Da Lotus a un sogno tutto nuovo
La storia della Clan Crusader comincia nel 1969, quando un gruppo di ingegneri provenienti dalla Lotus, guidato da Paul Haussauer con lo stile disegnato da John Frayling, decide di fondare una casa automobilistica indipendente. L'obiettivo era chiaro: costruire una sportiva leggerissima, ben costruita e più economica da mantenere rispetto ai modelli Lotus da cui il gruppo proveniva.
La Clan Motor Company si insedia a Washington, nella contea di Durham, in Inghilterra, e con l'aiuto di un contributo statale avvia la produzione ufficiale a settembre del 1971, dopo alcuni primi esemplari assemblati già da luglio dello stesso anno.
Motore
4 cilindri Hillman Imp, 875-998 cc, posteriore
La meccanica leggera della Crusader
La Crusader adotta una scocca monoscocca in fibra di vetro e un layout a motore posteriore, con meccanica derivata dalla Hillman Imp Sport: un quattro cilindri da 875 cc capace di 51 CV a 6.100 giri, in seguito affiancato da un'unità da 998 cc. Il peso di circa 615 kg permetteva prestazioni dignitose per l'epoca, con una velocità massima di circa 159 km/h.
- Cambio manuale a 4 marce
- Sospensioni derivate dalla Hillman Imp
- Lunghezza di circa 3.810 mm e passo di circa 2.089 mm
La leggerezza e la maneggevolezza vennero premiate dalla stampa specializzata dell'epoca, e la Crusader colse anche buoni risultati in gare rally amatoriali, tra cui una vittoria al Tour of Mull nel 1972.
Potenza
Da 51 a 78 CV a seconda della versione
Il crollo e i tentativi di rilancio
Nonostante le buone recensioni, la Crusader soffriva di un prezzo di listino elevato per la categoria, circa 1.399 sterline nella versione assemblata. Gli scioperi nell'industria britannica, la crisi petrolifera del 1973 e l'introduzione dell'IVA sulle kit car misero rapidamente in ginocchio la piccola azienda, che cessò la produzione a novembre 1973 dopo circa 315 esemplari.
Il marchio non scomparve del tutto: nel 1982 Peter McCandless rilevò gli stampi originali e fondò la Clan Cars Ltd a Newtownards, in Irlanda del Nord, realizzando circa 150 esemplari tra versioni stradali e da competizione fino alla chiusura definitiva nel 1987, per difficoltà finanziarie e problemi di qualità.
Velocità massima
159-180 km/h a seconda della versione
La Clan oggi: un'oldtimer da collezionisti
Con appena qualche centinaio di esemplari costruiti in tutte le sue versioni, la Clan Crusader è oggi una vera rarità, apprezzata da un ristretto ma appassionato circolo di collezionisti britannici. La sua storia travagliata, fatta di ingegno tecnico e sfortuna commerciale, la rende un esempio emblematico di quelle auto che il tempo ha trasformato in testimonianze di cultura motoristica più che in semplici mezzi di trasporto: la definizione più autentica di oldtimer.
