Scheda modello

Oldtimer Duesenberg

Duesenberg è stata una casa automobilistica statunitense attiva tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, celebre per aver costruito le vetture più veloci, potenti e lussuose d'America. Oggi ogni esemplare superstite è un Oldtimer ambito da collezionisti e musei di tutto il mondo.

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Perché sì

  • Ingegneria all'avanguardia per l'epoca, con freni idraulici e motori otto cilindri a doppio albero a camme in testa
  • Prestazioni fuori scala rispetto a qualsiasi concorrente coevo, soprattutto nelle versioni sovralimentate
  • Rarità estrema: pochi esemplari costruiti, quasi tutti censiti e tracciabili
  • Carrozzerie artigianali uniche, realizzate su misura dai migliori coachbuilder dell'epoca
  • Valore storico e collezionistico tra i più alti al mondo nel settore delle auto d'epoca

Da valutare

  • Numero di esemplari sopravvissuti molto limitato, con conseguente difficoltà di reperimento sul mercato
  • Costi di acquisto e manutenzione proibitivi, riservati a collezionisti e investitori di alto livello
  • Ricambi originali praticamente introvabili, spesso da ricostruire su specifica artigianale
  • Meccanica complessa per gli standard dell'epoca, che richiede manutenzione specialistica

In sintesi

Paese d'origine
Stati Uniti
Fondazione azienda
1913 (come Duesenberg Motor Company)
Sede della produzione auto
Indianapolis, Indiana
Anni di produzione vetture
1921-1937
Modelli principali
Model A, Model X, Model J, Model SJ, SSJ
Motore
Otto cilindri in linea, doppio albero a camme in testa
Potenza massima
Fino a 320 CV (SJ sovralimentata), 400 CV (SSJ)
Velocità massima
Fino a circa 209 km/h (SJ)
Esemplari Model J/SJ prodotti
481 (445 Model J, 36 Model SJ)

Tutto comincia con due fratelli di origini tedesche, Fred e August Duesenberg, emigrati negli Stati Uniti e affascinati fin da giovani dalla meccanica e dalla velocità. Dopo anni passati a costruire motori e vetture sperimentali con marchi propri, nel 1913 danno vita alla Duesenberg Motor Company, ma è solo nel 1921, trasferita l'attività a Indianapolis, che nasce la casa automobilistica vera e propria destinata a entrare nella leggenda. Il loro obiettivo non è produrre auto per tutti, ma costruire le vetture più avanzate e prestazionali del loro tempo, capaci di competere in pista quanto sulle strade dei ricchi e famosi. In pochi anni il nome Duesenberg diventa sinonimo di eccellenza ingegneristica e di lusso assoluto, prima di spegnersi improvvisamente alla fine degli anni Trenta, lasciando dietro di sé pochissimi esemplari oggi custoditi come vere e proprie opere d'arte meccanica.

Dalle officine dei fratelli Duesenberg alla vittoria in Francia

Fred e August Duesenberg non erano ingegneri di formazione accademica, ma autodidatti con una passione smisurata per i motori. Prima ancora di fondare una vera casa automobilistica, i due fratelli avevano già costruito propulsori e vetture da competizione capaci di lasciare il segno. La svolta arriva nel 1921, quando una loro vettura diventa la prima automobile americana a vincere il Gran Premio di Francia, guidata da Jimmy Murphy. È un risultato clamoroso, che proietta il nome Duesenberg tra i grandi protagonisti dell'automobilismo mondiale.

Negli anni successivi le vetture Duesenberg trionfano ripetutamente alla 500 Miglia di Indianapolis, con affermazioni negli anni Venti che consolidano la fama del marchio come sinonimo di velocità e affidabilità meccanica, doti rare per l'epoca.

Potenza massima

Fino a 320 CV (SJ sovralimentata), 400 CV (SSJ)

Il Model J: la vettura più lussuosa e potente d'America

Presentato a New York nel 1928, il Model J segna il punto più alto della produzione Duesenberg. Sotto il cofano monta un otto cilindri in linea da 6,9 litri con doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro, capace di erogare circa 265 cavalli, una cifra impensabile per una vettura stradale di quegli anni. Il telaio veniva venduto a parte, e ogni cliente sceglieva la carrozzeria da affidare ai migliori artigiani del tempo, tra cui Murphy, Derham, LeBaron e Rollston.

