Scheda modello

Oldtimer Borgward

Borgward è stato uno dei grandi nomi dell'industria automobilistica tedesca del dopoguerra, capace di arrivare terzo costruttore nazionale prima di un fallimento improvviso nel 1961. Oggi le sue vetture, a partire dalla celebre Isabella, sono tra le Oldtimer più ricercate dai collezionisti europei.

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Perché sì

  • Abitacolo spazioso e comodo, con buona visibilità e bagagliaio pratico grazie agli schienali posteriori abbattibili (Isabella)
  • Meccanica semplice e robusta, con intervalli di manutenzione ampi per gli standard dell'epoca
  • Soluzioni tecniche d'avanguardia anticipate sui concorrenti: iniezione benzina Bosch (Goliath GP700), cambio automatico (Hansa 2400), sospensioni pneumatiche autolivellanti (P100)
  • Buona stabilità e tenuta di strada anche a distanza di decenni dalla progettazione
  • Ampia scelta di carrozzerie tra berlina, coupé, cabriolet e station wagon

Da valutare

  • Accesso limitato a due porte sulla maggior parte della gamma, nonostante l'abitabilità generosa
  • Freni a tamburo con risposta poco graduale e sterzo pesante con ampio raggio di sterzata rispetto agli standard moderni
  • Ricambi originali sempre più rari, reperibili quasi esclusivamente tramite i club di appassionati
  • Gamma di modelli storicamente troppo frammentata, uno dei fattori che contribuì al declino commerciale dell'azienda

In sintesi

Sede
Brema, Germania
Fondatore
Carl F. W. Borgward
Anni di attività del marchio storico
1938-1961
Modello più celebre
Isabella (1954-1962, oltre 202.000 esemplari)
Marchi del gruppo
Borgward, Hansa, Goliath, Lloyd
Fine dell'attività storica
Fallimento dichiarato nel 1961
Tentativo di rilancio moderno
2008-2022, Borgward Group AG, fallita nel 2022

Borgward nasce a Brema dall'intraprendenza di Carl F. W. Borgward, ingegnere che a partire dagli anni Venti trasforma una piccola officina in un gruppo industriale capace di competere con i grandi nomi della motorizzazione tedesca. Attraverso i marchi Goliath, Lloyd e Hansa, l'azienda arriva nel dopoguerra a essere il terzo costruttore d'auto del paese, con modelli innovativi come la Isabella e l'ammiraglia P100. Il successo si interrompe bruscamente nel 1961, quando una crisi di liquidità porta al fallimento un'azienda che si sarebbe poi rivelata solvibile. Il nome è stato ripreso più volte nei decenni successivi, l'ultima con un rilancio cinese naufragato anch'esso in una bancarotta nel 2022, lasciando in eredità solo le vetture originali, oggi oggetto di culto tra gli appassionati di auto Oldtimer.

Le origini a Brema: da Goliath a Borgward

Le radici del gruppo affondano negli anni Venti, quando Carl Friedrich Wilhelm Borgward, ingegnere nato ad Amburgo nel 1890, entra come socio nella Bremer Reifenindustrie di Brema. Nel giro di pochi anni l'attività si trasforma in una piccola fabbrica di veicoli a tre ruote, e nel 1928 nasce la Goliath-Werke Borgward & Co., cui segue l'acquisizione della storica Hansa-Lloyd-Werke.

Il salto di scala arriva nel 1938, con l'apertura dello stabilimento Carl F. W. Borgward Automobil- und Motorenwerke a Sebaldsbrück, alle porte di Brema: con oltre 22.000 dipendenti diventa la più grande fabbrica automobilistica privata di Germania. Dopo la guerra, per aggirare i vincoli di razionamento dell'acciaio, Borgward suddivide l'attività in tre società distinte:

  • Borgward, dedicata alle vetture di fascia media e alta;
  • Hansa, per le berline di rappresentanza e le vetture di taglia superiore;
  • Goliath, per i veicoli commerciali leggeri e le piccole utilitarie;
  • Lloyd, per i modelli più economici ed essenziali.

