Il sogno di Briggs Cunningham: un'americana a Le Mans
Briggs Swift Cunningham II, ricco industriale ed erede di una fortuna familiare, era già un velista affermato quando decise di dedicarsi alle corse automobilistiche, spinto anche dall'amicizia con i fratelli Sam e Miles Collier. Il suo obiettivo era tanto semplice quanto ambizioso: presentarsi alla 24 Ore di Le Mans con un'auto e, possibilmente, piloti interamente americani, una formula mai tentata prima di allora.
Per realizzare questo progetto acquistò la Frick-Tappet Motors, trasferendola da Long Island a West Palm Beach, in Florida, e ribattezzandola B.S. Cunningham Company. Il team di Cunningham corse a Le Mans dal 1950 fino al 1963, anno in cui il progetto venne definitivamente chiuso.
Motore stradale (C-3)
V8 Chrysler FirePower 5.424 cc, 220 CV
La C-3: l'unica Cunningham stradale
Per poter schierare le proprie vetture da corsa nella categoria Gran Turismo, il regolamento di Le Mans richiedeva un minimo di 25 esemplari di produzione stradale omologati. Nacque così, a partire dal 1952, la Cunningham C-3: telaio e meccanica venivano assemblati a West Palm Beach, poi spediti in Italia dove la Carrozzeria Vignale di Torino realizzava la carrozzeria coupé o cabriolet su disegno di Giovanni Michelotti, con evidenti richiami stilistici alle Ferrari coeve.
La C-3 montava il V8 Chrysler FirePower da 5.424 cc e 220 CV, abbinato a un cambio manuale Cadillac a tre marce oppure al semiautomatico Chrysler Presto-Matic. Le prestazioni per l'epoca erano notevoli: velocità massima intorno ai 217 km/h e accelerazione 0-100 km/h in meno di 9 secondi secondo i dati di un esemplare conservato al Revs Institute.
Il numero esatto di esemplari costruiti resta un punto su cui le fonti non concordano del tutto: si va da un minimo di 25 a un massimo di 27 unità complessive (18 coupé e 9 cabriolet secondo Wikipedia), a cui si aggiungono alcuni telai realizzati ma mai carrozzati. Il prezzo di listino, già elevato all'epoca (tra 8.000 e 9.000 dollari), salì fino a 15.000 dollari nel giro di un paio d'anni. Nel 1953 il Museum of Modern Art di New York inserì la C-3 Coupé tra le dieci migliori automobili contemporanee al mondo.
Anni di produzione
1951 - 1955
Le sorelle da corsa: C-2R, C-4R, C-4RK, C-5R e C-6R
Accanto alla C-3 stradale, la Cunningham sviluppò una serie di vetture puramente da competizione, ciascuna un passo avanti rispetto alla precedente.
- C-2R (1951): tre esemplari da corsa, con V8 Chrysler Hemi 5,4 litri portato fino a 270 CV dopo le prime modifiche; a Le Mans 1951 una delle tre vetture completò la gara in 18ª posizione di classe.
- C-4R e C-4RK (1952): più corta e leggera della C-2, la C-4R centrò il quarto posto assoluto e la vittoria di classe a Le Mans 1952, oltre alla vittoria alla 12 Ore di Sebring 1953. La variante C-4RK, sviluppata con la consulenza dell'aerodinamico Wunibald Kamm e riconoscibile per la coda tronca, fu costruita in un unico esemplare per proteggere maggiormente il pilota rispetto alla roadster scoperta.
- C-5R (1953): spinta dal V8 Chrysler da 310 CV, a Le Mans 1953 toccò i 249 km/h sul rettilineo delle Hunaudières e chiuse terza assoluta, alle spalle di due Jaguar C-Type.
- C-6R (1954): unico esemplare, unico modello Cunningham motorizzato con un quattro cilindri Offenhauser di derivazione Indianapolis da 2.942 cc e 270 CV, sostituito nel 1957 da un sei cilindri Jaguar 3,8 litri; soffrì di diversi problemi di affidabilità in gara.
Nel complesso, le C-4R conquistarono dodici vittorie su cinquantuno gare disputate, con ventisei podi e otto vittorie di classe.
La fine della produzione
L'avventura industriale di Cunningham si chiuse nel 1955, non per mancanza di risultati sportivi ma per ragioni economiche e fiscali: il fisco statunitense applicava una regola secondo cui, dopo cinque anni consecutivi di perdite, un'attività doveva essere riclassificata come semplice hobby personale, perdendo i vantaggi fiscali riservati alle imprese. A questo si aggiungeva l'impossibilità, per un singolo imprenditore, di sostenere i costi di sviluppo dei grandi costruttori europei. Lo stesso Cunningham dichiarò di aver smesso di provarci a vincere Le Mans con una vettura propria perché non poteva permettersi di competere contro i maggiori costruttori del continente.
Il mercato del collezionismo oggi
La rarità e la storia sportiva delle Cunningham ne fanno oggi pezzi molto ambiti nelle aste internazionali dedicate alle auto d'epoca. Una C-3 Cabriolet con carrozzeria Vignale è stata aggiudicata per 1.215.000 dollari da RM Sotheby's nel 2022, mentre un telaio C-3 privo di carrozzeria originale, poi ricostruito in stile C-2R, è stato venduto per 275.000 dollari da Bonhams nel 2016. Diversi esemplari sono conservati in collezioni museali, tra cui il Revs Institute in Florida, che custodisce anche la C-6R.
