La nascita di Elva e la filosofia di Frank Nichols
Frank Nichols, reduce dalla Seconda guerra mondiale e titolare di un'officina di riparazioni a Londra, decise di mettere a frutto la propria passione meccanica costruendo vetture da corsa economiche ma competitive. Fondò Elva nel 1955, scegliendo un nome che fosse insieme evocativo e semplice da pronunciare in più lingue.
Le prime vetture, le serie Mk I-III realizzate tra il 1954 e il 1958, nacquero da un progetto derivato da un'altra piccola vettura costruita nella vicina Hastings. Montavano un motore Ford da 1.172 cc con testata speciale, poi sostituito dal più performante Coventry-Climax FWA da 1.098 cc, e vennero prodotte in circa 25 esemplari.
Anno di fondazione
1955
Le vetture da corsa: dai telai a scala al motore centrale
Con le serie Mk IV e V, tra il 1958 e il 1960, Elva introdusse il primo telaio tubolare a traliccio e una sospensione posteriore indipendente, ottenendo numerosi successi in gare di durata negli Stati Uniti, tra cui la 12 Ore di Sebring.
- La Mk6, del 1961, fu la prima vettura Elva di serie a motore centrale-posteriore, equipaggiata con il Coventry-Climax FWB da 1.460 cc.
- Le Mk7 e Mk8, prodotte fino al 1966, adottarono propulsori diversi, dal Lotus Twin-Cam 1.600 cc al BMW 1,8 litri, fino all'Holbay-Ford.
- Circa quindici esemplari furono realizzati con motore Porsche a quattro camme in testa da 1.700 cc, capace di 183 CV a 7.800 giri e di una velocità massima intorno ai 260 km/h.
Nel 1964 nacque anche la GT160, coupé sperimentale con motore BMW da due litri e carrozzeria disegnata dalla torinese Fissore, di cui vennero realizzati solamente tre esemplari.
Anno di cessazione attività
1968
Elva Courier: l'unica vera vettura stradale
Presentata nel 1958, la Courier fu il tentativo più concreto di Elva di raggiungere un pubblico più ampio rispetto ai soli appassionati di corse. Realizzata in vetroresina su un telaio a scala, montava inizialmente il quattro cilindri MGA da 1.489 cc, mentre le versioni successive adottarono motori MG-B da 1,8 litri, Ford Cortina GT e, nella variante T-Type, il Lotus Twin-Cam.
Il successo commerciale della Courier, apprezzata soprattutto negli Stati Uniti, portò nel 1962 alla cessione dei diritti di produzione a Trojan, che ne trasferì la costruzione a Croydon, nel Surrey. La produzione proseguì, con ulteriori passaggi di gestione, fino al 1968.
Il legame con McLaren e la chiusura
Nel 1965 la giovane McLaren, allora agli esordi come costruttore, si affidò a Elva per realizzare una piccola serie di vetture biposto da competizione. Questa collaborazione, per quanto breve, avrebbe lasciato un segno duraturo: decenni più tardi McLaren avrebbe dedicato a Elva il nome della propria hypercar più radicale, la McLaren Elva.
Nonostante i risultati sportivi, la casa inglese non riuscì mai a consolidare una solidità finanziaria stabile. Tra problemi di distribuzione, cambi di proprietà e il trasferimento della produzione tra diverse sedi nel Sussex e nel Surrey, Elva cessò definitivamente l'attività nel 1968.
