La visione di Errett Lobban Cord
Errett Lobban Cord non era un ingegnere ma un venditore geniale, capace di rilanciare in pochi mesi le sorti della Auburn Automobile Company rilevandone il controllo nel 1925. Da presidente costruì attorno a sé un gruppo industriale verticale, la Cord Corporation, che comprendeva i motori aeronautici Lycoming e la compagnia aerea Stinson, oltre all'automobile che avrebbe portato il suo nome.
- La sua idea era offrire tecnologie sperimentali, come la trazione anteriore, a un pubblico più ampio rispetto ai soli prototipi da salone.
- Pochi anni dopo il lancio della Cord, lo stesso Cord acquisì anche la Duesenberg, portando nel gruppo un altro marchio simbolo del lusso americano.
Potenza
Da 125 CV (L-29 e 810) a 170 CV (812 sovralimentato)
Cord L-29: la trazione anteriore arriva in America
Presentata alla fine del 1929, la Cord L-29 fu la prima vettura a trazione anteriore offerta al pubblico americano su scala industriale, anticipando di poco la sfortunata Ruxton. Il progetto, firmato dall'ingegnere Cornelius Van Ranst, sfruttava giunti omocinetici e un layout che permetteva un baricentro molto basso rispetto alle berline coeve a trazione posteriore.
Sotto il cofano lavorava un otto cilindri in linea Lycoming da 4.934 cm³ e 125 CV, abbinato a un cambio manuale a tre rapporti e freni idraulici Lockheed sulle quattro ruote, soluzioni ancora poco comuni per l'epoca. Lo stile, firmato da Alan H. Leamy, si riconosceva per la calandra a V resa necessaria dal differenziale montato in posizione bassa.
Anni di produzione
1929-1932 e 1936-1937
Cord 810/812: il "coffin nose" che stupì il mercato
Dopo una pausa produttiva, il marchio tornò nel 1936 con il modello 810, disegnato da Gordon M. Buehrig insieme a un giovane Vince Gardner. La carrozzeria abbandonava radiatore e predellini tradizionali in favore di un frontale a listelli orizzontali che le valse il soprannome di "coffin nose", muso a bara, e introduceva per prima al mondo i fari a scomparsa su un'auto di serie, una soluzione che sarebbe tornata di moda solo negli anni Sessanta.
Il V8 Lycoming da 4.730 cm³ erogava 125 CV nella versione 810, saliti a 170 CV nella 812 sovralimentata del 1937, riconoscibile dai tubi di scarico cromati a vista sui fianchi del cofano. Nonostante l'enorme successo di pubblico al Salone di New York del 1935, le vendite calarono rapidamente per problemi di affidabilità come il vapor lock e le perdite di carburante.
Il declino e l'eredità del marchio
La combinazione di problemi tecnici, rete commerciale in contrazione e difficoltà finanziarie legate alla Grande Depressione portò Errett Lobban Cord a cedere le proprie quote nell'agosto 1937: pochi mesi dopo, a dicembre, i marchi Cord, Auburn e Duesenberg cessarono definitivamente la produzione.
Nonostante la vita brevissima, la Cord ha lasciato un'eredità tecnica di rilievo, tanto da essere ricordata ancora oggi come una delle vetture americane più innovative del proprio tempo e da comparire in opere letterarie e cinematografiche come "Vivi e lascia morire" di Ian Fleming.
