Scheda modello

Oldtimer Fuldamobil

Il Fuldamobil è una microcar tedesca prodotta tra il 1950 e il 1969, nata da un'idea del giornalista Norbert Stevenson e diventata un'icona del collezionismo grazie alla configurazione originale a tre ruote e a un'innovazione tecnica dello sterzo poi diventata standard di sicurezza.

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Perché sì

  • Consumi e costi di esercizio molto contenuti, tipici di una microcar pensata per la mobilità urbana del dopoguerra
  • Introduce per prima al mondo l'angolo di incidenza (scrub radius) negativo, un'innovazione dello sterzo diventata poi uno standard di sicurezza
  • Abitacolo chiuso con sedili pieghevoli trasformabili in cuccetta, una soluzione insolita per la categoria
  • Peso contenuto (circa 320 kg nella versione in vetroresina) che favorisce agilità e maneggevolezza
  • Progetto esportato su licenza in diversi continenti, segno di una soluzione tecnica apprezzata oltre i confini tedeschi

Da valutare

  • Prestazioni modeste, con velocità massima intorno agli 80 km/h e motori di piccola cilindrata
  • La configurazione originale a tre ruote penalizza la stabilità rispetto alle utilitarie a quattro ruote coeve
  • I materiali delle prime serie, come legno, compensato e pelle sintetica, sono poco durevoli e soggetti a deterioramento
  • Numeri di produzione limitati, che oggi rendono gli esemplari originali rari e complessi da reperire e restaurare
  • Minore notorietà rispetto a concorrenti come Isetta o Messerschmitt, con conseguente scarsità di ricambi e documentazione

In sintesi

Segmento
Microcar
Carrozzeria
Coupé a tre o quattro ruote
Anni di produzione
1950 - 1969
Case produttrici
Elektromaschinenbau Fulda GmbH e Nordwestdeutscher Fahrzeugbau (NWF)
Paese di origine
Germania
Motore
Monocilindrico a due tempi, raffreddato ad aria
Cilindrata
191 - 360 cm³
Velocità massima
Circa 80 km/h (versione S del 1955)
Peso a vuoto
Circa 320 kg (versione in vetroresina)
Esemplari prodotti
Circa 2.900 unità complessive

Nel primo dopoguerra la Germania ha bisogno di mezzi di trasporto economici e alla portata di tutti: in questo contesto nasce a Fulda, in Assia, il progetto di una piccola vettura chiusa, capace di offrire più protezione di uno scooter e più economia di un'automobile tradizionale. L'idea è di Norbert Stevenson, giornalista freelance con qualche nozione di ingegneria meccanica, che disegna una carrozzeria compatta montata su tre ruote, con le due anteriori sterzanti e un piccolo motore posteriore a muovere quella posteriore. Il progetto viene realizzato dalla Elektromaschinenbau Fulda GmbH e, su licenza, dalla Nordwestdeutscher Fahrzeugbau di Wilhelmshaven, dando vita a una delle utilitarie minime più longeve del dopoguerra tedesco, rimasta in produzione fino al 1969.

Le origini: un'idea nata da un giornalista

Il progetto del Fuldamobil non nasce in un ufficio tecnico ma dalla penna, e dalla curiosità meccanica, di Norbert Stevenson, giornalista freelance che aveva collaborato con testate come la Rhein-Zeitung. La sua idea era semplice: una vettura chiusa, leggera ed economica, con due ruote anteriori sterzanti per garantire stabilità e un piccolo motore posteriore a muovere l'unica ruota motrice dietro. Il concetto viene sviluppato industrialmente dalla Elektromaschinenbau Fulda GmbH, con sede nella città di Fulda che dà il nome al progetto, e in seguito prodotto su licenza anche dalla Nordwestdeutscher Fahrzeugbau di Wilhelmshaven.

Velocità massima

Circa 80 km/h (versione S del 1955)

Dalle tre alle quattro ruote: l'evoluzione delle serie

Nel corso di quasi vent'anni di produzione il Fuldamobil attraversa diverse serie, ciascuna con piccole ma significative evoluzioni tecniche e stilistiche.

  • Type N (1951-1955): la prima serie di serie, a tre ruote, con struttura in legno e compensato e successivamente carrozzeria in alluminio.
  • Type S (1953-1955): linea arrotondata e ancora configurazione a tre ruote.
  • S-4 (1955-1956): passaggio storico alla configurazione a quattro ruote.
  • S-6 (1956-1957): evoluzione diretta della S-4, con affinamenti meccanici.
  • S-7 (1957-1969): la serie più longeva e prodotta, con carrozzeria in vetroresina e la maggiore diffusione internazionale.

