Scheda modello

Oldtimer Bitter

Bitter è un piccolo costruttore tedesco nato dall'incontro tra meccanica Opel e carrozzerie italiane, capace di trasformare berline di serie in Gran Turismo esclusive prodotte in poche centinaia di esemplari.

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Perché sì

  • Design elegante firmato da carrozzieri italiani come Frua e Michelotti
  • Meccanica derivata da Opel, quindi relativamente semplice da reperire e riparare rispetto a una vera esotica
  • Rarità ed esclusività, con produzioni limitate a poche centinaia di esemplari per modello
  • Abitacolo curato e rifinito con materiali pregiati per l'epoca
  • Comportamento su strada più agile e leggero rispetto a rivali dirette come la Ferrari 400

Da valutare

  • Prestazioni nel complesso modeste per il segmento Gran Turismo, con accelerazioni tutt'altro che spettacolari
  • Interni con comandi e componenti visibilmente ripresi dalle Opel di serie, a scapito della percezione di esclusività
  • Ricambi originali e carrozzeria oggi difficili da reperire per via dei bassissimi volumi di produzione
  • Diversi progetti (Type 3, Rally GT, Tasco) non hanno mai raggiunto la produzione, segno di una storia aziendale finanziariamente fragile

In sintesi

Segmento
Gran Turismo di lusso
Carrozzeria
Coupé, con rare varianti cabriolet e berlina
Anni di produzione
1973-1989 (prima fase), poi 2007-2012 con la Vero
Sede
Schwelm, Germania
Basi meccaniche
Opel Diplomat, Opel Senator, Holden Caprice/Commodore
Esemplari CD
Circa 395 unità (1973-1979)
Esemplari SC
Circa 525 unità totali (1981-1986)

Bitter nasce nel 1971 a Schwelm, in Germania, per iniziativa di Erich Bitter, ex ciclista professionista e pilota che aveva corso per marchi come NSU, Mercedes-Benz, Porsche e Ferrari. Dopo un'esperienza come importatore e preparatore, Bitter decide di firmare auto con il proprio nome, partendo da una base semplice ma efficace: prendere meccaniche Opel già collaudate e vestirle con carrozzerie disegnate da carrozzieri italiani, per offrire il fascino di una Gran Turismo esclusiva a un pubblico che non poteva permettersi i prezzi di Ferrari o Maserati. Il risultato è una produzione sempre molto limitata, quasi artigianale, che nel corso dei decenni ha alternato modelli realmente costruiti a numerosi prototipi rimasti sulla carta per difficoltà finanziarie.

La Bitter CD: dal prototipo Opel al capolavoro di Frua

La storia di Bitter inizia con un'occasione mancata da un altro marchio. Opel aveva presentato nel 1969 il prototipo Style CD, basato su un pianale accorciato della Diplomat, ma la casa di Rüsselsheim decise di non produrlo per ragioni economiche. Erich Bitter intuì il potenziale di quella carrozzeria e ne acquisì i diritti, affidando a Pietro Frua il compito di renderla realizzabile in piccola serie.

Presentata al Salone di Francoforte nel 1973, la Bitter CD montava un V8 di origine Chevrolet da 5,4 litri e 230 CV, abbinato a un cambio automatico Hydramatic a tre rapporti, con una velocità massima dichiarata attorno ai 210 km/h. La produzione, realizzata a mano dalla carrozzeria Baur di Stoccarda, si fermò a circa 395 esemplari tra il 1973 e il 1979, complice anche la crisi petrolifera che ridimensionò le ambizioni commerciali del progetto.

Anni di produzione

1973-1989 (prima fase), poi 2007-2012 con la Vero

La Bitter SC, la Gran Turismo che strizzava l'occhio a Ferrari

Nel 1979 Bitter presenta l'erede della CD, la SC, costruita questa volta sul pianale e sulla meccanica della Opel Senator. Le linee, affidate al disegnatore italiano Giovanni Michelotti e poi rifinite dagli stilisti Opel Henry Haga e George Gallion, ricordavano da vicino il taglio a tre volumi della Ferrari 400, tanto che la SC venne presto soprannominata informalmente la 'Ferrari tedesca'.

