La nascita a Torino nel dopoguerra
Piero Dusio fondò la Cisitalia nel 1946 a Torino con l'idea di rimettere in moto rapidamente le corse automobilistiche italiane, in un momento in cui le case tradizionali non avevano ancora i mezzi per progettare vetture ex novo.
- Il primo modello fu la D46, una monoposto da corsa con telaio tubolare leggero e componenti derivati dalla Fiat
- La vettura pesava meno di 400 kg ed erogava tra i 60 e i 70 CV, risultando estremamente competitiva nella sua categoria
- Tra i piloti che la guidarono figurano Tazio Nuvolari, Alberto Ascari e Piero Taruffi, quest'ultimo anche responsabile dello sviluppo tecnico della squadra corse
Motore 202
4 cilindri in linea, 1089 cc, derivato Fiat 1100
La 202: quando un'auto diventa scultura
Il successo della D46 convinse Dusio a realizzare anche una gran turismo stradale: nacque così la Cisitalia 202, presentata nel 1947 con la linea disegnata da Battista "Pinin" Farina e l'impostazione tecnica curata dall'ingegnere Giovanni Savonuzzi.
- Telaio tubolare in acciaio cromo-molibdeno di derivazione aeronautica, con carrozzeria in alluminio realizzata a mano dai carrozzieri torinesi
- Meccanica basata sul quattro cilindri Fiat 1100, portato a circa 1089 cc e 55 CV
- Prodotta in berlinetta e cabriolet, con varianti sportive come la 202 SMM Spyder Nuvolari e la 202 CMM aerodinamica realizzata in pochissimi esemplari
Nel 1951 una 202 divenne la prima automobile esposta in modo permanente in un museo d'arte moderna, il MoMA di New York, consacrando la vettura come autentica opera di design.
Potenza 202
circa 55 CV a 5.400-5.500 giri/min
Le corse e il progetto Porsche che cambiò tutto
Nel 1947 la Cisitalia si presentò alla Mille Miglia con cinque vetture, ottenendo il secondo, terzo e quarto posto assoluto, con Nuvolari al volante di una delle spyder.
Forte di questi risultati, Dusio commissionò a Ferry Porsche il progetto della 360 Grand Prix, una monoposto con motore centrale e trazione integrale tecnicamente avanzatissima ma troppo costosa da sviluppare e produrre. L'investimento mise in crisi le finanze dell'azienda, che entrò in amministrazione controllata proprio mentre la 202 era al culmine del successo commerciale.
Velocità massima 202
circa 160-165 km/h
Il declino e l'eredità del marchio
Dopo la crisi del 1949 la produzione della 202 proseguì a rilento fino al 1952. Nel 1953 Piero Dusio si ritirò dall'azienda, che continuò l'attività sotto la guida del figlio Carlo con il nome Cisitalia Autocostruzioni, trasferendo la produzione a Racconigi e dedicandosi alla trasformazione di vetture di serie Fiat, fino alla chiusura definitiva nel 1963.
Nonostante una vita produttiva brevissima, la Cisitalia resta un riferimento nella storia del design automobilistico italiano ed è oggi ricercata dai collezionisti proprio per la rarità e il valore storico dei suoi modelli.
