Ettore Bugatti e la nascita di un'officina diventata leggenda
La storia comincia nel 1909, quando Ettore Bugatti fonda a Molsheim, allora territorio tedesco e oggi in Francia, la sua manifattura di automobili. Il primo modello a portare la firma del marchio è la Type 13, una vettura leggera che già mostra i tratti distintivi che accompagneranno la casa per decenni: il radiatore a ferro di cavallo, la cura maniacale per i dettagli meccanici e un'attenzione al design che va oltre la semplice funzione.
Bugatti non è soltanto un costruttore di automobili: è un ingegnere prolifico, autore di centinaia di brevetti, che applica alle sue vetture soluzioni tecniche all'avanguardia in fatto di leggerezza e aerodinamica, temi ancora poco esplorati dal resto dell'industria dell'epoca.
Fondazione del marchio
1909, a Molsheim, in Alsazia
La Type 35, l'auto da corsa più vincente di sempre
Prodotta tra il 1924 e il 1931 in diverse varianti (35, 35A, 35B, 35C, 35T), la Type 35 resta ancora oggi uno dei simboli assoluti dell'automobilismo sportivo. Il motore otto cilindri in linea, inizialmente da 1.991 cc, arrivava a erogare fino a 140 CV nella versione sovralimentata 35B, con punte di velocità superiori ai 215 km/h.
- Cinque vittorie consecutive alla Targa Florio, dal 1925 al 1929
- Successi multipli al Gran Premio di Francia e al Gran Premio di Monaco
- Oltre 2.000 vittorie complessive in una carriera agonistica lunga quasi un decennio
Numeri che ne fanno, a detta di molti storici dell'automobile, la vettura da competizione più vincente mai costruita.
Epoca Oldtimer
Dal 1909 ai primi anni Cinquanta
Il lusso senza compromessi: dalla Royale alla Type 57 Atlantic
All'estremo opposto rispetto alle vetture da corsa si colloca la Type 41 Royale, prodotta tra il 1929 e il 1933 in appena sei esemplari. Pensata per teste coronate e grandi industriali, montava un otto cilindri da 12.763 cc capace di oltre 280 CV, in una carrozzeria lunga quasi sei metri e con un peso superiore ai tre quintali. Sul cofano, una statuetta a forma di elefante danzante, scolpita dal fratello di Ettore, Rembrandt Bugatti.
Pochi anni dopo, tra il 1934 e il 1939, la casa alsaziana presenta la Type 57, prodotta in circa 740 esemplari nelle varianti Ventoux, Galibier, Stelvio, Atalante e Aravis. La versione più celebre è però la Type 57SC Atlantic, una coupé disegnata da Jean Bugatti e realizzata in soli quattro esemplari, riconoscibile per la caratteristica cucitura centrale rialzata lungo tutta la carrozzeria, nata da un'esigenza costruttiva legata alla lega leggera utilizzata per la scocca.
Vittorie principali
Targa Florio 1925-1929, 24 Ore di Le Mans 1937 e 1939
Le vittorie che hanno scritto la storia dello sport
Oltre ai successi della Type 35, la Type 57 nella versione da competizione 57G, soprannominata "Tank" per la sua carrozzeria aerodinamica, conquistò due edizioni della 24 Ore di Le Mans, nel 1937 e nel 1939. Proprio mentre collaudava l'evoluzione di quella vettura, nell'agosto del 1939, Jean Bugatti perse la vita in un incidente vicino a Molsheim: un lutto che, insieme allo scoppio della guerra, segnò l'inizio del declino della casa automobilistica sotto la guida del padre Ettore.
Perché una Bugatti d'epoca è oggi un oggetto da collezione
Dopo la Seconda guerra mondiale la produzione automobilistica di Molsheim si ridusse progressivamente, fino a interrompersi negli anni Cinquanta. Sono proprio le vetture nate in quel primo, irripetibile mezzo secolo di storia a costituire oggi il cuore del collezionismo Bugatti: esemplari rari, spesso unici, il cui valore combina la scarsità produttiva, il prestigio sportivo e la qualità costruttiva artigianale.
Sul mercato specializzato circolano oggi poche decine di esemplari di alta qualità, e le quotazioni delle vetture più celebri, quando compaiono alle grandi aste internazionali, possono raggiungere cifre a più zeri, confermando le Bugatti d'anteguerra tra le automobili da collezione più ambite al mondo.
