Scheda modello

Oldtimer Ghia

Ghia è la storica carrozzeria torinese fondata nel 1916, celebre per aver disegnato la Volkswagen Karmann Ghia e per aver dato il nome, dal 1973, al più ricercato allestimento di lusso della gamma Ford europea.

Assistente Carzaa AIQuale Ghia fa per te?

Chiedi all'AI se la Ghia — nuova o usata — è la scelta giusta per budget, uso e allestimento.

Nessuna registrazione richiesta. Le risposte sono generate da un'intelligenza artificiale: sono indicative e possono contenere errori, verifica sempre con il concessionario. Scrivendo in chat accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy.

Perché sì

  • Carrozzeria interamente rifinita e levigata a mano, una cura artigianale rara per un'auto di grande diffusione
  • Meccanica Volkswagen semplice, robusta e affidabile, derivata direttamente dal Maggiolino
  • Buona reperibilità dei ricambi meccanici grazie alla parentela con Maggiolino e Tipo 3
  • Linee disegnate da Luigi Segre e Felice Mario Boano, ancora oggi un riferimento di stile italiano applicato a una base tedesca

Da valutare

  • Motorizzazioni tutt'altro che sportive: nelle prime serie appena 30 CV, saliti solo gradualmente fino a circa 54 CV
  • Abitacolo posteriore stretto, poco adatto all'uso quotidiano in quattro persone
  • Bagagliaio ridotto, limite comune alle derivate del Maggiolino
  • La versione Type 34, mai venduta negli Stati Uniti, è oggi più rara e meno diffusa sul mercato rispetto alla Type 14

In sintesi

Fondazione carrozzeria
1916, Torino
Fondatore
Giacinto Ghia
Periodo d'oro
1953-1963, sotto la guida di Luigi Segre
Creazione più iconica
Volkswagen Karmann Ghia (1955-1974)
Motorizzazioni Karmann Ghia
Boxer raffreddato ad aria, 1192-1600 cm3, 30-54 CV
Dimensioni Type 14 (1963)
4,14 m x 1,63 m x 1,33 m, passo 2,40 m
Esemplari prodotti in Germania
Oltre 443.000 tra coupé e cabriolet
Proprietà attuale
Ford Motor Company, dal 1970
Allestimento Ford "Ghia"
1973 - circa 2010

Poche sigle riescono a raccontare da sole un intero secolo di design automobilistico come Ghia. Nata a Torino nel 1916 come piccola carrozzeria specializzata in strutture leggere, l'azienda di Giacinto Ghia ha attraversato le vittorie della Mille Miglia, la distruzione bellica, il decennio d'oro degli anni Cinquanta e Sessanta firmato da Luigi Segre, fino all'acquisizione da parte di Ford nel 1970 e alla trasformazione del proprio nome in un celebre allestimento di lusso. Proprio questa capacità di attraversare epoche e ruoli diversi, restando sempre sinonimo di eleganza artigianale, rende le vetture che portano il nome Ghia, prima fra tutte la Volkswagen Karmann Ghia, autentiche protagoniste del mondo Oldtimer.

Le origini: da Giacinto Ghia alla carrozzeria di Torino

La storia di Ghia comincia nel 1916 a Torino, quando Giacinto Ghia fonda insieme al socio Gariglio una piccola carrozzeria specializzata in strutture leggere in alluminio. Il nome si afferma presto grazie all'Alfa Romeo 6C 1500 vestita da Ghia, vincitrice della Mille Miglia del 1929, e negli anni Trenta l'atelier lavora per Alfa Romeo, Fiat e Lancia, firmando tra l'altro la Fiat 508 Balilla Sport Coupé del 1933.

Il secondo conflitto mondiale segna una battuta d'arresto drammatica: nel 1943 un bombardamento alleato distrugge lo stabilimento torinese e l'anno seguente Giacinto Ghia muore per un attacco cardiaco mentre segue personalmente la ricostruzione della fabbrica. L'azienda passa quindi nelle mani di due suoi collaboratori, Giorgio Alberti e Felice Mario Boano, che ne raccolgono l'eredità stilistica.