Anni di produzione

1950 - 1969

Motori e prestazioni di una vera microcar

Il cuore meccanico del Fuldamobil è sempre stato un monocilindrico a due tempi raffreddato ad aria, montato in posizione centrale posteriore e abbinato a un cambio manuale, inizialmente a tre e poi a quattro rapporti. Nel corso degli anni la vettura ha utilizzato propulsori di diversi fornitori, tra cui Baker & Pölling, Fichtel & Sachs, ILO-Motorenwerke e, nelle ultime serie, Heinkel, con cilindrate comprese tra 191 e 360 cm³. Le prestazioni restano coerenti con la missione del mezzo: una velocità massima di circa 80 km/h, sufficiente per la mobilità urbana ma lontana dagli standard delle utilitarie tradizionali.

Un successo esportato in tutto il mondo

Nonostante i volumi di produzione contenuti, il progetto tedesco riscuote un interesse tale da essere costruito su licenza in diversi paesi, spesso con nomi locali diversi.

  • Nobel, prodotto nel Regno Unito, in Cile e in Turchia.
  • Bambi, in Argentina.
  • Bambino, nei Paesi Bassi.
  • Fram King, in Svezia.
  • Attica, in Grecia.
  • Hans Vahaar, in India.

Una diffusione su quattro continenti che testimonia quanto l'idea originaria di Stevenson fosse adattabile a contesti e mercati molto diversi tra loro.

Il Fuldamobil oggi, tra collezionismo e curiosità tecniche

Al di là della sua storia commerciale, il Fuldamobil occupa un posto particolare nella storia dell'ingegneria automobilistica: è infatti riconosciuto come la prima vettura al mondo a montare un angolo di incidenza dello sterzo (scrub radius) negativo, soluzione poi adottata come standard di sicurezza sulle automobili moderne. Nella sua configurazione finale, con carrozzeria in vetroresina e forme arrotondate, ha inoltre contribuito a ispirare il termine informale di bubble car, usato per descrivere le microcar dal profilo tondeggiante nate nel dopoguerra europeo. Oggi, con appena circa 2.900 esemplari prodotti complessivamente, il Fuldamobil è un veicolo raro e ricercato nel mondo del collezionismo Oldtimer, apprezzato più per il suo valore storico e tecnico che per le prestazioni.

Le generazioni della Fuldamobil

18anni di storia

1951—19554 anni

Type N

Prima serie prodotta su larga scala, a tre ruote, con struttura in legno e compensato e successiva carrozzeria in alluminio; motorizzata inizialmente con propulsori Baker & Pölling e poi Fichtel & Sachs.

1953—19552 anni

Type S

Evoluzione stilistica con carrozzeria dalle forme più arrotondate, ancora su tre ruote, con motori ILO e Fichtel & Sachs tra 200 e 360 cm³.

1955—19561 anno

S-4

Prima serie a quattro ruote, con motore Fichtel & Sachs da 191 cm³, un passaggio tecnico importante rispetto ai modelli a tre ruote.

1956—19571 anno

S-6

Affinamento della S-4, mantiene la configurazione a quattro ruote e la stessa base motoristica.

1957—196912 anni

S-7

Ultima e più longeva serie, con carrozzeria interamente in vetroresina, motori Fichtel & Sachs e poi Heinkel da 198 cm³; è la versione più diffusa e conosciuta del modello.

Domande frequenti sulla Fuldamobil

Quante ruote aveva il Fuldamobil?

Le prime versioni, Type N e Type S, avevano tre ruote con le due anteriori sterzanti e quella posteriore motrice. Dal 1955, con l'arrivo della S-4, il Fuldamobil passò alla configurazione classica a quattro ruote.

Chi produceva il Fuldamobil?

Il progetto era realizzato dalla Elektromaschinenbau Fulda GmbH di Fulda e, su licenza, dalla Nordwestdeutscher Fahrzeugbau (NWF) di Wilhelmshaven.

Che motore montava il Fuldamobil?

Un monocilindrico a due tempi raffreddato ad aria, fornito nel tempo da produttori come Fichtel & Sachs, ILO, Baker & Pölling e Heinkel, con cilindrate comprese tra 191 e 360 cm³.

Quanti esemplari di Fuldamobil sono stati costruiti?

Complessivamente, tra il 1950 e il 1969, ne furono prodotti circa 2.900 esemplari in Germania, considerando tutte le serie.

Perché il Fuldamobil è considerato importante nella storia dell'auto?

Perché è riconosciuto come la prima vettura al mondo a montare un angolo di incidenza dello sterzo negativo, un'innovazione tecnica poi diventata uno standard di sicurezza nelle automobili moderne.

Il Fuldamobil fu prodotto anche fuori dalla Germania?

Sì, il progetto fu costruito su licenza in diversi paesi con nomi locali differenti: Nobel nel Regno Unito, in Cile e in Turchia, Bambi in Argentina, Bambino nei Paesi Bassi, Fram King in Svezia, Attica in Grecia e Hans Vahaar in India.

Fonti

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