Dai tre ruote postali alla prima vettura Pionier
Le origini di Goliath affondano nell'attività di Carl F. W. Borgward come costruttore di radiatori a Brema. Da quell'officina nacque il Blitzkarren, un piccolo veicolo motorizzato a tre ruote che, già a metà degli anni Venti, veniva impiegato dai servizi postali tedeschi e polacchi per le consegne. Sull'onda di quel successo commerciale, Borgward brevettò una particolare soluzione di trazione posteriore monoruota e diede vita al Goliath Rapid, un furgoncino a tre ruote con motori a due tempi ILO da 198, 250 e infine 350 cc, capace di trasportare fino a 500 kg di merci.
Nel 1931, al Salone di Berlino, Goliath presentò la sua prima vettura per passeggeri, la Pionier: un due posti a tre ruote con telaio in legno rivestito da un tessuto simile alla pelle sintetica, spinto da un monocilindrico due tempi da 198 o 247 cc. Grazie all'esenzione dal bollo e dall'obbligo di patente riservata ai veicoli più leggeri, la Pionier ebbe un discreto successo in un'epoca di grande difficoltà economica in Germania, con circa 4.000 esemplari costruiti fino al 1934.
Fondazione
1928
La GP700: trazione anteriore e iniezione diretta prima della Mercedes
Dopo la parentesi bellica, Goliath tornò sul mercato nel 1950 con la GP700, una berlina due porte dalla linea a tre volumi ponton, disegnata prima ancora che Mercedes-Benz adottasse su larga scala questo stile di carrozzeria. La scelta tecnica più sorprendente era però meccanica: motore e cambio erano montati trasversalmente all'anteriore, con trazione sulle ruote anteriori, una configurazione praticamente inedita per un'auto di serie nel 1950.
Il propulsore era un due cilindri due tempi da 688 cc e 25 CV, sufficiente per superare i 100 km/h; dal 1952 arrivò un cambio manuale a quattro marce interamente sincronizzato. Nello stesso anno debuttò, sulla coupé GP700 Sport e poi sulla berlina GP700 E, l'iniezione diretta Bosch: una soluzione che rendeva Goliath, insieme alla Gutbrod Superior 600, tra i primissimi costruttori al mondo ad adottarla su un'auto di serie, cinque anni prima della Mercedes-Benz 300 SL. Nel 1955 la gamma si allargò con la GP900 E, motorizzata con un due cilindri da 886 cc e una potenza superiore di circa il 38% rispetto alla GP700 di base.
Cessazione attività
1961
Goliath 1100 e Hansa 1100: l'ultimo capitolo
Nel 1957 Goliath abbandonò i due tempi per affidarsi a un quattro cilindri boxer raffreddato ad acqua da 1.094 cc, montato sulla nuova Goliath 1100, disponibile in versione berlina due porte, station wagon a tre porte e, dal 1958, anche coupé. La potenza andava dai 40 CV della versione standard ai 55 CV della variante Luxus con doppio carburatore e rapporto di compressione più elevato; dal 1959 fu disponibile anche il cambio semiautomatico Saxomat.
Nel 1959, per ragioni commerciali legate alle difficoltà del gruppo, il modello fu ribattezzato Hansa 1100, pur restando sostanzialmente lo stesso progetto. La produzione proseguì fino al 1961, anno in cui il tracollo finanziario del gruppo Borgward pose fine, insieme al marchio Goliath, anche a questa ultima generazione di vetture.
La fine del marchio e l'eredità Oldtimer
Il 1961 segnò la chiusura definitiva della Goliath-Werke Borgward & Co., travolta dal collasso finanziario dell'intero gruppo che comprendeva anche i marchi Borgward e Lloyd. Le vetture Goliath sopravvissute sono oggi rare testimonianze di un'epoca in cui piccoli costruttori indipendenti potevano permettersi soluzioni tecniche audaci, dalla trazione anteriore all'iniezione diretta, prima ancora dei grandi marchi tedeschi. Per questo motivo rientrano a pieno titolo nella categoria Oldtimer: non semplici auto d'epoca, ma pezzi di storia della tecnica motoristica tedesca.