Motorizzazioni Karmann Ghia

Boxer raffreddato ad aria, 1192-1600 cm3, 30-54 CV

L'era Segre: il decennio d'oro del design italiano

Quando Boano lascia la società nel 1953, la guida passa a Luigi Segre e per Ghia inizia un decennio, fino al 1963, in cui le più importanti case automobilistiche del mondo bussano alla porta della carrozzeria torinese. In questi anni Ghia disegna e realizza serie speciali per Chrysler, tra cui le limousine Imperial Crown, la coupé Ghia L6.4 e la Ghia 450 SS di metà anni Sessanta. Nello stesso periodo firma anche la Volvo P1800 e il concept Lincoln Futura per Ford, dimostrando una capacità unica di adattare lo stile italiano al gusto dei costruttori americani e scandinavi.

Sono gli anni in cui nell'atelier torinese lavorano designer che scriveranno la storia del disegno automobilistico, come Giovanni Savonuzzi e, più avanti, un giovanissimo Giorgetto Giugiaro, attivo in Ghia tra il 1965 e il 1967.

Fondazione carrozzeria

1916, Torino

La Karmann Ghia: la creazione che ha reso immortale il nome

Se c'è un'auto che ha portato il nome Ghia fuori dai circoli degli appassionati di design, questa è la Volkswagen Karmann Ghia. Nata da un'idea del carrozziere tedesco Wilhelm Karmann, che nel 1953 chiese a Ghia di disegnare una coupé sportiva sul pianale del Maggiolino, la vettura viene presentata al Salone di Francoforte del 1955 con le linee firmate da Luigi Segre e Felice Mario Boano.

La carrozzeria, rifinita e levigata a mano, nasconde una meccanica Volkswagen semplice e robusta: motore boxer raffreddato ad aria, montato in posizione posteriore, con cilindrata che nel corso della produzione cresce da 1192 a 1600 cm3 e potenza che passa dai 30 CV iniziali fino a circa 54 CV delle ultime serie. Alla versione Type 14, coupé e dal 1957 anche cabriolet, si affianca dal 1961 la Type 34, una berlinetta più grande costruita sul pianale della Tipo 3.

La produzione tedesca si chiude nel gennaio 1974 con oltre 443.000 esemplari realizzati tra coupé e cabriolet, cui si aggiungono le versioni assemblate in Brasile fino al 1975.

Periodo d'oro

1953-1963, sotto la guida di Luigi Segre

Il badge Ghia: quando il nome diventa un allestimento Ford

Nel 1970 Ford acquisisce la maggioranza della Carrozzeria Ghia e da quel momento il marchio torinese smette gradualmente di essere un semplice atelier di design: dal 1973 "Ghia" diventa la sigla che Ford riserva agli allestimenti più ricchi della propria gamma europea. La Granada Ghia, proposta dall'aprile 1974, diventa la versione più prestigiosa e costosa della grande berlina Ford, mentre negli anni successivi il badge compare su Escort, Cortina, Capri, Sierra, Orion, Scorpio e Mondeo.

Il caso più longevo è quello della Fiesta, che monta l'allestimento Ghia ininterrottamente dal febbraio 1977 al novembre 2008, un record fra tutti i modelli Ford. Il nome viene progressivamente ritirato a partire dal 2010, sostituito dalla denominazione Titanium, mentre lo studio di Torino, ridimensionato negli anni Duemila, sopravvive più come riferimento stilistico che come vero centro stile fisico.

