Dalle seminatrici alle automobili: le origini di Hans Glas GmbH
La storia di Glas comincia lontano dal mondo dei motori. L'azienda nasce a Pilsting come piccola officina per la riparazione di macchinari agricoli, e all'inizio del Novecento si trasferisce a Dingolfing, dove nel giro di pochi anni si trasforma in un produttore affermato di seminatrici, assumendo poi la forma di società per azioni.
È solo nel secondo dopoguerra che la famiglia Glas guarda alla mobilità individuale: il crollo del mercato delle macchine agricole spinge l'azienda a lanciare, nei primi anni '50, uno scooter chiamato Goggo, il cui nome derivava dal soprannome affettuoso dato da Hans Glas al nipote. Il successo dello scooter apre la strada a un progetto ben più ambizioso: costruire una vera automobile.
Motorizzazioni
Da bicilindrico due tempi 245 cc a V8 quasi 3.0 litri
Goggomobil e Isar: le utilitarie che hanno reso grande Glas
Nel 1955 debutta la Goggomobil, una microvettura bicilindrica a due tempi raffreddata ad aria, proposta in berlina a due porte, coupé 2+2 e furgoncino. Semplice, economica e più pratica delle bubble car concorrenti, diventa un successo commerciale che accompagna Glas fino alla fine degli anni '60, con decine di migliaia di esemplari costruiti e alcune versioni realizzate anche su licenza all'estero.
Accanto alla Goggomobil cresce la gamma Isar, presentata inizialmente come una Goggomobil più grande e poi ribattezzata con nome proprio: monta un quattro cilindri boxer a quattro tempi, un salto tecnico importante anche se le prime versioni furono penalizzate da problemi di affidabilità del basamento motore.
- Goggomobil: bicilindrico due tempi, da 245 a 400 cc circa
- Isar T600/T700: boxer quattro tempi raffreddato ad aria, fino a 688 cc
Attività automobilistica
1955 - 1969
L'innovazione che ha cambiato l'industria: la cinghia dentata
Il contributo più duraturo di Glas alla storia dell'automobile non riguarda l'estetica ma la meccanica. Nel 1962, con il modello 1004, Glas introduce per prima al mondo su un'auto di serie un albero a camme in testa comandato da cinghia dentata, sviluppato dall'ingegner Leonhard Ischinger e presentato in anteprima al Salone di Francoforte del 1961.
Una soluzione tanto semplice quanto efficace, che negli anni successivi sarebbe stata adottata da numerosi altri costruttori europei, diventando uno standard nei motori di serie per diversi decenni. Non è un caso che, quando BMW decise di rilevare Glas, tra gli obiettivi principali ci fosse proprio l'accesso a questo brevetto.
Acquisizione
BMW, 1966
Le Gran Turismo firmate Frua e la sportiva V8
Nel 1963 Glas sorprende il pubblico del Salone di Francoforte svelando una coupé disegnata da Pietro Frua, la 1300 GT, seguita due anni dopo dalla più potente 1700 GT. Le scocche venivano realizzate in Italia dal carrozziere Maggiora di Moncalieri e poi spedite a Dingolfing per l'assemblaggio finale: un'eleganza tutta italiana su meccanica tedesca.
Il vertice della gamma arriva con la coupé V8, prodotta prima come Glas 2600 V8 e poi, dopo l'ingresso di BMW, come BMW-Glas 3000 V8. Il frontale, ancora disegnato da Frua, ricordava così da vicino la Maserati Quattroporte dello stesso designer che la stampa tedesca coniò per lei il soprannome Glaserati.
Innovazione tecnica
Prima cinghia dentata di distribuzione al mondo su auto di serie (1962)
L'acquisizione da parte di BMW e la fine del marchio
L'espansione della gamma, fino alla costosa coupé V8, mise a dura prova i conti di un'azienda che restava di dimensioni contenute rispetto ai grandi gruppi tedeschi. Nel 1966 BMW rileva Hans Glas GmbH, interessata sia allo stabilimento di Dingolfing sia ai brevetti tecnici del marchio, cinghia dentata in primis.
Nei mesi successivi i modelli Glas vengono progressivamente ribattezzati con il marchio BMW, fino alla chiusura definitiva della produzione a marchio Glas nel giugno 1969, quando l'ultima Goggomobil lascia la linea di montaggio. Lo stabilimento di Dingolfing, invece, non solo sopravvive ma diventa negli anni uno dei più importanti dell'intero gruppo BMW.