Dalle origini alla nascita di GMC
Il nome GMC affonda le radici nella Rapid Motor Vehicle Company, fondata a Detroit da Max Grabowsky per costruire alcuni dei primi autocarri a motore del mercato americano. Quando General Motors la rileva e la fonde con la Reliance Motor Car Company, nasce nel 1911 la General Motors Truck Company, ribattezzata l'anno successivo semplicemente GMC.
Fin dai primi decenni il marchio si costruisce una reputazione legata alla resistenza dei propri mezzi, dimostrata anche con imprese dimostrative come l'attraversamento degli Stati Uniti in trenta giorni nel 1916. Durante la Seconda guerra mondiale la produzione si converte quasi interamente ai veicoli militari, con centinaia di migliaia di autocarri consegnati alle forze armate statunitensi: un'eredità che rafforza l'immagine di solidità che accompagnerà GMC anche nei decenni successivi.
Fondazione del marchio
1911 (General Motors Truck Company)
I pickup della serie C/K: la base dei GMC oldtimer
Per gran parte del Novecento GMC ha condiviso pianali e meccaniche con i pickup Chevrolet della serie C/K, prodotta dal 1960 al 2002 e diventata la spina dorsale dell'offerta del marchio. Le versioni GMC si distinguevano soprattutto per gli allestimenti, con nomi come Sierra, Sierra Classic e High Sierra usati fin dalla fine degli anni Sessanta per indicare le finiture più curate.
- Prima generazione (1960-1966): telaio ribassato e sospensioni anteriori indipendenti, una novità per il segmento.
- Seconda generazione, nota come «Action Line» (1967-1972): linee più moderne e maggiore attenzione al comfort.
- Terza generazione, i celebri «Squarebody» (1973-1987): carrozzeria squadrata disegnata anche con l'ausilio della galleria del vento, oggi tra le più ricercate dai collezionisti.
- Quarta generazione, piattaforma GMT400 (1988-1998): con questa serie GMC abbandona la sigla C/K a favore del nome Sierra per tutta la gamma.
Sono soprattutto gli Squarebody degli anni Settanta e Ottanta, insieme ai primi Sierra di fine anni Ottanta, a rientrare oggi nella soglia dei trent'anni che definisce uno Oldtimer.
SUV e camper: Jimmy, Suburban e il caso GMC Motorhome
Accanto ai pickup, GMC ha costruito parte della propria identità storica anche su modelli fuoristrada e su un progetto più unico che raro nel panorama dei costruttori generalisti. Il GMC Jimmy, introdotto nel 1970 come alternativa di livello superiore al Chevrolet Blazer, e il Suburban, ridisegnato nel 1973 con maggiore attenzione allo spazio interno, sono oggi due dei SUV americani vintage più cercati dagli appassionati di fuoristrada d'epoca.
Il capitolo più singolare resta però il GMC Motorhome, prodotto tra il 1973 e il 1978: un camper progettato da zero come veicolo unico, anziché come cellula abitativa montata su un telaio da autocarro. Con carrozzeria aerodinamica, trazione anteriore derivata dal gruppo Oldsmobile Toronado/Cadillac Eldorado e motore V8 Oldsmobile da 455 pollici cubici, ne furono realizzati poco meno di 13.000 esemplari: si stima che diverse migliaia siano ancora circolanti, ed è oggi uno degli oggetti da collezione più particolari legati al marchio.
GMC come Oldtimer: cosa considerare oggi
Nella definizione tedesca da cui deriva il termine, un'auto diventa Oldtimer quando ha superato i trent'anni dalla prima immatricolazione ed è conservata in condizioni sostanzialmente originali. Per GMC questo significa che oggi rientrano pienamente in questa categoria non solo gli Squarebody degli anni Settanta e Ottanta, ma anche i primi esemplari della piattaforma GMT400 di fine anni Ottanta e inizio Novanta.
Chi valuta l'acquisto di una GMC d'epoca dovrebbe verificare con attenzione lo stato della carrozzeria, storicamente esposta alla ruggine, la documentazione di importazione se il mezzo proviene dagli Stati Uniti, e la reale disponibilità di ricambi meccanici sul mercato europeo, generalmente più semplice per i componenti condivisi con Chevrolet.
