Il contesto: dagli scooter alle quattro ruote
La Hans Glas GmbH arriva all'automobile per gradi. L'azienda, fondata a fine Ottocento come officina per macchine agricole, si trasforma nel dopoguerra in produttore di scooter con il Goggo-Roller del 1951. Il passo successivo, quasi naturale, è la costruzione di una piccola vettura chiusa in grado di offrire agli automobilisti tedeschi un salto di comfort rispetto alla moto, mantenendo però prezzi e consumi alla portata di tutti.
Il Goggomobil debutta così al Salone di Francoforte del 1955, inserendosi nel segmento delle microcar insieme ad altre proposte dell'epoca, e trova immediatamente un pubblico ampio grazie a un listino di partenza contenuto, indicato in circa 2.940 marchi tedeschi per la versione base.
Cilindrata
Da 245-247 cc a 392-395 cc
Motori e varianti di carrozzeria
Il cuore del Goggomobil è un bicilindrico a due tempi raffreddato ad aria, proposto in tre tagli di cilindrata: 250, 300 e 400 (indicativamente 245-247 cc, 293-296 cc e 392-395 cc), con potenze che salgono da circa 14 CV fino a 18,5-20 CV per la versione più spinta. Le velocità massime dichiarate vanno dagli 80 km/h della 250 ai 100-105 km/h della 400.
- T: la berlina due porte, versione principale della gamma
- TS: il coupé 2+2, proposto a un prezzo superiore rispetto alla berlina
- TL Transporter: furgoncino con porte scorrevoli, disponibile anche come pickup
- Cabriolet: variante rarissima, realizzata in appena 9 esemplari
Il servizio postale tedesco ha impiegato oltre duemila esemplari del Transporter tra il 1957 e il 1965, a conferma della versatilità commerciale della gamma.
Potenza massima
Circa 18,5-20 CV (versione 400)
Evoluzione tecnica e aggiornamenti
Nel corso della sua carriera il Goggomobil riceve diversi affinamenti. Nel 1957 arrivano il doppio tergicristallo al posto del singolo, i finestrini a manovella in sostituzione di quelli scorrevoli e il debutto delle versioni T300 e T400. Il cambiamento più rilevante avviene però nel 1964, quando le portiere a incernieratura posteriore (le cosiddette suicide doors) vengono sostituite su berlina e coupé da portiere con cerniera anteriore, più pratiche e sicure.
Una curiosità riguarda anche l'espansione internazionale del progetto: in Australia, tra il 1959 e il 1961, Buckle Motors realizza a Sydney il Goggomobil Dart, una roadster a due posti senza portiere con carrozzeria in vetroresina, costruita in circa 700 esemplari sulla base meccanica del modello tedesco.
Velocità massima
80-105 km/h a seconda della motorizzazione
La fine della produzione e l'eredità
Nel 1966 BMW rileva la Hans Glas GmbH, interessata soprattutto ai brevetti tecnici dell'azienda bavarese, tra cui l'impiego della cinghia dentata con distribuzione ad albero a camme in testa. La produzione del Goggomobil prosegue ancora per qualche anno sotto il controllo BMW, fino alla chiusura definitiva nel 1969. Lo stabilimento di Dingolfing, demolito alla fine del decennio, lascia spazio a quello che diventerà uno dei principali impianti BMW, oggi dedicato a Serie 5, Serie 6 e Serie 7.
Complessivamente la produzione del Goggomobil supera le 280.000 unità, suddivise tra berline, coupé e furgoncini/pickup, un risultato che ne fa una delle microcar di maggior successo del dopoguerra tedesco e, oggi, uno degli Oldtimer più riconoscibili nel panorama del collezionismo europeo.
