Dalle corse in bicicletta al volante delle prime automobili
Prima di diventare costruttore, Fernand Charron era già un nome noto nello sport: vincitore del campionato francese di ciclismo su pista nel 1891, si era poi convertito alle corse automobilistiche diventando uno dei piloti più forti della sua generazione. Tra il 1897 e il 1903 partecipò a diciotto gare, vincendone quattro tra cui le prestigiose Parigi-Amsterdam-Parigi, Parigi-Bordeaux e la prima Gordon Bennett Cup, guidando quasi sempre vetture Panhard et Levassor.
Fu proprio questa esperienza da pilota a spingerlo, insieme ai colleghi Léonce Girardot ed Émile Voigt, a fondare nel 1901 una propria casa automobilistica: nasce così la Automobiles Charron, Girardot et Voigt, meglio nota come CGV, con stabilimento a Puteaux, pochi chilometri da Parigi.
Paese di origine
Francia (poi Regno Unito dal 1919)
Il successo di CGV e la clientela d'élite
Nei primi anni del Novecento CGV si afferma come costruttore di vetture costose e raffinate, prodotte in piccola serie: circa 300 unità l'anno, con punte come le 216 vetture a quattro cilindri realizzate nel 1904, vendute in Inghilterra fino a 1200 sterline, una cifra enorme per l'epoca.
- Tra i clienti figurano il re Carlo I del Portogallo
- L'aviatore Louis Blériot
- L'industriale della gomma André Michelin
- Il magnate americano William Kissam Vanderbilt
La gamma motoristica di quegli anni spazia dalla piccola bicilindrica da 8 CV e 1205 cc fino al sei cilindri da 30 CV e 6782 cc, a testimonianza dell'ampiezza dell'offerta tecnica del costruttore.
Fondazione
1901
La svolta britannica: da Charron Limited a Charron-Laycock
Nel 1906 Girardot e Voigt lasciano l'azienda, che viene riorganizzata con capitali inglesi con il nome di Charron Limited, pur mantenendo la sede produttiva a Puteaux. Fernand Charron resta amministratore delegato fino al 1908.
Dopo la Prima guerra mondiale, nel 1919, la società si fonde con la britannica W.S. Laycock, fondata da William Samuel Laycock, dando vita alla Charron-Laycock. Al Salone di Parigi del 1919 il nuovo marchio presenta due modelli, la piccola Type TC da 6 CV e 1057 cc e la più grande Type PGM da 15 CV e 3392 cc. Nel 1921 il quotidiano britannico The Times arriva a definire la Charron-Laycock "la Rolls-Royce delle piccole auto", un riconoscimento che racconta bene la reputazione qualitativa del marchio in quegli anni.
Cessazione attività
1930
Il declino e la chiusura della produzione
Negli anni '20 la gamma si restringe progressivamente a vetture di piccola cilindrata: entro il 1924 il listino comprende solo modelli compatti, con prezzi tra 16.000 e 18.000 franchi. Nel 1925 vengono introdotti i freni sulle quattro ruote sui modelli da 12/14 CV, un aggiornamento tecnico importante ma non sufficiente a mantenere il passo della concorrenza.
La crescente pressione dei grandi costruttori francesi, ormai orientati alla produzione su larga scala, rende la struttura artigianale di Charron sempre meno sostenibile. La produzione cessa definitivamente nel 1930, chiudendo una parabola industriale durata quasi trent'anni.
