Un macellaio, un ingegnere tedesco e un'idea nata in Galles
La storia di Gilbern comincia con un incontro fuori dal comune: Giles Smith, macellaio della zona, e Bernard Friese, ingegnere tedesco con esperienza nella lavorazione della fibra di vetro, decisero di unire competenze molto diverse per costruire una vettura sportiva leggera. Il nome del marchio nacque proprio dalla fusione dei loro nomi, le prime lettere di Giles e Bernard, e la sede produttiva fu ricavata in un edificio legato a un'ex miniera di carbone nella Rhondda Valley.
La squadra che assemblava le vetture non superava le venti persone, in gran parte ex minatori riconvertiti alla lavorazione della fibra di vetro e alla meccanica, per una produzione annua che si aggirava tra le venti e le cinquanta unità.
Motori principali
4 cilindri BMC/Coventry Climax (GT); V6 Ford Essex 2,5-3,0 litri (Genie e Invader)
GT, Genie e Invader: l'evoluzione della gamma
Il primo modello, la GT, debuttò nel 1959 come coupé 2+2 in fibra di vetro, inizialmente disponibile con il piccolo motore Austin-Healey Sprite da 948 cc o con il quattro cilindri Coventry Climax da 1098 cc, per poi passare nel tempo ai propulsori British Motor Corporation da 1500 e 1600 cc e infine al 1800 cc di derivazione MGB.
Nel 1966 arrivò la Genie, un modello più grande e maturo, spinto dal V6 Ford Essex/Zephyr da 2,5 o 3,0 litri. Nel 1969 la Genie lasciò il posto alla Invader, evoluzione con telaio e sospensioni anteriori derivate dalla MGC nelle prime due serie, poi aggiornata nella MkIII con assali e sospensioni di derivazione Ford Cortina MkIII, che richiesero parafanghi allargati.
Anni di attività
1959-1973
Numeri di produzione e una rara versione station wagon
- Gilbern GT (1959-1967): circa 280 esemplari
- Gilbern Genie (1966-1969): 197 esemplari
- Gilbern Invader (1969-1973): 603 esemplari complessivi
Tra il 1971 e il 1972 venne realizzata anche una versione station wagon della Invader, in stile vagamente simile alla Reliant Scimitar GTE, prodotta in un numero limitato di esemplari. Sommando tutti i modelli, la produzione complessiva del marchio gallese si attesta poco sopra le mille unità.
La fine di un'avventura tutta gallese
Nel 1968 i due fondatori cedettero l'azienda ad Ace Capital Holdings per 100.000 sterline, nella speranza di arrivare a produrre un'auto al giorno, un obiettivo mai raggiunto. I cambiamenti fiscali del 1973, che estesero l'IVA anche alle vetture vendute in kit, eliminarono il vantaggio economico su cui si reggeva parte del modello di business di Gilbern, portando alla cessazione della produzione. La società fu dichiarata fallita nella primavera del 1974, chiudendo la breve ma intensa parentesi dell'unico costruttore d'auto gallese.
