Scheda modello

Oldtimer Denzel

Roadster artigianale austriaca costruita a Vienna tra il 1948 e il 1960 da Wolfgang Denzel, meccanico e pilota che sfidò la nascente Porsche 356 con telai leggeri e motori boxer VW pesantemente rielaborati.

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Perché sì

  • Rarità estrema: appena poche decine di esemplari costruiti interamente a mano
  • Ingegneria innovativa per l'epoca, con alberi motore, pistoni e teste rielaborati artigianalmente
  • Palmares sportivo di rilievo, con vittorie e podi contro rivali come la Porsche 356
  • Carrozzeria in alluminio montata su un telaio scatolato di progettazione propria
  • Forte valore storico e collezionistico, riconosciuto anche in sede d'asta

Da valutare

  • Reperibilità di ricambi e officine specializzate estremamente limitata
  • Dati di produzione e numero di telai discordanti tra le fonti storiche
  • Mercato dell'usato quasi inesistente, con scambi rari e prevalentemente in asta
  • Restauro e manutenzione richiedono competenze molto specifiche e difficili da trovare

In sintesi

Segmento
Roadster sportiva artigianale
Carrozzeria
Roadster, alcune coupé dal 1956
Anni di produzione
1948-1960
Paese di origine
Austria
Motore
4 cilindri boxer raffreddato ad aria, derivato Volkswagen
Cilindrata
Da 1.281 a 1.500 cc a seconda della versione
Potenza
Da circa 52 CV a 80-86 CV secondo l'allestimento
Esemplari prodotti
Stime tra 62 e 65 secondo le fonti più accreditate
Peso
Circa 640 kg per la versione 1300 Sport

Nella Vienna del secondo dopoguerra, un giovane costruttore di nome Wolfgang Denzel trasforma la propria officina in una piccola fucina di auto sportive artigianali. Partendo dal pianale e dal motore boxer raffreddato ad aria della Volkswagen Kübelwagen, tra il 1948 e il 1960 realizza a mano poche decine di roadster leggerissimi, capaci di tenere testa a rivali ben più blasonati come la Porsche 356 nelle gare in salita e nei rally alpini. Un'avventura breve ma intensissima, che oggi fa della Denzel uno dei nomi più rari e ricercati tra le vetture Oldtimer di scuola austriaca.

Un'officina viennese di fronte alla Porsche 356

Wolfgang Denzel gestisce già un'attività legata all'automobile a Vienna quando, nel 1948, decide con l'amico Hubert Stroinigg di costruire una vettura tutta sua. Il punto di partenza è il pianale e il motore boxer raffreddato ad aria della Volkswagen Kübelwagen, sopra i quali viene montata una carrozzeria leggerissima realizzata in resina e fibre tessili, priva persino delle portiere. L'officina si trova in Gumpendorfer Straße, nel sesto distretto della capitale austriaca.

Curiosamente, negli stessi anni e senza alcun contatto reciproco, anche Ferry Porsche sta sviluppando a poca distanza la sua prima vettura sportiva, la futura 356: due percorsi paralleli e indipendenti che porteranno le due case a incrociarsi più volte in pista.

Cilindrata

Da 1.281 a 1.500 cc a seconda della versione

Dal fondo in resina al telaio scatolato in acciaio

Le prime vetture, con carrozzeria in legno e resina, lasciano presto spazio a strutture più solide: dal 1950 la carrozzeria diventa in acciaio, mentre nel 1952 debutta la Denzel 1300 Sport, il modello che porta la firma tecnica più matura del costruttore. La vettura abbandona il pianale Maggiolino per un telaio scatolato in acciaio di progettazione propria, rivestito da una carrozzeria in alluminio che contiene il peso attorno ai 640 kg.

  • Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote, con bracci oscillanti, barre di torsione trasversali e ammortizzatori telescopici
  • Motore boxer VW pesantemente rielaborato a mano: albero motore bilanciato, bielle in lega leggera, pistoni Mahle su misura e teste con candele inclinate per migliorare la combustione
  • Potenze crescenti secondo l'allestimento: dai 52 CV della Seriensuper (1.281 cc) ai 61-64 CV della Super (1.290 cc), fino agli 80-86 CV della International, con motore portato a 1.500 cc

Le versioni più spinte della 1300 raggiungono circa 165 km/h di velocità massima, un valore notevole per un motore di derivazione popolare così radicalmente trasformato.

Potenza

Da circa 52 CV a 80-86 CV secondo l'allestimento

Le corse che misero in difficoltà la Porsche 356

Il debutto agonistico arriva già nel 1949, al Rally Alpino austriaco, dove la Denzel conquista la classe 1100 cc mentre il prototipo Porsche Type 64 è costretto al ritiro. È solo l'inizio di un percorso sportivo che porterà la piccola casa viennese a totalizzare, tra il 1952 e il 1961, oltre due dozzine di vittorie di classe e una settantina di podi in rally e gare in salita europee, culminati nella vittoria assoluta al Rally delle Alpi del 1954.

