Scheda modello

Oldtimer EMW

EMW, acronimo di Eisenacher Motorenwerk, è il marchio che tra il 1952 e il 1956 continuò a Eisenach, in Germania Est, la produzione delle vetture BMW prebelliche, prima di lasciare il posto al marchio Wartburg.

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Perché sì

  • Eredità meccanica diretta della BMW prebellica, con soluzioni tecniche già collaudate e apprezzate
  • Costruzione curata nei dettagli nonostante le difficili condizioni industriali del dopoguerra tedesco
  • Gamma di carrozzeria ampia sullo stesso pianale: berlina, coupé, cabriolet e station wagon
  • Rarità che rende oggi gli esemplari superstiti pezzi ambiti dai collezionisti di auto storiche

Da valutare

  • Gamma tecnicamente ferma ai progetti BMW anteguerra, con sviluppo limitato negli anni EMW
  • L'ultimo modello, la 309, adottava un piccolo motore a due tempi, un evidente ridimensionamento rispetto ai sei cilindri delle 340 e 327
  • Produzione complessiva molto contenuta, che oggi si traduce in scarsissima reperibilità di ricambi
  • Identità di marchio segnata e complicata dalla causa legale con BMW che ne impose il cambio di nome

In sintesi

Paese
Germania (Germania Est)
Stabilimento
Eisenach, Turingia
Anni di attività del marchio EMW
1952-1956
Origine
Ex stabilimento BMW, attivo dal 1945 sotto controllo sovietico
Modelli principali
EMW 340, EMW 327, EMW 309
Carrozzerie
Berlina, coupé, cabriolet, station wagon
Motori
6 cilindri in linea 2.0 litri; 3 cilindri 2 tempi 0.9 litri
Erede del marchio
VEB Automobilwerk Eisenach, poi Wartburg

Nella Eisenach occupata dalle truppe sovietiche al termine della Seconda guerra mondiale, lo storico stabilimento BMW riprese a costruire automobili quasi come se nulla fosse cambiato: stessi progetti, stessa sigla, stesso logo blu e bianco. Ma la geografia politica della Guerra Fredda e una causa legale intentata dalla BMW di Monaco costrinsero la fabbrica a reinventarsi con un nuovo nome, EMW, e un nuovo colore, il rosso. Nacque così, quasi per necessità, uno dei capitoli più singolari e meno noti della storia dell'automobile tedesca: una casa che per pochi anni tenne in vita la tecnica bavarese anteguerra dietro la Cortina di Ferro, prima di confluire nel marchio Wartburg.

Dalle rovine di Eisenach nasce una nuova sigla

Lo stabilimento BMW di Eisenach, in Turingia, finì nell'aprile 1945 sotto occupazione americana per poi passare, con gli accordi di Potsdam, sotto controllo sovietico. Anziché smantellare la fabbrica come riparazione di guerra, le autorità sovietiche autorizzarono la ripresa della produzione: operai e tecnici rimisero in moto le linee di montaggio riutilizzando i progetti prebellici, a partire dalla berlina BMW 321.

Per alcuni anni le vetture costruite a Eisenach continuarono a portare il nome e il celebre logo blu e bianco BMW, pur essendo realizzate in un contesto industriale e politico ormai completamente separato dalla casa madre di Monaco, rimasta nella Germania Ovest.

Motori

6 cilindri in linea 2.0 litri; 3 cilindri 2 tempi 0.9 litri

La causa con BMW e la nascita del marchio EMW

La convivenza di due fabbriche che si contendevano lo stesso nome e lo stesso marchio non poteva durare a lungo. La BMW di Monaco avviò un'azione legale contro lo stabilimento di Eisenach, che nel 1952 fu costretto a rinunciare sia al nome BMW sia al logo storico. Nacque così EMW, Eisenacher Motorenwerk, con un nuovo emblema che riprendeva la stessa geometria circolare del marchio bavarese ma sostituiva il blu con il rosso, colore che richiamava simbolicamente la Germania socialista.

Al di là del nome e della livrea, le vetture EMW restarono per lungo tempo tecnicamente identiche alle omologhe BMW da cui derivavano, segno di quanto la rottura fosse più commerciale e politica che ingegneristica.

