Scheda modello

Oldtimer Datsun

Datsun è il marchio giapponese nato negli anni Trenta e reso celebre a livello mondiale dalla coupé sportiva 240Z. Oggi le sue vetture storiche, in particolare la gamma Z e la berlina 510, sono tra le più ricercate dal collezionismo Oldtimer per l'accessibilità meccanica e il fascino di un'epoca in cui il Giappone conquistò il mercato automobilistico occidentale.

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Perché sì

  • Meccanica semplice e robusta, con un ampio bacino di appassionati e specialisti nel restauro
  • La 240Z offre prestazioni e raffinatezza tecnica paragonabili a sportive europee più costose dell'epoca
  • Palmares sportivo rilevante, con più vittorie al Safari Rally e successi nei rally africani ed europei
  • Buona disponibilità di ricambi meccanici e community internazionale attiva, soprattutto per i modelli Z e 510

Da valutare

  • La ruggine su scocca e strutture portanti è il problema più frequente e costoso da riparare sugli esemplari originali
  • Alcuni ricambi di carrozzeria e dettagli originali richiedono ricerche lunghe e possono avere costi elevati
  • Molti esemplari sopravvissuti sono stati modificati nel tempo, complicando la ricerca di auto in stato realmente conservativo
  • Il restauro completo, se la struttura è compromessa, può superare ampiamente il valore di mercato dell'auto

In sintesi

Paese di origine
Giappone
Anni di attività
1932-1986, poi 2013-2022
Modello più iconico
240Z (Fairlady Z, serie S30)
Produzione 240Z
1969-1978
Motore 240Z
6 cilindri in linea 2.4 litri, circa 151 CV
Casa madre
Nissan Motor Co.

Le origini di Datsun risalgono al 1911, quando a Tokyo nasce la Kwaishinsha, costruttrice del primo veicolo DAT, il cui nome è l'acronimo delle iniziali di tre soci finanziatori. Dalla costola di quell'azienda nel 1931 viene sviluppata una piccola vettura da 500 cm3 chiamata inizialmente Datson, il figlio del DAT. Poiché in giapponese il termine son richiama anche l'idea di perdita, alla vigilia del lancio commerciale del marzo 1932 il nome viene corretto in Datsun. Il marchio entra nell'orbita di Nissan Motor nel 1934 e da quel momento accompagna la crescita industriale giapponese fino a diventare, negli anni Sessanta e Settanta, sinonimo di auto sportive accessibili ed esportazioni di successo verso Stati Uniti ed Europa. Nel 1986 Nissan decide di abbandonare il nome Datsun a favore del proprio marchio principale, chiudendo un capitolo che il collezionismo internazionale considera oggi uno dei più significativi dell'automobilismo giapponese del dopoguerra.

Dalle origini alla popolarità internazionale

Prima di diventare un marchio a sé, Datsun era il nome commerciale delle utilitarie compatte prodotte dall'evoluzione della Kwaishinsha, la casa costruttrice del veicolo DAT del 1914. Con l'ingresso di Nissan Motor nel 1934, il nome Datsun viene utilizzato per le vetture di piccola e media cilindrata destinate sia al mercato interno sia, progressivamente, all'esportazione.

Il vero salto di qualità arriva negli anni Sessanta, quando Nissan sceglie di affidare al marchio Datsun la propria offensiva commerciale sui mercati occidentali, in particolare Stati Uniti ed Europa, puntando su berline compatte come la Bluebird e la 510 e su una gamma di vetture sportive capaci di competere con la produzione britannica ed europea a un prezzo più accessibile.

Motore 240Z

6 cilindri in linea 2.4 litri, circa 151 CV

La 510 e la sfida alle berline sportive europee

Presentata nel 1967, la Datsun 510 (conosciuta anche come Bluebird 510) viene concepita guardando esplicitamente alle compatte sportive europee, con sospensioni indipendenti e motori con distribuzione ad albero a camme in testa che all'epoca erano soluzioni non scontate in quella fascia di mercato.

Proposta con motorizzazioni comprese tra 1.3 e 1.8 litri, la 510 viene realizzata in versione berlina due e quattro porte, coupé e familiare. La sua indole sportiva, unita a una meccanica semplice da modificare, le vale un lungo palmares nei rally e nelle competizioni turismo, e ne ha fatto uno dei modelli Datsun più apprezzati dal collezionismo, specialmente in Nord America, Australia e Nuova Zelanda.