Nel dopoguerra il gruppo diventa il terzo produttore d'auto tedesco, superando le 100.000 unità l'anno e arrivando a impiegare circa 23.000 persone.

Anni di attività del marchio storico

1938-1961

Isabella, la vettura simbolo del marchio

Presentata nel giugno 1954, la Borgward Isabella resta il modello più conosciuto e amato dell'intera produzione del gruppo: oltre 202.000 esemplari costruiti fino al 1962, in un'ampia varietà di carrozzerie che spaziano dalla berlina due porte al cabriolet, dalla station wagon Combi al coupé 2+2.

Il cuore meccanico è un quattro cilindri di 1.493 cc che nella versione base eroga 60 CV, sufficienti per superare i 130 km/h. La variante più sportiva, la Isabella TS (Touring Sport), introdotta nel 1955 sul cabriolet e poi estesa alle altre carrozzerie, sale a 75 CV e sfiora i 150 km/h di velocità massima. La scocca portante, il cambio manuale a quattro marce con leva al volante e le sospensioni indipendenti a molle elicoidali completano una meccanica semplice ma solida, apprezzata ancora oggi per la sua affidabilità.

Isabella fu assemblata, oltre che a Brema, anche in Indonesia, Messico e Argentina, a testimonianza dell'ambizione internazionale del marchio in quegli anni.

Modello più celebre

Isabella (1954-1962, oltre 202.000 esemplari)

Hansa, Goliath e Lloyd: la gamma allargata

Prima dell'Isabella, ad aprire la stagione del dopoguerra era stata la Hansa 1500, presentata al Salone di Ginevra nel 1949 e considerata la prima vettura tedesca postbellica con carrozzeria a tre volumi priva di parafanghi sporgenti. Le versioni successive, 1800 e 2400, ampliarono la gamma verso l'alto: la Hansa 2400, berlina sei cilindri da 2.337 cc prodotta dal 1952 al 1959, fu la prima vettura tedesca offerta anche con cambio automatico.

Sul fronte delle utilitarie, la Goliath GP700 montava un bicilindrico due tempi da 688 cc e fu tra le prime vetture al mondo a introdurre l'iniezione di benzina Bosch, già nel 1952. La Lloyd LP300, soprannominata bonariamente Leukoplastbomber per la carrozzeria in legno rivestita di similpelle riparabile con il nastro adesivo Leukoplast, rappresentava invece l'accesso più economico alla motorizzazione privata nella Germania della ricostruzione.

A chiudere la gamma, nel 1960 arrivò la Borgward P100, ammiraglia a sei cilindri da 2.240 cc e 100 CV: prima automobile tedesca di serie dotata di sospensioni pneumatiche autolivellanti, anticipò di due anni una soluzione che Mercedes-Benz avrebbe adottato solo nel 1962 sulla 300 SE.

Fine dell'attività storica

Fallimento dichiarato nel 1961

Il fallimento del 1961: una crisi più finanziaria che industriale

Nonostante il successo commerciale, alla fine degli anni Cinquanta il gruppo Borgward si trova con una gamma troppo frammentata e scorte invendute in crescita, mentre il mercato d'esportazione verso il Nord America rallenta bruscamente. Una copertura giornalistica molto critica, pubblicata dal settimanale Der Spiegel nel dicembre 1960, mina la fiducia di banche e fornitori proprio mentre l'azienda affronta una crisi di liquidità.

Nel febbraio 1961 Carl Borgward è costretto a cedere il controllo dell'azienda allo Stato di Brema in cambio di garanzie di credito; tra luglio e novembre dello stesso anno Borgward, Goliath e Lloyd vengono dichiarate fallite. La beffa arriva a liquidazione conclusa: tutti i creditori vengono saldati integralmente e restano in cassa 4,5 milioni di marchi, a conferma che l'azienda era di fatto solvibile. Carl Borgward morirà due anni dopo, nel 1963, sostenendo fino all'ultimo questa tesi.