Anni di attività del marchio EMW

1952-1956

La gamma: dalla berlina 340 alla piccola 309

Il modello più diffuso fu la EMW 340, berlina a quattro porte con motore sei cilindri in linea da 1.971 cc derivata dalla BMW 326, prodotta dal 1949 al 1955: oltre alla versione berlina, la 340 fu declinata anche in station wagon e in allestimenti speciali per polizia, forze armate e servizio sanitario.

Accanto alla berlina sopravvisse, quasi immutata rispetto all'ammirata BMW 327 prebellica, la EMW 327: una coupé e una cabriolet due porte con lo stesso sei cilindri da 1.971 cc, erogante circa 55 CV, prodotte in serie molto limitate tra il 1952 e il 1955.

Il capitolo finale della casa di Eisenach fu invece la EMW 309, presentata nel 1955: una vettura di impostazione completamente diversa, derivata dalla IFA F9 e mossa da un piccolo motore a tre cilindri a due tempi da circa 900 cc, disponibile in versione berlina, familiare e cabriolimousine.

Origine

Ex stabilimento BMW, attivo dal 1945 sotto controllo sovietico

Un'apparizione in Formula 1

Nel 1953 EMW tentò anche l'avventura sportiva iscrivendosi come costruttore al Campionato del Mondo di Formula 1, presentandosi però a una sola gara, il Gran Premio di Germania. Al volante c'era Edgar Barth, che fu costretto al ritiro dopo dodici giri a causa di un problema all'impianto di scarico, chiudendo così, nello stesso anno in cui era iniziata, la breve storia agonistica del marchio ai vertici del motorsport.

La fine di EMW e l'eredità Wartburg

A metà degli anni Cinquanta lo stabilimento di Eisenach cambiò ancora identità: la produzione automobilistica passò sotto la sigla statale VEB Automobilwerk Eisenach, mentre il marchio commerciale delle vetture divenne Wartburg, nome che avrebbe accompagnato la produzione della fabbrica per i successivi decenni della Germania Est. La sigla EMW, dopo appena quattro anni di vita ufficiale, uscì così di scena, lasciando in eredità una manciata di modelli oggi rarissimi e ricercati dagli appassionati di auto storiche.

Le generazioni della EMW

7anni di storia

1949—19556 anni

EMW 340

Berlina quattro porte con motore sei cilindri in linea da 1.971 cc, derivata dalla BMW 326. Disponibile anche in versione station wagon e in allestimenti speciali per polizia, esercito e servizio sanitario.

1952—19553 anni

EMW 327

Coupé e cabriolet due porte, continuazione quasi invariata della pre-bellica BMW 327, con lo stesso sei cilindri da 1.971 cc e circa 55 CV. Prodotta in numeri molto limitati.

1955—19561 anno

EMW 309

Ultimo modello del marchio, derivato dalla IFA F9, con motore tre cilindri a due tempi da circa 900 cc. Disponibile come berlina, familiare e cabriolimousine, segnò il passaggio verso il futuro marchio Wartburg.

Domande frequenti sulla EMW

Perché il marchio si chiama EMW e non BMW?

Perché nel 1952 la BMW di Monaco vinse una causa legale contro lo stabilimento di Eisenach, che si trovava in Germania Est e continuava a costruire vetture con il nome e il logo BMW. Da quel momento la fabbrica dovette adottare la nuova sigla EMW, Eisenacher Motorenwerk, e un logo rosso al posto di quello blu.

Che fine ha fatto la EMW?

Il marchio EMW ebbe vita breve, dal 1952 al 1956. Lo stabilimento di Eisenach passò poi sotto la sigla statale VEB Automobilwerk Eisenach e le vetture prodotte da quel momento presero il nome di Wartburg.

Quali erano i modelli principali prodotti da EMW?

I modelli più noti furono la berlina EMW 340, la coupé e cabriolet EMW 327, entrambe derivate da progetti BMW prebellici con motore sei cilindri, e infine la EMW 309, ultima nata del marchio con un più piccolo motore a due tempi.

La EMW ha mai corso in Formula 1?

Sì, ma una sola volta: nel 1953 EMW si iscrisse come costruttore al Gran Premio di Germania con il pilota Edgar Barth, ritiratosi dopo dodici giri per un problema allo scarico.

Perché le auto EMW sono così rare oggi?

Perché la produzione complessiva fu molto contenuta, in particolare per i modelli coupé e cabriolet EMW 327, realizzati in poche centinaia di esemplari. A questo si aggiungono la vita breve del marchio e le difficoltà di conservazione di vetture costruite oltre settant'anni fa nella Germania Est.

Fonti

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