Le origini a Brema: da Goliath a Borgward
Le radici del gruppo affondano negli anni Venti, quando Carl Friedrich Wilhelm Borgward, ingegnere nato ad Amburgo nel 1890, entra come socio nella Bremer Reifenindustrie di Brema. Nel giro di pochi anni l'attività si trasforma in una piccola fabbrica di veicoli a tre ruote, e nel 1928 nasce la Goliath-Werke Borgward & Co., cui segue l'acquisizione della storica Hansa-Lloyd-Werke.
Il salto di scala arriva nel 1938, con l'apertura dello stabilimento Carl F. W. Borgward Automobil- und Motorenwerke a Sebaldsbrück, alle porte di Brema: con oltre 22.000 dipendenti diventa la più grande fabbrica automobilistica privata di Germania. Dopo la guerra, per aggirare i vincoli di razionamento dell'acciaio, Borgward suddivide l'attività in tre società distinte:
- Borgward, dedicata alle vetture di fascia media e alta;
- Hansa, per le berline di rappresentanza e le vetture di taglia superiore;
- Goliath, per i veicoli commerciali leggeri e le piccole utilitarie;
- Lloyd, per i modelli più economici ed essenziali.
Nel dopoguerra il gruppo diventa il terzo produttore d'auto tedesco, superando le 100.000 unità l'anno e arrivando a impiegare circa 23.000 persone.
Anni di attività del marchio storico
1938-1961
Isabella, la vettura simbolo del marchio
Presentata nel giugno 1954, la Borgward Isabella resta il modello più conosciuto e amato dell'intera produzione del gruppo: oltre 202.000 esemplari costruiti fino al 1962, in un'ampia varietà di carrozzerie che spaziano dalla berlina due porte al cabriolet, dalla station wagon Combi al coupé 2+2.
Il cuore meccanico è un quattro cilindri di 1.493 cc che nella versione base eroga 60 CV, sufficienti per superare i 130 km/h. La variante più sportiva, la Isabella TS (Touring Sport), introdotta nel 1955 sul cabriolet e poi estesa alle altre carrozzerie, sale a 75 CV e sfiora i 150 km/h di velocità massima. La scocca portante, il cambio manuale a quattro marce con leva al volante e le sospensioni indipendenti a molle elicoidali completano una meccanica semplice ma solida, apprezzata ancora oggi per la sua affidabilità.
Isabella fu assemblata, oltre che a Brema, anche in Indonesia, Messico e Argentina, a testimonianza dell'ambizione internazionale del marchio in quegli anni.
Modello più celebre
Isabella (1954-1962, oltre 202.000 esemplari)
Hansa, Goliath e Lloyd: la gamma allargata
Prima dell'Isabella, ad aprire la stagione del dopoguerra era stata la Hansa 1500, presentata al Salone di Ginevra nel 1949 e considerata la prima vettura tedesca postbellica con carrozzeria a tre volumi priva di parafanghi sporgenti. Le versioni successive, 1800 e 2400, ampliarono la gamma verso l'alto: la Hansa 2400, berlina sei cilindri da 2.337 cc prodotta dal 1952 al 1959, fu la prima vettura tedesca offerta anche con cambio automatico.
Sul fronte delle utilitarie, la Goliath GP700 montava un bicilindrico due tempi da 688 cc e fu tra le prime vetture al mondo a introdurre l'iniezione di benzina Bosch, già nel 1952. La Lloyd LP300, soprannominata bonariamente Leukoplastbomber per la carrozzeria in legno rivestita di similpelle riparabile con il nastro adesivo Leukoplast, rappresentava invece l'accesso più economico alla motorizzazione privata nella Germania della ricostruzione.
A chiudere la gamma, nel 1960 arrivò la Borgward P100, ammiraglia a sei cilindri da 2.240 cc e 100 CV: prima automobile tedesca di serie dotata di sospensioni pneumatiche autolivellanti, anticipò di due anni una soluzione che Mercedes-Benz avrebbe adottato solo nel 1962 sulla 300 SE.
Fine dell'attività storica
Fallimento dichiarato nel 1961
Il fallimento del 1961: una crisi più finanziaria che industriale
Nonostante il successo commerciale, alla fine degli anni Cinquanta il gruppo Borgward si trova con una gamma troppo frammentata e scorte invendute in crescita, mentre il mercato d'esportazione verso il Nord America rallenta bruscamente. Una copertura giornalistica molto critica, pubblicata dal settimanale Der Spiegel nel dicembre 1960, mina la fiducia di banche e fornitori proprio mentre l'azienda affronta una crisi di liquidità.
Nel febbraio 1961 Carl Borgward è costretto a cedere il controllo dell'azienda allo Stato di Brema in cambio di garanzie di credito; tra luglio e novembre dello stesso anno Borgward, Goliath e Lloyd vengono dichiarate fallite. La beffa arriva a liquidazione conclusa: tutti i creditori vengono saldati integralmente e restano in cassa 4,5 milioni di marchi, a conferma che l'azienda era di fatto solvibile. Carl Borgward morirà due anni dopo, nel 1963, sostenendo fino all'ultimo questa tesi.
Tentativo di rilancio moderno
2008-2022, Borgward Group AG, fallita nel 2022
Dal tentativo di rilancio cinese al collezionismo di oggi
Il nome Borgward non è scomparso del tutto: nel 2008 il nipote del fondatore, Christian Borgward, fonda la Borgward Group AG con l'obiettivo di riportare in vita il marchio. Nel 2014 i diritti passano al gruppo cinese Foton Motor, e nel 2015 debutta il SUV BX7, seguito da BX3, BX5, BX6 e dal concept elettrico Isabella. Il progetto raggiunge un picco di vendite nel 2019, ma crolla rapidamente negli anni successivi fino alla bancarotta definitiva, dichiarata da un tribunale di Pechino nel dicembre 2022.
Restano, a testimoniare la storia originale del marchio, gli esemplari sopravvissuti di Isabella, Hansa, Goliath e Lloyd, oggi ricercati dai collezionisti di auto Oldtimer. Le quotazioni per una Isabella in buone condizioni oscillano generalmente fra i 15.000 e i 55.000 euro, con punte più alte per le versioni Coupé e Cabriolet TS in stato di conservazione eccellente. Club internazionali come il Borgward Drivers Club organizzano raduni annuali e mantengono viva la rete di ricambisti specializzati, indispensabile per chi affronta un restauro.
