito il soprannome popolare di Kommissbrot.
- Motore monocilindrico da 500 cm³ posizionato in posizione centrale posteriore
- Peso contenuto, circa 370 kg
- Velocità massima attorno ai 60 km/h e consumi di circa 4 litri per 100 km
Dal 1925 la vettura fu il primo modello tedesco realizzato su una vera catena di montaggio, un elemento che ne abbassò i costi e la rese accessibile a un pubblico più ampio, specialmente a chi proveniva dalla motocicletta. Nonostante quasi 15.775 esemplari prodotti fino al 1928, il modello non generò utili e venne ritirato senza un successore diretto con lo stesso impianto tecnico.
Gli anni Trenta: Garant, Kurier e Rekord
Con la 3/16 PS del 1928 Hanomag adottò un'impostazione più convenzionale, tornando in attivo e arrivando nel 1930 a conquistare circa il 14% del mercato tedesco, seconda soltanto a Opel. La crisi finanziaria del 1931, innescata dal ritiro di alcuni prestiti bancari, rallentò momentaneamente questa crescita.
La ripresa arrivò con la piccola 1,1 Litri, poi evoluta nella Garant (1934-1938): un quattro cilindri da 1097 cm³ e 23 CV, cambio a quattro marce e una lunghezza che nelle versioni successive crebbe da 3610 fino a 4100 mm. In parallelo venne offerta la Kurier, con telaio scatolato e disponibile solo in versione berlina.
Nel 1933 debuttò invece la Rekord, berlina da 1,5 litri con sospensioni anteriori indipendenti. Nel 1936 ne venne mostrata a Berlino una variante a gasolio, la Rekord Diesel: un quattro cilindri da 1910 cm³ e circa 35 CV, tra le prime automobili al mondo proposte di serie con motore diesel, prodotta in circa 1074 esemplari.
La 1,3 Liter e l'eredità tecnica del marchio
L'ultimo grande passo tecnico di Hanomag arrivò nel 1939 con la 1,3 Liter, prodotta fino al 1941 in 9.187 esemplari. La vettura abbandonò l'impostazione classica con parafanghi sporgenti a favore di una carrozzeria dalle linee aerodinamiche e, soprattutto, di una scocca portante, soluzione ancora rara per l'epoca.
Il quattro cilindri da 1298 cm³ erogava 32 CV, sufficienti per superare i 100 km/h, con consumi dichiarati di circa 9,5 litri per 100 km e un peso di circa 970 kg. L'impostazione costruttiva della 1,3 Liter fu studiata da Volvo, che acquistò un esemplare per analizzarne la scocca in vista dello sviluppo della propria PV444.
La fine della produzione automobilistica e il destino del marchio
La conversione bellica dell'industria tedesca portò all'interruzione della produzione di automobili Hanomag nel 1941: vennero realizzati alcuni prototipi nel dopoguerra, ma il marchio non tornò mai stabilmente sul mercato delle vetture.
Hanomag proseguì invece nella meccanica pesante, tra veicoli commerciali e trattori. Nel 1952 l'azienda entrò nel gruppo Rheinstahl, nel 1964 si fuse con la Henschel di Kassel e nel 1969 nacque la Hanomag-Henschel Fahrzeugwerke, con la divisione autocarri poi ceduta a Daimler-Benz e quella dei trattori a Massey Ferguson. Dal 1989 il marchio, ormai riferito solo alle macchine movimento terra, è confluito nel gruppo giapponese Komatsu.
