Dall'ingegneria Ferrari alla propria casa
Giotto Bizzarrini arriva all'automobile da tecnico puro. Dopo gli anni in Alfa Romeo come collaudatore, entra in Ferrari nel 1957 e diventa responsabile dello sviluppo delle vetture sportive, contribuendo in modo determinante alla nascita della 250 GTO. Nel 1961, con la rottura interna che porta all'uscita di un gruppo di dirigenti e tecnici da Maranello, Bizzarrini lascia Ferrari e inizia a lavorare come consulente indipendente.
Il passaggio successivo è la collaborazione con Iso Rivolta, per cui sviluppa la meccanica della Grifo, prima di fondare nel 1964 la Prototipi Bizzarrini, ribattezzata Bizzarrini S.p.A. nel 1966. L'obiettivo dichiarato è costruire vetture da competizione capaci di essere omologate anche per la strada, unendo la leggerezza tipica delle carrozzerie italiane alla robustezza e alla potenza dei motori americani.
Motore del modello di punta
V8 Chevrolet 5,3 litri
La 5300 GT Strada: la corsa vestita da stradale
Il modello che ha reso celebre il marchio è la 5300 GT Strada, derivata dalla precedente Iso Grifo A3C da competizione e presentata a metà degli anni Sessanta. Il disegno della carrozzeria porta la firma di Giorgetto Giugiaro, con successivi affinamenti aerodinamici curati da Piero Drogo. Il telaio è un traliccio tubolare in acciaio rivestito da pannelli in materiale composito leggero, mentre il cuore meccanico è un V8 Chevrolet da 5,3 litri che nella versione stradale eroga circa 365 CV, capace di superare i 400 CV nelle versioni Corsa più spinte grazie ai carburatori Weber doppio corpo.
La distribuzione dei pesi vicina al 50:50 e la posizione del motore, arretrata rispetto al muso, regalano un equilibrio dinamico non comune per l'epoca. Il risultato commerciale, con 133 esemplari costruiti tra il 1965 e il 1968, resta il più significativo dell'intera storia dell'azienda.
Potenza
Oltre 400 CV nella versione Corsa
Gli altri progetti: GT Europa, P538 e Manta
Accanto alla 5300 GT, Bizzarrini sviluppa altri progetti meno noti ma altrettanto interessanti. La 1900 GT Europa nasce dalla collaborazione con General Motors sulla piattaforma Opel Kadett e viene realizzata in appena una diciassettina di esemplari, con motori tra 1.300 e 1.900 cc a seconda delle versioni.
Sul fronte racing, la P538 è una vettura da endurance a motore posteriore-centrale, spinta da un V8 Corvette da 5,3 litri, che partecipa alla 24 Ore di Le Mans nel 1966 e nel 1967. Proprio da un telaio P538 ritirato dalle corse nasce nel 1968 la Bizzarrini Manta, concept car firmata da Giorgetto Giugiaro per il debutto della sua neonata Italdesign, con un abitacolo a tre posti allineati che anticipa soluzioni riprese decenni dopo da altre vetture sportive.
Anno di fondazione
1964 (Bizzarrini S.p.A. dal 1966)
La chiusura del 1969 e i tentativi di rilancio
- Nel 1969, dopo circa 140 vetture costruite, le difficoltà finanziarie portano alla chiusura di Bizzarrini S.p.A.
- Negli anni successivi il nome viene ripreso più volte, senza mai tornare a una produzione stabile: nel 1990 nasce la one-off BZ-2001, basata su base Ferrari Testarossa.
- Nel 1998 viene presentata la Kjara, una concept ibrida diesel-elettrica mostrata al Salone di Torino.
- Nel 2005 debutta al Salone di Ginevra il concept GT Strada 4.1, dichiarato capace di uno 0-100 km/h in 3,8 secondi.
Nessuno di questi progetti si traduce però in una vera ripartenza industriale del marchio.
Anni di produzione storica
1964-1969
La rinascita contemporanea
Nel 2020 i diritti del marchio Bizzarrini vengono acquisiti da Pegasus Brands, che avvia un nuovo capitolo per la casa di Livorno. Il progetto più diretto verso la tradizione è la 5300 GT Corsa Revival, una riedizione fedele della vettura originale costruita a mano su disegni di fabbrica, prevista in una serie limitata di 24 esemplari e realizzata secondo gli standard di sicurezza per l'uso in pista. Accanto a essa vengono presentati anche progetti orientati al futuro del marchio, come la roadster Aperta Lusso e la hypercar Giotto, pensata come punta di diamante della nuova gamma e omaggio diretto al fondatore.