Anni di attività

1932-1986, poi 2013-2022

La 240Z: la sportiva che cambiò la percezione del Giappone

Lanciata nel 1969 e prodotta fino al 1978 nella serie S30, la Datsun 240Z (chiamata Fairlady Z sul mercato giapponese) è il modello che più di ogni altro consolida la reputazione internazionale del marchio. Il progetto nasce sotto la spinta di Yutaka Katayama, allora presidente di Nissan USA, con un design firmato dal team di Yoshihiko Matsuo.

Il motore 6 cilindri in linea da 2,4 litri con distribuzione monoalbero, abbinato a sospensioni indipendenti su quattro ruote, offre soluzioni tecniche fino ad allora riservate a sportive europee ben più costose, come alcune Jaguar e BMW dell'epoca. Il risultato è un'auto capace di superare i 200 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 8 secondi, venduta a un prezzo accessibile: un mix che la rese, per un periodo, l'auto sportiva più venduta al mondo. Alla 240Z seguiranno le evoluzioni 260Z e 280Z, con cilindrate e potenze crescenti.

Produzione 240Z

1969-1978

Il declino, il ritorno e l'eredità nel collezionismo

Tra il 1982 e il 1984 Nissan avvia una costosa campagna di transizione del marchio (circa 500 milioni di dollari, di cui 200 milioni in pubblicità) per sostituire progressivamente Datsun con il proprio nome. Il marchio viene ritirato definitivamente nel marzo 1986.

Nel 2013, sotto la guida dell'allora amministratore delegato Carlos Ghosn, Nissan rilancia Datsun come marchio low cost per i mercati emergenti, a partire dall'India con la utilitaria Datsun GO, basata sulla piattaforma della Micra. L'esperienza si chiude però nel giro di un decennio, con l'uscita da Russia e Indonesia nel 2020 e la cessazione della produzione in India nel 2022.

Per il collezionismo Oldtimer, restano soprattutto le vetture del periodo classico 1960-1986: berline come la 510 e sportive come la serie Z, oggi ricercate per l'equilibrio fra prestazioni, semplicità meccanica e importanza storica nella diffusione dell'automobile giapponese in Occidente.

Le generazioni della Datsun

90anni di storia

1932—194513 anni

Origini

Prime utilitarie compatte Datsun, con motori di piccola cilindrata, sviluppate dopo l'ingresso del marchio nell'orbita Nissan nel 1934.

1967—19736 anni

Serie 510

Berlina compatta a trazione posteriore con meccanica sportiva ispirata alle compatte europee, disponibile in versioni berlina, coupé e familiare.

1969—19789 anni

Serie Z / S30, dalla 240Z alla 280Z

La coupé sportiva 6 cilindri che rese celebre il marchio a livello mondiale, evoluta nel tempo con cilindrate crescenti fino alla 280Z.

2013—20229 anni

Rilancio low cost

Ritorno del marchio su mercati emergenti come India, Russia e Indonesia con modelli economici come la Datsun GO, basati su piattaforme Nissan.

Domande frequenti sulla Datsun

Perché il marchio Datsun è considerato una Oldtimer?

Perché le sue vetture storiche, prodotte tra gli anni Trenta e il 1986, hanno superato abbondantemente i trent'anni di età richiesti per lo status di veicolo d'epoca e sono oggi riconosciute come testimonianza importante della storia motoristica giapponese, in particolare i modelli 510 e la serie Z.

Qual è il modello Datsun più ricercato dai collezionisti?

La 240Z, prima serie della gamma Z prodotta dal 1969 al 1978, è generalmente il modello più ambito, seguita dalla berlina sportiva 510 per chi cerca un'auto d'epoca più pratica e con costi di ingresso più contenuti.

Quali sono i problemi principali da controllare su una Datsun d'epoca?

Il rischio maggiore è la ruggine sulla scocca e sulle strutture portanti, spesso più costosa da riparare della meccanica stessa. È inoltre importante verificare se l'auto abbia subito modifiche rispetto alla configurazione originale, aspetto che incide sul valore per un uso collezionistico.

Quando ha smesso di esistere il marchio Datsun e perché è tornato in seguito?

Il marchio storico è stato ritirato nel marzo 1986 in favore del nome Nissan. È poi tornato nel 2013 come brand economico per mercati emergenti come India, Russia e Indonesia, prima di essere abbandonato una seconda volta tra il 2020 e il 2022.

Fonti

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