Scheda modello

Oldtimer De Tomaso

De Tomaso è la Casa automobilistica di Modena fondata dall'italo-argentino Alejandro de Tomaso, celebre per sportive a motore centrale con cuore V8 americano, prima fra tutte la Pantera. Un marchio dalla storia turbolenta, oggi un pezzo forte del collezionismo Oldtimer.

Assistente Carzaa AIQuale De Tomaso fa per te?

Chiedi all'AI se la De Tomaso — nuova o usata — è la scelta giusta per budget, uso e allestimento.

Nessuna registrazione richiesta. Le risposte sono generate da un'intelligenza artificiale: sono indicative e possono contenere errori, verifica sempre con il concessionario. Scrivendo in chat accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy.

Perché sì

  • Design italiano firmato da carrozzerie come Ghia, con contributi di designer del calibro di Giorgetto Giugiaro e Tom Tjaarda
  • Motori V8 di origine Ford, robusti e con ricambistica meccanica relativamente più semplice da reperire rispetto a rivali con propulsori esclusivi
  • Prestazioni elevate per l'epoca a un posizionamento di prezzo storicamente più accessibile rispetto a Ferrari e Lamborghini coeve
  • Forte valore di rarità: molti modelli sono stati prodotti in poche centinaia di esemplari
  • Riconoscibilità immediata e status di icona del collezionismo, specie per la Pantera

Da valutare

  • Qualità costruttiva non sempre all'altezza delle finiture Ferrari o Lamborghini dell'epoca, con problemi di ruggine e corrosione documentati soprattutto sui primi esemplari
  • Carrozzeria e componenti specifici oggi difficili e costosi da reperire, viste le tirature limitate
  • Storia societaria travagliata (passaggi di proprietà, fallimento del 2012) che ha reso incerta nel tempo l'assistenza ufficiale sui modelli storici
  • Abitacoli stretti e ergonomia spartana su diversi modelli, pensati più per le prestazioni che per il comfort
  • Mercato dell'usato molto polarizzato, con quotazioni che variano enormemente in base allo stato di conservazione e alla documentazione storica

In sintesi

Segmento
Sportive e granturismo a motore centrale o anteriore
Sede
Modena, Italia
Fondazione
1959
Fondatore
Alejandro de Tomaso
Modello più prodotto
Pantera, oltre 7.000 esemplari tra il 1971 e il 1992
Motori storici
V8 Ford Cleveland e Windsor, oltre a propulsori Ford quattro cilindri sui primi modelli

Tra i marchi che meglio incarnano lo spirito Oldtimer c'è De Tomaso: una piccola Casa modenese capace di costruire, con mezzi limitati e ambizioni enormi, alcune delle sportive più affascinanti del secondo Novecento italiano. Fondata nel 1959 dal pilota italo-argentino Alejandro de Tomaso, l'azienda ha attraversato fasi di grande creatività ingegneristica e periodi di forte instabilità finanziaria, arrivando fino al fallimento e a un recente tentativo di rinascita. Proprio questa parabola irregolare, fatta di modelli iconici e vicende societarie complicate, rende ogni De Tomaso d'epoca un oggetto di culto per chi cerca auto che raccontano una storia, non solo un mezzo di trasporto.

Le origini: Alejandro de Tomaso e la nascita della Casa di Modena

De Tomaso nasce nel 1959 a Modena per iniziativa di Alejandro de Tomaso, pilota italo-argentino trasferitosi in Italia per correre in Formula 1 e Formula 2. L'azienda parte come costruttore di vetture da competizione, sostenuta finanziariamente anche grazie alla moglie americana Isabelle Haskell.

  • Vallelunga (1964-1967): la prima vettura stradale del marchio, appena 59 esemplari costruiti, con telaio a spina centrale e un piccolo quattro cilindri Ford Kent da 104 CV. Fu tra le prime vetture di serie con motore centrale della storia dell'auto italiana.
  • Le prime esperienze in pista servono a de Tomaso per costruire competenze tecniche che confluiranno, pochi anni dopo, nei modelli che renderanno celebre il marchio.

Fondazione

1959

Mangusta: il ponte verso la Pantera

Nel 1967 arriva la Mangusta, disegnata da Giorgetto Giugiaro per la carrozzeria Ghia: linee basse e teatrali, con il celebre cofano posteriore a doppia ala che si apre a libro per mostrare il motore. Ne vengono costruiti circa 401 esemplari fino al 1971, la maggior parte con V8 Ford da 4,7 o 4,9 litri.

La Mangusta introduce l'impostazione a motore centrale-posteriore che diventerà la firma tecnica del marchio, ma sconta anche difetti di assetto e una guida non sempre facile, oltre a un abitacolo angusto: limiti che De Tomaso cercherà di risolvere con il modello successivo.

Modello più prodotto

Pantera, oltre 7.000 esemplari tra il 1971 e il 1992

Pantera: il modello che ha reso De Tomaso immortale

Presentata a Modena nel 1970 e lanciata ufficialmente l'anno dopo, la Pantera è il capolavoro commerciale della Casa: oltre 7.000 esemplari costruiti fino al 1992, la stragrande maggioranza venduti negli Stati Uniti tramite la rete Lincoln-Mercury grazie a un accordo con Ford.