Il talento delle sue vetture attira anche piloti destinati a una carriera internazionale: nel 1957 futuri protagonisti della Formula 1 come Dan Gurney e Richie Ginther guidano una Denzel in gara. Il giornalista britannico John Bolster, provandola nel 1955, ne elogia la tenuta di strada definendola fenomenale.

Carrozzeria

Roadster, alcune coupé dal 1956

La fine della produzione e la nascita di un gruppo automotive

Nonostante i risultati sportivi, la produzione resta di scala artigianale e si ferma tra il 1959 e il 1960: le stime sul totale realizzato variano a seconda delle fonti, ma la maggior parte concorda su circa 62-65 roadster complessivi, contro le decine di migliaia di 356 sfornate da Porsche nello stesso periodo.

Wolfgang Denzel, nel frattempo, ha già intrapreso un'altra strada: diventato importatore BMW per l'Austria, viene chiamato a progettare in appena quattro mesi la BMW 700, il modello che salva la casa bavarese da una gravissima crisi finanziaria e ne rilancia le vendite in tutta Europa. Da lì, l'attività di Denzel si sposta sempre più verso l'importazione di marchi come Volvo, Ferrari e, dal 1978, Mitsubishi, fino a diventare il gruppo automotive che porta ancora oggi il suo nome.

Anni di produzione

1948-1960

Un mito per collezionisti: quanto vale oggi una Denzel

Proprio la scarsità di esemplari costruiti rende la Denzel una delle vetture Oldtimer più rare in assoluto: le stime sui sopravvissuti oscillano tra circa 28 e 50 unità nel mondo. Le rare occasioni di vendita confermano l'interesse dei collezionisti più esperti: un esemplare del 1955 è stato aggiudicato all'asta nel 2019 per 314.375 euro.

Trattandosi di una vettura quasi introvabile sul mercato ordinario, chi desidera possederne una deve rivolgersi principalmente alle case d'asta specializzate in auto d'epoca o alla ristretta cerchia di appassionati e club dedicati alla storia della casa viennese.

Le generazioni della Denzel

12anni di storia

1948—19513 anni

WD Sport

I primi esemplari, costruiti a mano su pianale e motore Kübelwagen modificati, con carrozzeria inizialmente in resina e fibre tessili e poi, dal 1950, in acciaio. Il marchio compare ancora con la sigla WD.

1952—19575 anni

Denzel 1300 Sport / Seriensuper

La serie più numerosa e matura tecnicamente: telaio scatolato in acciaio di progettazione propria, carrozzeria in alluminio e motore boxer da 1.281-1.290 cc portato tra 52 e 64 CV a seconda dell'allestimento.

1957—19603 anni

Denzel Super / International

L'evoluzione finale e più potente, con motore portato fino a 1.500 cc e potenze che arrivano a 80-86 CV, prodotta fino alla chiusura della produzione tra il 1959 e il 1960.

Domande frequenti sulla Denzel

Chi era Wolfgang Denzel?

Un costruttore e pilota austriaco, nato a Graz nel 1908, che a Vienna trasformò la propria officina in un piccolo atelier di auto sportive artigianali prima di diventare uno dei più importanti importatori automobilistici austriaci, oltre che progettista della BMW 700.

Quante Denzel sono state costruite in totale?

Le fonti storiche non concordano su un numero preciso: le stime più diffuse indicano circa 62-65 esemplari complessivi tra il 1948 e il 1960, anche se alcune fonti riportano cifre più alte, fino a 300-350 unità. I sopravvissuti oggi sarebbero tra circa 28 e 50.

La Denzel era davvero una rivale della Porsche 356?

Sì, seppur costruita in numeri infinitamente più piccoli: le due vetture nacquero in parallelo a Vienna e Stoccarda senza contatti reciproci, e la Denzel batté più volte i prototipi Porsche nelle gare in salita e nei rally alpini di fine anni Quaranta e primi anni Cinquanta.

Perché la produzione delle Denzel si fermò così presto?

La produzione restò sempre di scala artigianale e non riuscì mai a crescere ai volumi dei concorrenti industriali. Nel frattempo Wolfgang Denzel si dedicò sempre più al ruolo di importatore per marchi come BMW, di cui progettò anche la fortunata 700, spostando il baricentro della sua attività dalla produzione alla distribuzione.

Quanto vale oggi una Denzel d'epoca?

Essendo estremamente rara, una Denzel raggiunge quotazioni elevate quando compare sul mercato: un esemplare del 1955 è stato venduto all'asta nel 2019 per 314.375 euro, e le transazioni avvengono quasi sempre tramite case d'asta specializzate in auto d'epoca.

Fonti

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