Dalla Maxwell alla Chrysler: la nascita di un colosso di Detroit
Quando Walter Chrysler rileva e riorganizza la Maxwell Motor Company nel 1925, l'obiettivo è costruire automobili tecnicamente più avanzate della concorrenza a un prezzo accessibile. La scommessa paga: la Chrysler Six, capace di superare i 110 km/h e dotata di freni idraulici su tutte le ruote, conquista rapidamente il mercato americano.
- In appena due anni la Chrysler Corporation diventa una delle principali case automobilistiche statunitensi
- Vengono venduti circa 192.000 esemplari nei primi anni di attività
- L'attenzione all'ingegneria, più che allo stile, diventa il tratto distintivo del marchio
Anno di fondazione
1925
Il coraggio della Airflow e il lusso della Imperial
Nel 1934 Chrysler lancia la Airflow, la prima vettura di serie americana progettata attorno ai risultati della galleria del vento, con scocca portante e una linea aerodinamica giudicata troppo radicale dal pubblico dell'epoca. Il flop commerciale (meno di 29.600 esemplari in tutte le versioni) non cancella l'importanza storica del modello, che influenzerà il design automobilistico mondiale per decenni.
Il ruolo di ammiraglia passa così alla Imperial, nata già nel 1926 come vertice della gamma Chrysler e destinata a competere con Cadillac, Lincoln, Packard, Duesenberg e Cord. Tra le soluzioni che ne hanno segnato la storia figurano i supporti motore "Floating Power" per isolare le vibrazioni, i freni a disco Ausco-Lambert introdotti nel dopoguerra e, nel 1953, l'aria condizionata Airtemp offerta di serie su un'auto di produzione.
Hemi e 300 Letter Series: l'epoca d'oro delle prestazioni
Nel 1951 debutta il V8 Hemi FirePower, dal caratteristico cielo della camera di combustione a forma emisferica, motore che diventerà sinonimo di prestazioni per l'intera industria americana. È proprio un Hemi da 331 pollici cubici e 300 cavalli a dare il nome, nel 1955, alla prima Chrysler 300, capostipite della cosiddetta "Letter Series".
- Ogni anno il modello riceve una nuova lettera identificativa, dalla C-300 del 1955 fino alla 300L del 1965
- La 300B del 1956 supera i 355 CV, diventando la prima vettura americana a superare 1 CV per pollice cubico di cilindrata
- La 300C del 1957, con calandra imponente e pinne posteriori, monta un Hemi da 392 pollici cubici e 375 CV, con una serie limitatissima da 390 CV realizzata in appena 18 esemplari
New Yorker, l'onda lunga del lusso Chrysler
Prodotta ininterrottamente dal 1940 al 1996, la New Yorker è stata per gran parte della sua storia il modello più prestigioso della gamma Chrysler, proposta in berlina, coupé, cabriolet e station wagon nel corso di quattordici generazioni. Pensata per competere con Buick, Oldsmobile e Mercury, al momento del ritiro dal mercato risultava la nomenclatura automobilistica statunitense più longeva ancora in produzione.
Da DaimlerChrysler a Stellantis: cosa resta oggi del marchio
La storia societaria di Chrysler negli ultimi decenni è stata movimentata quanto quella dei suoi modelli: nel 1998 la fusione con Daimler-Benz dà vita a DaimlerChrysler, nel 2007 l'80% del gruppo passa a Cerberus Capital Management, mentre nel 2009 Chrysler entra nell'orbita Fiat, confluendo nel 2014 in Fiat Chrysler Automobiles e infine, dal gennaio 2021, in Stellantis.
Oggi il marchio produce di fatto solo i minivan Pacifica e Voyager, un catalogo ridotto che rende ancora più significativo, per gli appassionati, il patrimonio di modelli storici che popolano oggi il segmento Oldtimer: dalla sperimentale Airflow alle scattanti 300 Letter Series, fino al design retrò della PT Cruiser lanciata nel 2000, futura candidata a entrare essa stessa nella categoria delle auto d'epoca.