  • Design di Tom Tjaarda per Ghia, con ingegneria strutturale curata da Gianpaolo Dallara e il primo telaio monoscocca in acciaio mai adottato da De Tomaso.
  • Motore centrale Ford V8 Cleveland da 5,8 litri, poi sostituito negli anni Ottanta dal Ford Windsor e, sulle ultime serie Si dei primi anni Novanta, da un V8 Ford 302 con iniezione elettronica.
  • Nel tempo si sono succedute varianti più estreme come GTS, GT5 e GT5-S, riconoscibili per le carreggiate allargate e i parafanghi maggiorati in vetroresina.

Proprio la lunga vita commerciale e le tante versioni rendono la Pantera il modello di riferimento per chi si avvicina al collezionismo De Tomaso, ma anche quello su cui la provenienza e lo stato di conservazione incidono di più sul valore.

Deauville, Longchamp e Guarà: le altre anime del marchio

Accanto alle sportive, De Tomaso ha coltivato anche una vocazione da granturismo. La Deauville (1971-1988), berlina a quattro porte con motore V8 anteriore Ford, è stata prodotta in circa 244 esemplari e ha condiviso il pianale con la coupé Longchamp (1972-1983, 395 coupé e 14 cabriolet), disegnata anch'essa da Tom Tjaarda.

Negli anni Novanta il marchio ha provato a rilanciarsi con la Guarà (1993-2004), una coupé compatta in materiali compositi equipaggiata con motori Ford o BMW, prodotta in numeri molto limitati e oggi tra i modelli meno conosciuti ma più rari della gamma storica.

Fallimenti, rinascite e il ritorno con la P72

Il percorso di De Tomaso è stato tutt'altro che lineare: tra il 1976 e il 1993 il marchio ha controllato anche Maserati, oltre a Benelli e Moto Guzzi nel settore motociclistico. Alla morte di Alejandro de Tomaso, nel 2003, l'azienda entra in una fase di incertezza che culmina nel fallimento dichiarato dal Tribunale di Livorno nel 2012, dopo un tentativo di rilancio non andato a buon fine.

Nel 2014 il marchio viene rilevato dalla società di Hong Kong Ideal Team Ventures, che nel 2019 presenta al Goodwood Festival of Speed la P72, supercar in fibra di carbonio ispirata ai prototipi da corsa degli anni Sessanta, con un V8 sovralimentato di derivazione Ford preparato da Roush Performance da 750 CV, prodotta in soli 72 esemplari e con le prime consegne previste a fine 2025.

Le generazioni della De Tomaso

61anni di storia

1964—19673 anni

Vallelunga

Prima vettura stradale del marchio, motore centrale Ford quattro cilindri da 104 CV, appena 59 esemplari costruiti.

1967—19714 anni

Mangusta

Coupé a motore centrale disegnata da Giugiaro per Ghia, V8 Ford, circa 401 unità prodotte.

1971—199221 anni

Pantera

Il modello più venduto della storia De Tomaso, oltre 7.000 esemplari, motore centrale V8 Ford e distribuzione tramite Lincoln-Mercury negli Stati Uniti.

1971—198817 anni

Deauville

Berlina quattro porte con motore V8 anteriore Ford, circa 244 esemplari.

1972—198311 anni

Longchamp

Coupé e cabriolet derivate dal pianale Deauville, disegnate da Tom Tjaarda: 395 coupé e 14 cabriolet.

1993—200411 anni

Guarà

Coupé compatta in materiali compositi con motori Ford o BMW, prodotta in numeri molto limitati.

2019—20256 anni

P72

Supercar in carbonio a tiratura limitata di 72 esemplari, V8 sovralimentato di derivazione Ford da 750 CV, simbolo della rinascita del marchio sotto la proprietà di Ideal Team Ventures.

Domande frequenti sulla De Tomaso

Perché la De Tomaso Pantera è così ricercata dai collezionisti?

Perché unisce un design italiano firmato Ghia a un affidabile V8 americano, con prestazioni elevate per l'epoca e un legame diretto con la storia della Casa modenese, essendo stata prodotta per oltre vent'anni in diverse versioni.

Qual è la differenza tra Pantera e Mangusta?

La Mangusta, del 1967, è il modello immediatamente precedente alla Pantera: usa un telaio a longheroni e ha un abitacolo più angusto e un assetto meno equilibrato. La Pantera, del 1971, introduce il primo telaio monoscocca del marchio e una messa a punto più matura.

De Tomaso esiste ancora oggi?

Sì. Dopo il fallimento del 2012, il marchio è stato rilevato nel 2014 dalla società di Hong Kong Ideal Team Ventures, che ha presentato nel 2019 la supercar P72, con consegne previste a partire dalla fine del 2025.

Quali sono i difetti tipici delle De Tomaso d'epoca?

I principali problemi noti riguardano la corrosione e la ruggine, soprattutto sui primi esemplari costruiti con protezioni anticorrosive limitate, oltre alla difficoltà di reperire oggi componenti di carrozzeria specifici per modelli prodotti in serie molto limitate.

Fonti

De Tomaso verificate

Vedi gli annunci De Tomaso

Su Carzaa pubblicano solo concessionari professionali verificati. Confronta De Tomaso nuove e usate e richiedi il report Carfax sui dealer premium.