Creazione più iconica

Volkswagen Karmann Ghia (1955-1974)

Perché una Ghia è oggi una vera Oldtimer da collezione

Nel panorama delle Oldtimer, le vetture legate al nome Ghia occupano una posizione particolare: uniscono l'artigianalità di una carrozzeria italiana storica alla affidabilità di una meccanica di grande serie, il che le rende accessibili anche a chi si avvicina per la prima volta al collezionismo. La Karmann Ghia, in particolare, resta la più ricercata: la buona reperibilità dei ricambi meccanici, ereditati dal Maggiolino e dalla Tipo 3, semplifica la manutenzione rispetto ad altre coupé d'epoca dalla meccanica più esotica, mentre le linee disegnate a Torino continuano a essere studiate come un caso di scuola di design automobilistico.

  • Meccanica semplice e diffusa, facile da mantenere in efficienza
  • Carrozzeria artigianale con una storia di design riconosciuta a livello internazionale
  • Community di appassionati e registri di modello attivi anche in Italia

Le generazioni della Ghia

  • 1916-1944 - Le origini a Torino — Fondazione della carrozzeria da parte di Giacinto Ghia, specializzata in carrozzerie leggere in alluminio; il periodo si chiude con la distruzione bellica dello stabilimento nel 1943 e la morte del fondatore nel 1944.
  • 1953-1963 - L'era Segre — Sotto la guida di Luigi Segre, Ghia vive il suo decennio più prolifico, disegnando serie speciali per Chrysler, la Volvo P1800, il concept Lincoln Futura e, nel 1955, la Volkswagen Karmann Ghia.
  • 1963-1970 - Giugiaro e il passaggio a De Tomaso — Un giovane Giorgetto Giugiaro lavora in Ghia tra il 1965 e il 1967; nel 1967 l'imprenditore Alejandro De Tomaso rileva la società, che fatica però a restare economicamente indipendente.
  • Dal 1970 - L'era Ford — Ford acquisisce la maggioranza di Ghia nel 1970 e dal 1973 ne trasforma il nome in un allestimento di punta per i propri modelli europei, uso mantenuto fino al 2010 circa, mentre lo studio di design torinese viene progressivamente ridimensionato.

Domande frequenti sulla Ghia

Ghia è un costruttore di automobili o una carrozzeria?

Ghia nasce nel 1916 a Torino come carrozzeria e atelier di design, non come casa costruttrice: il suo mestiere era disegnare e realizzare carrozzerie speciali per conto di altri marchi, dall'Alfa Romeo alla Chrysler, fino a Volkswagen e Ford.

Che rapporto c'è tra Ghia e la Volkswagen Karmann Ghia?

La Karmann Ghia nasce dalla collaborazione fra il carrozziere tedesco Karmann, che si occupava della costruzione, e Ghia, che ne firmò il disegno attraverso Luigi Segre e Felice Mario Boano. Il nome del modello unisce infatti i due partner del progetto.

Perché molte Ford tra gli anni '70 e il 2010 si chiamavano Ghia?

Dal 1970 Ford acquisì la Carrozzeria Ghia e dal 1973 iniziò a usarne il nome come sigla per gli allestimenti di punta dei propri modelli europei, da Fiesta a Granada fino a Mondeo, una consuetudine mantenuta fino al 2010 circa, quando fu sostituita dalla denominazione Titanium.

Ghia esiste ancora oggi come azienda?

Non più come carrozzeria indipendente: dopo l'acquisizione Ford del 1970, lo storico studio di Torino è stato progressivamente ridimensionato e oggi il nome Ghia sopravvive soprattutto come riferimento stilistico all'interno del gruppo Ford, più che come centro di produzione attivo.

Quali sono le auto Ghia più ricercate dai collezionisti?

Tra le creazioni più celebrate figurano la Volkswagen Karmann Ghia, la Volvo P1800, le serie speciali realizzate per Chrysler come la Ghia L6.4 e la Ghia 450 SS, oltre al concept Lincoln Futura per Ford: modelli che testimoniano la varietà di collaborazioni internazionali della carrozzeria torinese.

Fonti

Ghia verificate

Vedi gli annunci Ghia

Su Carzaa pubblicano solo concessionari professionali verificati. Confronta Ghia nuove e usate e richiedi il report Carfax sui dealer premium.