Le origini: un cyclecar con il nome di famiglia
Maurice Jeanson costituisce la sua azienda nel 1921 nella cittadina di Asnières-sur-Seine, alle porte nord-ovest di Parigi, scegliendo di intitolarla al nipote Benjamin. L'idea è quella di offrire un cyclecar leggero ma costruito con maggiore attenzione rispetto a molte proposte concorrenti, capace di sfruttare i vantaggi fiscali francesi riservati alle vetture di piccola cilindrata pur restando più vicino, nella qualità realizzativa, alle automobili convenzionali.
Per favorire le vendite, Jeanson mette a punto anche una formula di pagamento rateale in collaborazione con un istituto bancario, che consente ai clienti di dilazionare il prezzo d'acquisto in dodici mensilità con un sovrapprezzo contenuto.
Motori
2 e 4 cilindri, da 547 a 1.996 cc
La gamma: dai primi Type A, B e C alle evoluzioni successive
La produzione parte con tre varianti: la Type A, spinta da un quattro cilindri di 751 cc capace di mantenere il peso complessivo sotto i 350 kg; la Type B, più economica, con un bicilindrico di 547 cc; e la Type C, versione più brillante della Type A con cilindrata portata a 817 cc.
- Nel 1924 arriva la Type AR, con motore posteriore bicilindrico a due tempi da 450 o 525 cc
- Segue la Type P2, con passo allungato e propulsore da 550 cc
- La Type P3 introduce invece un motore a tre cilindri due tempi di 817 cc
Nell'ottobre 1924 il listino indicava un prezzo di circa 5.500 franchi per la Type AR e di 8.900 franchi per la versione Torpedo della Type P2, a testimonianza di una gamma pensata per diverse fasce di clientela.
Anni di produzione
1921-1927 (poi Benova, 1927-1931)
Le imprese sportive e il debutto di Violette Morris
Il marchio non si limita all'uso quotidiano: nel giugno 1922 le Benjamin conquistano la vittoria di classe alla Paris-Les Pyrénées-Paris, mentre l'anno seguente arriva un altro successo di categoria alla Paris-Nice. È proprio al volante di una Benjamin Type B, nel 1922, che l'atleta e pilota francese Violette Morris debutta nelle competizioni motoristiche in occasione della Bol d'Or, dando il via a una carriera nel motorsport che proseguirà poi con altri marchi.
Da Benjamin a Benova: trasformazione e chiusura
Con l'apertura di un secondo stabilimento a Gennevilliers e l'adozione di motori Chapuis-Dornier di maggiore cilindrata, l'azienda viene riorganizzata nel 1927 e assume il nuovo nome Benova. Sotto questa denominazione la gamma si amplia con i modelli B3, E2 e G, quest'ultimo dotato di un otto cilindri fino a quasi due litri di cilindrata. Nonostante buoni volumi di vendita nel 1927, la società si fa garante di debiti rimasti insoluti e nel 1931 cessa definitivamente l'attività.
Oldtimer Benjamin oggi: un cyclecar da collezione rarissimo
La produzione limitata e il fallimento dell'azienda hanno reso le vetture Benjamin sopravvissute estremamente rare sul mercato del collezionismo. Gli esemplari oggi visibili compaiono soprattutto in occasione di saloni dedicati all'auto storica o in aste specializzate, mentre le proposte di vendita dirette restano sporadiche e riguardano quasi sempre pezzi unici con una storia documentata, spesso legata proprio alle imprese sportive del marchio.