Il risultato erano vetture su misura, mai identiche tra loro, capaci di superare i 180 km/h di velocità massima. Tra i proprietari di un Model J figuravano star di Hollywood come Greta Garbo, Clark Gable e Gary Cooper, oltre a nobili europei e magnati dell'epoca, a conferma dello status di vettura simbolo del lusso.

Velocità massima

Fino a circa 209 km/h (SJ)

SJ e SSJ: quando la sovralimentazione cambia le regole del gioco

Nel 1932 arriva la versione SJ, equipaggiata con un compressore volumetrico che porta la potenza fino a circa 320 cavalli e la velocità massima oltre i 200 km/h, prestazioni da record assoluto per l'epoca. Solo 36 esemplari di SJ vennero completati, rendendola ancora oggi una delle Duesenberg più ricercate dai collezionisti.

Al vertice assoluto della gamma si colloca la SSJ, realizzata su passo accorciato in soli due esemplari, destinati agli attori Gary Cooper e Clark Gable. Con una potenza stimata attorno ai 400 cavalli, la SSJ rappresenta ancora oggi una delle Duesenberg più rare e preziose mai costruite.

Fondazione azienda

1913 (come Duesenberg Motor Company)

La fine di un'epoca e la nascita del mito

Nel 1926 l'imprenditore Errett Lobban Cord rileva la Duesenberg, dando il via alla stagione più prestigiosa del marchio. La Grande Depressione, però, colpisce duramente il mercato delle vetture di lusso, e nel 1937 il crollo del gruppo Cord porta alla chiusura definitiva della produzione. Negli anni seguenti si sono susseguiti diversi tentativi di far rinascere il nome Duesenberg, nessuno dei quali è però riuscito a restituire al marchio la stessa rilevanza storica.

Proprio per la sua rarità e per il ruolo di pioniera dell'ingegneria automobilistica, ogni Duesenberg sopravvissuta è oggi considerata un Oldtimer di riferimento assoluto, protagonista dei concorsi d'eleganza più prestigiosi al mondo, da Pebble Beach in poi.

Le generazioni della Duesenberg

16anni di storia

1921—19276 anni

Model A

Prima vettura stradale del marchio, dotata di un otto cilindri in linea e dei primi freni idraulici su tutte le ruote montati su un'automobile di serie. Ne furono venduti circa 650 esemplari.

1926—19271 anno

Model X

Variante sportiva e più potente del Model A, costruita in appena tredici esemplari, di cui solo cinque risultano sopravvissuti fino a oggi.

1928—19379 anni

Model J

Il modello simbolo della casa, con motore otto cilindri da 6,9 litri e circa 265 cavalli, carrozzerie artigianali su misura e una clientela composta da star del cinema e nobiltà europea.

1932—19375 anni

Model SJ

Versione sovralimentata del Model J, con potenza portata a circa 320 cavalli e velocità massima superiore ai 200 km/h. Ne furono costruiti 36 esemplari.

Domande frequenti sulla Duesenberg

Quante Duesenberg Model J sono state prodotte?

Complessivamente furono realizzati 481 esemplari tra Model J e Model SJ (445 Model J e 36 SJ), a cui si aggiunge la rarissima SSJ costruita in soli due esemplari.

Perché la Duesenberg viene considerata la Rolls-Royce d'America?

Perché negli anni Venti e Trenta univa un livello di ingegneria all'avanguardia, prestazioni superiori a qualunque concorrente e carrozzerie artigianali su misura, rivolgendosi a una clientela di altissimo profilo tra star del cinema e nobiltà europea.

Cosa rendeva innovativo il motore Duesenberg?

Il propulsore otto cilindri in linea con doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro era una soluzione tecnica avanzatissima per l'epoca, capace di garantire potenze e velocità massime molto superiori alla media del mercato automobilistico statunitense.

Perché la Duesenberg ha chiuso i battenti?

La crisi economica seguita alla Grande Depressione colpì duramente il mercato delle auto di lusso, e nel 1937 il fallimento del gruppo Cord, proprietario del marchio dal 1926, portò alla cessazione definitiva della produzione.

È possibile ancora trovare una Duesenberg in vendita oggi?

Gli esemplari sopravvissuti sono pochissimi e in gran parte già custoditi in collezioni private o musei; quando compaiono sul mercato o alle aste, le quotazioni raggiungono cifre molto elevate proprio per l'estrema rarità del marchio.

Fonti

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