Un'officina viennese di fronte alla Porsche 356
Wolfgang Denzel gestisce già un'attività legata all'automobile a Vienna quando, nel 1948, decide con l'amico Hubert Stroinigg di costruire una vettura tutta sua. Il punto di partenza è il pianale e il motore boxer raffreddato ad aria della Volkswagen Kübelwagen, sopra i quali viene montata una carrozzeria leggerissima realizzata in resina e fibre tessili, priva persino delle portiere. L'officina si trova in Gumpendorfer Straße, nel sesto distretto della capitale austriaca.
Curiosamente, negli stessi anni e senza alcun contatto reciproco, anche Ferry Porsche sta sviluppando a poca distanza la sua prima vettura sportiva, la futura 356: due percorsi paralleli e indipendenti che porteranno le due case a incrociarsi più volte in pista.
Cilindrata
Da 1.281 a 1.500 cc a seconda della versione
Dal fondo in resina al telaio scatolato in acciaio
Le prime vetture, con carrozzeria in legno e resina, lasciano presto spazio a strutture più solide: dal 1950 la carrozzeria diventa in acciaio, mentre nel 1952 debutta la Denzel 1300 Sport, il modello che porta la firma tecnica più matura del costruttore. La vettura abbandona il pianale Maggiolino per un telaio scatolato in acciaio di progettazione propria, rivestito da una carrozzeria in alluminio che contiene il peso attorno ai 640 kg.
- Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote, con bracci oscillanti, barre di torsione trasversali e ammortizzatori telescopici
- Motore boxer VW pesantemente rielaborato a mano: albero motore bilanciato, bielle in lega leggera, pistoni Mahle su misura e teste con candele inclinate per migliorare la combustione
- Potenze crescenti secondo l'allestimento: dai 52 CV della Seriensuper (1.281 cc) ai 61-64 CV della Super (1.290 cc), fino agli 80-86 CV della International, con motore portato a 1.500 cc
Le versioni più spinte della 1300 raggiungono circa 165 km/h di velocità massima, un valore notevole per un motore di derivazione popolare così radicalmente trasformato.
Potenza
Da circa 52 CV a 80-86 CV secondo l'allestimento
Le corse che misero in difficoltà la Porsche 356
Il debutto agonistico arriva già nel 1949, al Rally Alpino austriaco, dove la Denzel conquista la classe 1100 cc mentre il prototipo Porsche Type 64 è costretto al ritiro. È solo l'inizio di un percorso sportivo che porterà la piccola casa viennese a totalizzare, tra il 1952 e il 1961, oltre due dozzine di vittorie di classe e una settantina di podi in rally e gare in salita europee, culminati nella vittoria assoluta al Rally delle Alpi del 1954.
Il talento delle sue vetture attira anche piloti destinati a una carriera internazionale: nel 1957 futuri protagonisti della Formula 1 come Dan Gurney e Richie Ginther guidano una Denzel in gara. Il giornalista britannico John Bolster, provandola nel 1955, ne elogia la tenuta di strada definendola fenomenale.
Carrozzeria
Roadster, alcune coupé dal 1956
La fine della produzione e la nascita di un gruppo automotive
Nonostante i risultati sportivi, la produzione resta di scala artigianale e si ferma tra il 1959 e il 1960: le stime sul totale realizzato variano a seconda delle fonti, ma la maggior parte concorda su circa 62-65 roadster complessivi, contro le decine di migliaia di 356 sfornate da Porsche nello stesso periodo.
Wolfgang Denzel, nel frattempo, ha già intrapreso un'altra strada: diventato importatore BMW per l'Austria, viene chiamato a progettare in appena quattro mesi la BMW 700, il modello che salva la casa bavarese da una gravissima crisi finanziaria e ne rilancia le vendite in tutta Europa. Da lì, l'attività di Denzel si sposta sempre più verso l'importazione di marchi come Volvo, Ferrari e, dal 1978, Mitsubishi, fino a diventare il gruppo automotive che porta ancora oggi il suo nome.
Anni di produzione
1948-1960
Un mito per collezionisti: quanto vale oggi una Denzel
Proprio la scarsità di esemplari costruiti rende la Denzel una delle vetture Oldtimer più rare in assoluto: le stime sui sopravvissuti oscillano tra circa 28 e 50 unità nel mondo. Le rare occasioni di vendita confermano l'interesse dei collezionisti più esperti: un esemplare del 1955 è stato aggiudicato all'asta nel 2019 per 314.375 euro.
Trattandosi di una vettura quasi introvabile sul mercato ordinario, chi desidera possederne una deve rivolgersi principalmente alle case d'asta specializzate in auto d'epoca o alla ristretta cerchia di appassionati e club dedicati alla storia della casa viennese.
