Le origini: la risposta di Chrysler a Pontiac e Oldsmobile
Walter Chrysler fondò la De Soto il 4 agosto 1928, scegliendo di intitolarla all'esploratore spagnolo Hernando de Soto. L'obiettivo era chiaro: presidiare la fascia di prezzo media del mercato americano, terreno già occupato con successo da Pontiac e Oldsmobile. Il debutto, nel 1929, con la Six Series K a sei cilindri, fu un successo immediato: circa 81.000 unità vendute nel primo anno, un traguardo che nessun altro marchio esordiente negli Stati Uniti aveva mai raggiunto.
Pochi mesi dopo il lancio, Chrysler completò anche l'acquisizione di Dodge Brothers: da quel momento la De Soto si trovò a convivere in casa con un marchio dal posizionamento molto simile, una sovrapposizione che accompagnerà l'intera storia del brand.
Motorizzazioni
6 cilindri in linea, poi V8 Hemi da 4.526 cc
L'azzardo dell'Airflow e il ritorno alla normalità con l'Airstream
Nel 1934 la De Soto lanciò la Airflow, una berlina dalle linee aerodinamiche e dalla struttura monoscocca, equipaggiata con un sei cilindri da 3.957 cc e 100 CV. Si trattava di un'auto tecnicamente avanzata per il suo tempo, ma il pubblico americano non era pronto per un design così radicale e le vendite furono deludenti.
- Airflow (1934-1936): motore 3.957 cc, 100 CV, freni idraulici, cambio manuale a tre marce con frizione automatica opzionale
- Airstream (1935-1936): carrozzeria dalle forme più convenzionali, pensata per recuperare il consenso del pubblico
L'Airstream funzionò: le vendite ripresero e la De Soto poté consolidarsi prima dello stop forzato dalla Seconda guerra mondiale.
Veicoli prodotti
Oltre 2 milioni
Il dopoguerra e l'arrivo del V8 Hemi
Dopo la pausa bellica, la produzione riprese nel 1946 con la Deluxe e la Custom, sostanzialmente una prosecuzione dei modelli 1942. Nel 1952 arrivò la svolta con la Firedome, la prima De Soto equipaggiata con un motore V8 Hemi da 4.526 cc, che affiancava le versioni a sei cilindri della Powermaster.
Il V8 Hemi garantiva prestazioni e affidabilità superiori alla media del segmento, consolidando l'immagine della De Soto come berlina americana solida e potente.
Anni di produzione
1928 - 1960
Il Forward Look e gli anni d'oro
Il 1955 segnò una svolta stilistica decisiva: tutta la gamma Chrysler, De Soto compresa, venne ridisegnata secondo il linguaggio Forward Look firmato da Virgil Exner, caratterizzato da linee più basse e slanciate, pinne posteriori pronunciate e abbondanti cromature. L'anno seguente debuttò la Adventurer, la De Soto più sportiva e prestazionale mai realizzata, e una De Soto venne scelta come pace car alla 500 Miglia di Indianapolis.
- Firedome (1952-1959)
- Fireflite (1955-1960)
- Firesweep (1957-1959)
- Adventurer (1956-1960)
Furono gli anni di massima notorietà del marchio, complice anche la sponsorizzazione di un popolare show televisivo americano.
Il declino e la chiusura del marchio
Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta le vendite crollarono rapidamente: -60% nel 1958 e un ulteriore -40% entro il 1960. La sovrapposizione di gamma con Dodge e Chrysler, unita al cambiamento dei gusti del pubblico, resero la De Soto un marchio sempre più marginale nella strategia del gruppo.
La produzione si fermò il 30 novembre 1960, appena 47 giorni dopo la presentazione dei modelli 1961, di cui vennero realizzate solo due varianti a due e quattro porte in configurazione hardtop. Si chiudeva così una storia lunga oltre trent'anni e più di due milioni di veicoli costruiti.