Tentativo di rilancio moderno

2008-2022, Borgward Group AG, fallita nel 2022

Dal tentativo di rilancio cinese al collezionismo di oggi

Il nome Borgward non è scomparso del tutto: nel 2008 il nipote del fondatore, Christian Borgward, fonda la Borgward Group AG con l'obiettivo di riportare in vita il marchio. Nel 2014 i diritti passano al gruppo cinese Foton Motor, e nel 2015 debutta il SUV BX7, seguito da BX3, BX5, BX6 e dal concept elettrico Isabella. Il progetto raggiunge un picco di vendite nel 2019, ma crolla rapidamente negli anni successivi fino alla bancarotta definitiva, dichiarata da un tribunale di Pechino nel dicembre 2022.

Restano, a testimoniare la storia originale del marchio, gli esemplari sopravvissuti di Isabella, Hansa, Goliath e Lloyd, oggi ricercati dai collezionisti di auto Oldtimer. Le quotazioni per una Isabella in buone condizioni oscillano generalmente fra i 15.000 e i 55.000 euro, con punte più alte per le versioni Coupé e Cabriolet TS in stato di conservazione eccellente. Club internazionali come il Borgward Drivers Club organizzano raduni annuali e mantengono viva la rete di ricambisti specializzati, indispensabile per chi affronta un restauro.

Le generazioni della Borgward

13anni di storia

1949—19545 anni

Hansa 1500/1800

Prima vettura tedesca del dopoguerra con carrozzeria a tre volumi integrata, motore quattro cilindri da 1.498 cc nella versione 1500 e da 1.758 cc nella 1800, quest'ultima disponibile anche in variante diesel.

1952—19597 anni

Hansa 2400

Berlina di rappresentanza a sei cilindri da 2.337 cc, capostipite delle vetture tedesche con cambio automatico opzionale, prodotta in appena 1.032 esemplari.

1954—19628 anni

Isabella

Il modello più venduto del gruppo, oltre 202.000 unità in versioni berlina, coupé, cabriolet e station wagon Combi, con motore da 1.493 cc e potenze di 60 o 75 CV nella variante TS.

1960—19611 anno

P100

Ammiraglia a sei cilindri da 2.240 cc e 100 CV, prima vettura tedesca di serie con sospensioni pneumatiche autolivellanti; la produzione si interruppe con il fallimento dell'azienda dopo circa 2.530 esemplari.

Domande frequenti sulla Borgward

Perché la Borgward Isabella si chiama così?

Il nome deriverebbe da una donna incontrata da Carl Borgward durante un soggiorno in Spagna, anche se la vicenda resta parte dell'aneddotica che circonda il marchio più che un fatto documentato in modo univoco.

Perché il gruppo Borgward fallì nel 1961?

Una gamma di modelli troppo frammentata, scorte invendute in aumento e il crollo delle esportazioni verso il Nord America generarono una crisi di liquidità. Una campagna di stampa molto critica minò la fiducia di banche e fornitori, spingendo lo Stato di Brema a forzare il fallimento anche se l'azienda si rivelò poi solvibile, con tutti i creditori pagati e fondi residui in cassa.

Quanto vale oggi una Borgward Isabella?

Le quotazioni variano molto in base a condizioni e carrozzeria: gli esemplari da restaurare partono da poche migliaia di euro, mentre le Isabella in buono stato si aggirano generalmente tra 15.000 e 55.000 euro, con punte più alte per le rare versioni Coupé e Cabriolet TS in condizioni da concorso.

Esiste ancora oggi il marchio Borgward?

No. Dopo il fallimento storico del 1961, un tentativo di rilancio avviato nel 2008 dal nipote del fondatore e poi passato al controllo cinese di Foton Motor si è concluso a sua volta con una bancarotta dichiarata da un tribunale di Pechino nel dicembre 2022.

Dove si trovano ricambi per una Borgward d'epoca?

La fonte principale sono i club di appassionati, come il Borgward Drivers Club, che organizzano raduni internazionali e mettono in contatto i proprietari con ricambisti specializzati in grado di reperire componenti anche per i modelli più rari.

Fonti

Borgward verificate

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