Il motore che ha cambiato la storia
La storia di Deutz nasce prima ancora dell'automobile. Nel 1864 Nikolaus Otto ed Eugen Langen fondano a Colonia la N.A. Otto & Cie, considerata la prima fabbrica di motori endotermici al mondo. È in questa officina che Otto perfeziona il motore a quattro tempi, il principio di funzionamento che sta ancora oggi alla base della quasi totalità dei motori a combustione interna.
Per alcuni anni lavorano in azienda anche due nomi che diventeranno leggendari: Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach. I due lasciano poi Deutz agli inizi degli anni Ottanta dell'Ottocento per fondare la propria attività e dedicarsi ai motori per veicoli, mentre l'azienda di Colonia continua a specializzarsi in propulsori stazionari e industriali.
Anno di fondazione
1864
Dai motori stazionari ai trattori agricoli
Il passaggio dai motori fissi alla trazione agricola avviene nei primi decenni del Novecento. Tra i primi grandi successi commerciali di Deutz nel settore c'è il modello F1M 414, soprannominato "Elfer-Deutz", che supera le 12.000 unità prodotte tra gli anni Venti e Trenta.
Nel dopoguerra è il modello FL 514 a diventare un vero bestseller, con circa 37.000 esemplari costruiti: una macchina che pone le basi tecniche ed economiche per lo sviluppo delle generazioni successive di trattori Deutz.
La svolta del raffreddamento ad aria
Il momento che consegna Deutz alla storia della meccanica agricola arriva nel 1950, quando l'azienda è tra le prime al mondo a montare in serie su un trattore un motore diesel raffreddato ad aria, capace di erogare 15 cavalli. Questa soluzione, che elimina radiatore e liquido di raffreddamento, si rivela particolarmente affidabile e richiede una manutenzione ridotta.
Il successo di questa tecnologia porta nel 1957 al lancio della Serie D, con capostipite il D40: un trattore con motore diesel a tre cilindri raffreddato ad aria da 2.550 cm³ e 35 CV, che in pochi anni fa diventare Deutz leader di mercato in Germania. Alla Serie D appartengono anche i modelli D15, D25, D30 e D50, oltre a versioni più grandi come il D10006 del 1971, equipaggiato con un sei cilindri da oltre 5.200 cm³ e 100 CV.
- D40 (1957): tre cilindri raffreddati ad aria, 35 CV, cambio Deutz a 7 marce avanti e 3 retro
- D15: motore Deutz F1L712, cambio ZF a sei marce avanti e due retromarce
- D10006 (1971): sei cilindri, oltre 5.200 cm³, circa 100 CV
Da Deutz a Deutz-Fahr
Negli anni Sessanta comincia la collaborazione con l'azienda Fahr, produttore di macchine agricole con sede a Gottmadingen, fondata nel 1870. L'integrazione tra le due realtà, avviata sotto il controllo del gruppo Klöckner-Humboldt-Deutz (KHD), porta progressivamente all'unificazione dei marchi: dal 1982 tutti i trattori escono di fabbrica con il nome Deutz-Fahr, e nel 1992 viene raggiunto il traguardo del milionesimo trattore prodotto.
Nel 1995 la divisione agricola di KHD viene acquisita dal gruppo italiano SAME, dando vita a SAME Deutz-Fahr, oggi conosciuto come gruppo SDF. Deutz AG, separata dalla parte agricola, continua invece come produttore indipendente di motori diesel per applicazioni industriali, marine e automobilistiche.
Un patrimonio per i collezionisti di oggi
Sono soprattutto gli esemplari prodotti tra gli anni Venti e gli anni Settanta a interessare oggi il mondo dell'Oldtimer: trattori semplici da mantenere, con una meccanica che perdona piccole trascuratezze e che, proprio grazie al raffreddamento ad aria, può restare in funzione per decenni con interventi limitati.
Il mercato dell'usato da collezione vede una domanda costante per i modelli della Serie D, considerati tra i più curati nei dettagli della produzione Deutz dell'epoca, con soluzioni come il contagiri retroilluminato e comandi più dolci rispetto a molte macchine coeve. Non stupisce quindi che questi trattori siano protagonisti abituali di raduni, mostre statiche e rievocazioni dedicate alla meccanica agricola storica.
