Dalle origini all'ingresso in General Motors
La storia di Buick comincia nel 1899 come piccola realtà dedicata a motori a combustione interna, prima di trasformarsi nel 1903 in Buick Motor Company. Il salto di qualità arriva quando William C. Durant assume il controllo dell'azienda: sotto la sua guida Buick passa da poche decine di vetture l'anno a diventare, nel 1908, il primo produttore automobilistico negli Stati Uniti, superando concorrenti come Ford e Oldsmobile.
È proprio questo successo a spingere Durant a fondare General Motors nel 1908, utilizzando Buick come pilastro fondante del nuovo gruppo. Da subito il marchio riceve un posizionamento preciso all'interno della gerarchia GM: vetture di lusso accessibile, un gradino sotto Cadillac, ruolo che manterrà per tutta la sua storia.
Fondazione
1899 come Buick Auto-Vim and Power Company, Buick Motor Company dal 1903
Gli anni d'oro: lusso, cromature e grandi V8
Tra gli anni Trenta e Sessanta Buick vive la sua stagione più prolifica. Nel 1931 debutta il motore Straight-8, mentre nel 1936 arrivano due nomi destinati a diventare leggendari: la Roadmaster, ammiraglia della gamma, e la Century, definita la "bankers hot rod" per la capacità di montare il motore più potente su una carrozzeria compatta.
Nel 1949 fanno la loro comparsa i portholes, le caratteristiche feritoie decorative sui parafanghi anteriori che diventeranno il tratto distintivo del marchio, con il numero di fori a indicare il livello di gamma del modello. Nel 1953 arriva il primo motore V8 Buick, seguito nel decennio successivo dal celebre Nailhead, mentre già dal 1948 la Dynaflow porta a bordo delle Buick uno dei primi cambi automatici a convertitore di coppia dell'industria americana.
Sede storica
Flint, Michigan (trasferita a Detroit nel 1998)
Riviera, Skylark ed Electra: le icone più ricercate dai collezionisti
Nel 1959 il debutto dell'emblema "Trishield" accompagna il lancio di LeSabre, Invicta ed Electra, quest'ultima nata per sostituire sia la Super sia la Roadmaster.
Il 1963 segna invece l'arrivo della Riviera, coupé personal-luxury spinta dal V8 Nailhead da 401 pollici cubici (325 CV), disponibile anche in versione da 425 pollici cubici e 340 CV: linee filanti e allestimenti raffinati, con climatizzatore e servosterzo, ne fanno una delle Buick più amate di sempre dal collezionismo. La Skylark, presentata come variante di lusso della Roadmaster nel 1953 e poi rilanciata nel 1961 come top di gamma della compatta Special, resta invece in produzione fino al 1998, attraversando sei generazioni molto diverse tra loro per stile e meccanica.
- Riviera: coupé di lusso a due porte, prodotta dal 1963 al 1999
- Skylark: dal 1953 al 1998, con sei generazioni distinte
- Electra: ammiraglia dal 1959 al 1990
Elemento distintivo
Portholes (VentiPorts) sui parafanghi anteriori, dal 1949
Le Buick da prestazione: Grand National e GNX
Non tutta la storia Buick è fatta di comfort e cromature: negli anni Ottanta la Regal Grand National, spinta da un V6 turbo 3.8 litri, riporta il marchio ai vertici delle prestazioni. La versione definitiva, la GNX del 1987, viene ancora oggi ricordata come una delle americane più veloci della sua epoca, capace di accelerazioni da 0 a 100 km/h che mettevano in difficoltà anche sportive europee ben più blasonate.
Proprio per la sua rarità e per il ruolo di "ultima grande Buick turbo", la GNX è oggi uno dei modelli del marchio più quotati sul mercato del collezionismo.
Comprare una Buick oldtimer oggi
Sul mercato dell'usato d'epoca le Buick offrono un ventaglio di possibilità molto ampio: dai modelli di grande diffusione degli anni Cinquanta e Sessanta, con quotazioni relativamente accessibili per lo stato di conservazione medio, fino agli esemplari rari o particolarmente ricercati come la GNX, che possono raggiungere valori molto più elevati.
Chi valuta l'acquisto dovrebbe prestare attenzione soprattutto a tre aspetti: lo stato della carrozzeria, spesso soggetta a ruggine se il veicolo ha vissuto climi umidi; la condizione della trasmissione automatica d'epoca (Dynaflow o Turbo Hydramatic), che richiede manutenzione specialistica; e la disponibilità di ricambi, generalmente più semplice per i modelli di grande serie che per le versioni più rare.