  • Motore sei cilindri in linea da 3,0 litri e 180 CV nella prima serie
  • Versione successiva con motore da 3,8-3,9 litri e 210 CV
  • Varianti coupé, cabriolet (dal 1983) e berlina, quest'ultima realizzata in pochissimi esemplari

Nonostante l'aspetto esotico, la SC restava un'auto con prestazioni nella media del segmento: piacevole da guidare per il comportamento leggero e agile, ma lontana dai numeri delle vere sportive con cui veniva paragonata esteticamente.

Esemplari CD

Circa 395 unità (1973-1979)

Progetti mai nati e il ritorno con la Vero

Dopo la fine della produzione della SC, Bitter attraversò anni difficili, con diversi progetti che non arrivarono mai alla vendita: la Type 3 basata sulla Opel Omega, la Rally GT, la sportiva a motore centrale Tasco e la berlina Berlina rimasero prototipi isolati. Solo nel 2007 il marchio tornò con la Vero, basata sulla australiana Holden Caprice e spinta da un V8 Chevrolet da 6 litri, seguita dalla Vero Sport derivata dalla Holden Commodore a passo corto.

Esemplari SC

Circa 525 unità totali (1981-1986)

Bitter oggi

Nel presente Bitter ha spostato il proprio ruolo verso quello di tuner e personalizzatore ufficiale di modelli Opel, realizzando versioni di lusso o dall'allestimento arricchito di vetture come Mokka, Corsa GS-Line, Grandland X, Insignia e Astra L, in continuità con la filosofia originaria del marchio: partire da una base di serie per trasformarla in qualcosa di più esclusivo.

Le generazioni della Bitter

39anni di storia

1973—19796 anni

Bitter CD

Coupé fastback disegnata da Pietro Frua su base Opel Diplomat accorciata, con motore V8 Chevrolet da 5,4 litri e 230 CV, assemblata a mano dalla carrozzeria Baur di Stoccarda in circa 395 esemplari.

1981—19865 anni

Bitter SC

Coupé, cabriolet e rarissima berlina su base Opel Senator, disegnata da Giovanni Michelotti con la collaborazione degli stilisti Opel, motorizzata con sei cilindri in linea da 3,0 o 3,8-3,9 litri, per un totale di circa 525 unità.

2007—20125 anni

Bitter Vero e Vero Sport

Ritorno del marchio con una berlina/coupé di lusso costruita sulla base della Holden Caprice, dotata di V8 Chevrolet da 6 litri, affiancata dalla Vero Sport derivata dalla Holden Commodore a passo corto.

Domande frequenti sulla Bitter

Quanti esemplari di Bitter CD sono stati prodotti?

Circa 395 unità tra il 1973 e il 1979, tutte assemblate a mano dalla carrozzeria Baur di Stoccarda su disegno di Pietro Frua.

Su quale base meccanica è costruita la Bitter SC?

La Bitter SC utilizza pianale, sospensioni e meccanica della Opel Senator, con carrozzeria disegnata da Giovanni Michelotti e rifinita dagli stilisti Opel.

Che motore monta la Bitter SC?

Un sei cilindri in linea, disponibile in due tagli: 3,0 litri da 180 CV nella prima serie e 3,8-3,9 litri da 210 CV nella versione successiva.

Il marchio Bitter esiste ancora?

Sì. Dopo aver interrotto la produzione di auto originali nel 1989 ed essere tornato brevemente con la Vero tra il 2007 e il 2012, oggi Bitter opera come personalizzatore di modelli Opel come Mokka, Corsa, Grandland X, Insignia e Astra.

Chi era Erich Bitter, il fondatore del marchio?

Erich Bitter (1933-2023) è stato un ciclista professionista e pilota automobilistico tedesco, poi diventato importatore, preparatore e infine costruttore con il marchio che porta il suo nome, fondato a Schwelm nel 1971.

Fonti

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