Dalle motociclette alle prime automobili
La storia di DKW comincia lontano dalle quattro ruote. Jorgen Skafte Rasmussen avvia a Zschopau una piccola produzione meccanica che, dopo il fallito esperimento del veicolo a vapore che dà il nome all'azienda, si converte ai motori a due tempi per motocicli e biciclette a motore. Il successo è tale che entro la fine degli anni Venti DKW diventa il maggiore produttore di motociclette al mondo.
Il passo verso l'automobile arriva nel 1928 con la Typ P, una vettura leggera spinta da un motore a due tempi. Pochi anni dopo, con la serie F, DKW introduce in Europa la trazione anteriore su vasta scala, una soluzione che resterà il tratto distintivo del marchio fino alla fine della sua storia.
Cilindrata
Da 584 a 1.175 cc a seconda del modello
L'ingresso in Auto Union e i quattro anelli
Il 29 giugno 1932 DKW confluisce, insieme ad Audi, Horch e Wanderer, nella neonata Auto Union AG, un'operazione voluta anche per fronteggiare le difficoltà economiche del periodo. Nasce così il celebre logo a quattro anelli intrecciati, dove ogni anello rappresenta uno dei marchi fondatori.
All'interno del gruppo, DKW viene destinata alla produzione di motociclette e di automobili di piccola cilindrata, mentre Wanderer copre la fascia media, Audi quella medio-alta e Horch il segmento di lusso. Entro la fine degli anni Trenta, una vettura tedesca su quattro porta già il marchio a quattro anelli.
Anni di produzione
1928 - 1966
I modelli che hanno fatto la storia del marchio
Nel periodo anteguerra la serie F, con le varianti F1, F2, F4, F5, F7 e F8, rappresenta il cuore della produzione DKW, con motori a due tempi tra 584 e 700 cc e complessivamente oltre 200.000 esemplari realizzati tra il 1931 e il 1942.
Nel dopoguerra il marchio rinasce con la Sonderklasse, nota anche come Auto Union 3=6 per il motore a tre cilindri e due tempi ritenuto equivalente, per fluidità, a un sei cilindri a quattro tempi. Da questa base derivano la sportiva Monza, protagonista di record di velocità a Monza nel 1956, e la berlina Auto Union 1000, vittoriosa in rally internazionali come il Safari e l'Acropoli.
Gli ultimi anni del marchio sono legati alla Junior e alla F102, quest'ultima prodotta fino al 1966 a Ingolstadt: sarà proprio la sua base tecnica, con motore aggiornato a quattro tempi, a dare origine alla prima Audi del dopoguerra.
Trazione anteriore e motori a due tempi: il DNA tecnico
Il filo conduttore dell'intera produzione DKW è la combinazione tra trazione anteriore e motore a due tempi, plurifrazionato in due o tre cilindri, con cilindrate comprese tra i 584 cc dei primi modelli anteguerra e i 1.175 cc dell'ultima F102. Si tratta di una scelta tecnica che privilegia leggerezza e semplicità costruttiva, garantendo consumi contenuti e una manutenzione relativamente accessibile per l'epoca.
- Motori a due tempi da 2 o 3 cilindri
- Trazione anteriore su tutta la gamma
- Potenze comprese tra circa 15 e 55 CV a seconda del modello e del periodo
Successi sportivi e la fine di un'epoca
DKW costruisce parte della propria reputazione anche in pista e nei rally: già negli anni Venti e Trenta colleziona medaglie in prove di regolarità come la Deutschlandfahrt, mentre nel dopoguerra arrivano affermazioni nel Campionato Rally Europeo e alla Monte Carlo. Tra il 1954 e il 1964 i piloti su DKW conquistano oltre cento titoli e numerose vittorie di classe, mentre nel motociclismo il marchio vince il Tourist Trophy dell'Isola di Man nel 1938.
La storia del marchio come costruttore di automobili si chiude nel 1966, quando Volkswagen, subentrata a Daimler-Benz nel controllo di Auto Union, decide di interrompere la produzione dei modelli a due tempi. La F102 viene reingegnerizzata con un motore a quattro tempi e rilanciata come Audi F103, segnando la rinascita del marchio Audi e la fine, sul mercato tedesco, dell'era DKW.
